50 sfumature di rosso: l’ultima tortura


Come ci poniamo davanti a 50 sfumature di rosso?
Ormai il template era chiaro: è una rom-com fatta e finita.
Ma mica come quelli che qualsiasi action che vedono, per non vergognarsi che gli è piaciuto, dicono “è un western moderno”: è una rom-com in piena regola, solo con scene di sesso che vanno un pelino più in là del film medio con Meg Ryan.
Per dire: il film inizia con Anestesia e Christian che si sposano: lui è guarito. Non ha più la sadomasochite. È a posto, così, in un batter d’occhio. Sembrava praticamente terminale, e invece ha buttato fuori così, senza neanche andare in clinica, senza manco avere le allucinazioni coi sudori freddi e le notti a vomitare. Di colpo, il Master più Slave nella storia della sessuologia è un “normale” marito come tutti, completo, con due soli pseudo-strascichi: la preferenza a “famolo (mezzo) strano” e una gelosia fortissima, come un siciliano qualunque.
Ricapitoliamo quindi la trama di questo terzo episodio: una ragazza in carriera di umili origini ha appena sposato uno degli uomini più ricchi del Pianeta, che però è molto geloso e protettivo, un po’ immaturo. Stop.
Esiste forse qualcosa di più basico di così?

Madonna ‘sti due che menate

L’unica cosa sensata che mi viene da fare in questa situazione è prendere la palla e portarla in un campo di gioco a me più consono, tipo quello dei film di arti marziali.
I film di arti marziali, come le rom-com, tendono ad avere trame simili, a variare sullo stesso giro di tre accordi. I loro valori principali sono altrove: l’abilità tecnico-acrobatica dei protagonisti, le coreografie, varianti ambientali/stilistiche, ecc…
Ai film di arti marziali non si chiedono gli incastri di sceneggiatura di Nolan, i dialoghi di Aaron Sorkin, le metafore di Aronofsky, le visioni spiazzanti di Lynch, il rigore di Paul Thomas Anderson.
Capita anche a volte che i film di arti marziali si ancorino intorno a una storia d’amore. Eh. Può essere una conquista da impressionare, una morosa rapita da salvare, o una moglie a cui è stato promesso di non infilarsi più in certe situazioni. Quando succede si tratta tendenzialmente di una faccenda goffa e imbarazzante, qualcosa che nessuno dei coinvolti vuole veramente fare, e per cui di norma lo sceneggiatore si sente in dovere di scusarsi.

Ah ma ‘sto bottone dell’ascensore funziona, daje

Non penso che le commedie romantiche, in media, siano diversissime dai film di arti marziali in questo senso. 50SDR non cerca nessuna sofisticazione, ma si limita a mettere in scena fantasie piuttosto classiche concentrandosi sulla concretezza del momento: lo shopping al posto dell’addestramento, l’appuntamento romantico al posto del combattimento, l’amante al posto del rivale (su questi falsi opposti è dove gli psicanalisti si divertono di più).
50SDR non ha una storia da raccontare, se non mostrare la nostra protagonista Anestesia alle prese con la vita dei sogni: si inizia con una clamorosa delusione, ovvero un matrimonio ridotto a pochi essenziali minuti (pazzi! Perfino Twilight ci aveva speso mezzora per essere sicuri che il pubblico si godesse almeno vestiti e location nel “giorno più romantico della vita”!) e si prosegue con una serie di scenette in cui Grey è completamente supino ai desideri della moglie, la porta in posti incredibili e non fa che ripetere continuamente “ti piace? L’ho comprato” tanto che a un certo punto ho iniziato a desiderare che diventasse proprietario dell’Inter.
Per cui che fai? Che giudichi? Se io avessi un sito dedicato alle rom-com me ne fotterei altamente e, per onestà, inizierei a recensire direttamente le location, le scenografie, i costumi, o che ne so, le strategie romantiche di Manichino (Manichristian?) Grey (ragazzi, Jamie Dornan è un attore talmente impedito che pure Henry Cavill a confronto sembra Tom Hardy).
Anestesia (una Dakota Johnson al contrario perfetta) da parte sua è principalmente impegnata in un esercizio di acrobatico equilibrismo tra il non mostrare tratti di personalità per non spezzare il delicato incanto di immedesimazione col pubblico a casa, e l’ostentare una certa dignità di donna indipendente in pseudo-carriera, una che deve continuamente sottolineare che avrebbe tutto sotto controllo anche se non fosse sposata con Fort Knox, per non sembrare troppo scroccona o all’antica.

Dai lasciami stare che devo fare gli esercizi per il pavimento pelvico

Ma il punto è che a 50SDR non importa nemmeno emozionare, o almeno non aldilà del “che bello avere il moroso ricco/zerbino/bravo a letto”.
Prigioniero della sua struttura a piccole scenette che avanzano poco e nulla, sembra gestire controvoglia qualsiasi cosa che rischi di far perdere tempo al ritratto della Relazione Sentimentale da Sogno: è incredibile il numero di spunti che butta in mezzo senza uno straccio di approfondimento, o i dilemmi che risolve frettolosamente (traumi di Grey inclusi), e altrettanto rare sono le volte che si ricorda di organizzare un minimo sindacale di set-up per caricare emotivamente gli spunti successivi.
A volte ci sono rimasto davvero male, come nella “sottotrama” (con molte virgolette) in cui Anestesia rimane incinta: viene anticipata da un dialogo casuale in cui Grey confessa di non essere pronto a fare il padre, poi succede il fattaccio e scoppia un mini-dramma della gelosia, e infine in una sequenza rocambolesca la nostra protagonista viene colpita duro allo stomaco (ci arriviamo tra un po’) e finisce all’ospedale e c’è quindi un assist a porta vuota per caricare tutto di tensione facendo temere che possa perdere il bambino… e invece niente. L’opzione non viene neanche menzionata. E allora cosa l’hai fatta colpire nello stomaco a fare?

Insomma (eccoci), pensate alla faccia che ho fatto quando a un certo punto per avere una sottospecie di terzo atto decidono di infilare l’angolo thriller, con l’ex datore di lavoro di Anestesia che la stalkera e rapisce la sorella di Manichristian.
Ma non solo: Anny a un certo punto dichiara dal nulla di essere una brava guidatrice, e scatta L’INSEGUIMENTO.
Esatto: in 50SDR c’è un inseguimento in auto, ed è girato, come potete immaginare, con lo stesso imbarazzo con cui nei film di arti marziali girano le scene romantiche.
Ma anche la deriva criminale è trattata con superficialità allucinante e la quantità minima di minutaggio indispensabile, regalando al climax la consistenza di un palloncino bucato.
Eppure James Foley era uno con un curriculum… uno che ha diretto sceneggiature di David Mamet, action con Mark Wahlberg e Chow Yun-Fat…
È a questa trovata balzana però che dobbiamo se non altro l’unica scena divertente, in modo persino volontario: nel primo tempo lo stalker fa un’incursione in casa Grey e viene bloccato dalla sicurezza, che però non ha niente per immobilizzarlo. “Noi ce l’abbiamo”, risponde Anestesia, alludendo alla propria collezione di giocattolini sadomaso. Se la trilogia di 50 sfumature avesse mantenuto il tono parodico con cui era nato, a quest’ora sì che avremmo qualcosa di interessante di cui parlare.

Jamie vedi? Quella è una macchina da presa, io sono l’attrice, tu… va beh non importa

La beffa finale, per una saga del genere, è quindi sottoporci a un finale con breve montaggio revival che provoca assolutamente zero emozioni. Persino Twilight, nella sua rozza goffaggine, aveva trattato i suoi personaggi con passione, ci aveva reso continuamente partecipi delle cretinate immani che pensavano, ci aveva creduto. Non qua. In tre film non si è mai capito cosa volessero davvero raccontare, ed è stato coinvolgente quanto sfogliare un catalogo.

Ah già, e il sesso? Qui ci sono letteralmente due scene e mezzo, come al solito finto-trasgressive ma educatissime, e trattate come brevi intermezzi completamente avulsi dal contesto.
Non vale neanche la pena parlarne.
In una, per dire, l’elemento coreografico principale consiste nel rovesciarsi dello yogurt addosso.
Per quel che mi riguarda, l’unica cosa che importa veramente è che la tortura è finita: non c’è niente, nella stanza di Mr. Grey, capace di provocare un dolore e una sofferenza paragonabile al guardare questi film. E lui ha i butt plug e le fruste.

50 sfumature di grigio

50 sfumature di nero

Quando non è impegnato a difendere le strade dell’East London dalla criminalità organizzata, scrive di action, horror ed eccezioni meritevoli su i400Calci.com. Le esplosioni sono importanti.

One Comment

  1. nomefalsoh
    marzo 24, 2018

    Grazie, sei un Genio e mi sono ammazzata dalle risate. ti voglio bene <3 ps non ti conosco né mai ci conosceremo, ma ripeto, ti voglio bene!

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