Un film di vampiri iraniani: A girl walks home alone at night


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Avete visto il nuovo film di Jim Jarmusch? È bello, e si vede proprio la sua mano, anche se è una storia che parla di vampiri: però c’è un bel bianco e nero molto stiloso e molto notturno, una colonna sonora rock tendente al dark, ma con scelte originali, ovviamente grandi poster di gruppi musicali, e poi un mondo marginale di tossicodipendenti, prostitute, vampire e gente che tira a campare, solitudine, una storia d’amore sbilenca tra questa bella vampira e il ragazzo timido col padre tossicodipendente, una certa poetica malinconia, una certa laconicità nella comunicazione tra i personaggi. Ha anche il passo felpato che è proprio tipico dei film di Jarmusch. Non ho capito però perché parlano tutti una lingua strana…

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A girl walks home alone at night, non è un film di Jim Jarmusch, ma l’opera prima di Ana Lily Armipour. Si tratta di un film che riunisce, a quanto pare, tutta la diaspora iraniana residente a Hollywood: infatti è recitato in persiano, con attori iraniano-americani, presumibilmente per una volta liberi dall’obbligo di ricoprire il ruolo esotico, di qualsiasi etnia non-bianca, in mezzo agli WASP. Sheila Vand, la bella vampira dall’anima rock, si è già vista in Argo (per chi lo ha visto, non è il mio caso); Marshall Manesh, che ha un ruolo di vedovo sbandato e drogato, è noto soprattutto per essere Rajit, il tassista Bangla di How I met your mother; gli altri attori hanno tutti in curriculum diversi ruoli in serie americane di cui, per bene che vada, conosco l’esistenza: non sono un grande esperto di serie TV. Insomma, per molti, regista inclusa, si tratta del primo lungometraggio, nonché la possibilità di farsi notare con ruoli meno connotati da esotismo.

E il film, allora, com’è? Come si è detto sopra, ricorda Jarmusch, non tanto quello più recente, ma quello più vecchio, più low-budget, più sporco: c’è una certa aria alla Stranger than paradise, insomma. Il termine di paragone che scelgo è volutamente lusinghiero, perché questo piccolo film, che si promuove come “il primo film iraniano di vampiri”, è una piccola gemma. La voglia di fare cinema trasuda, la fotografia è molto elegante, con trovate estetiche di bell’impatto (mi viene in mente l’immagine della vampira col velo su uno skateboard, di notte, per le strade deserte), e la scelta di ambientare tutto in un vizioso quartiere chiamato Bad City ai margini della società dà la possibilità di mettere in scena personaggi non banali, affascinanti, ciascuno con le proprie debolezze, i propri drammi: uno spaccato di umanità sotterranea ben narrato. Non manca una punta di humor, ogni tanto: il protagonista maschile del film, per esempio, incontra la vampira mentre è ancora stonato per l’effetto delle droghe prese ad una festa in maschera: ed è ancora vestito da Dracula. La colonna sonora si appoggia su gruppi alternativi iraniani, successi indie recenti, vecchie canzoni; un’atmosfera  rock che si sposa bene con la scelta di un bellissimo bianco e nero, e con la preponderanza di scene notturne.

Insomma, come debutto promette bene, molto bene.  Sembra che al Sundance 2014, dove è stato presentato, abbia avuto recensioni per lo più positive. Difficile abbia però una distribuzione in Italia: per ora, dopo aver fatto il giro dei festival tipico di ogni film indipendente, è uscito in poche piccole sale in Francia. Secondo me, vale la pena recuperarlo, perlomeno se volete completare questa recente revival di film vampireschi: e magari potreste vederlo dopo Only lovers left alive.

Curiosità: tra i produttori del film, c’è Elijah Wood.

A girl walks home alone at nightIMDb – Wikipedia

Marianz
Eterno studente, precario, cinefilo a tempo perso, ghostwriter, viaggiatore, oppure pornografo, chi è Marianz? Lo hanno visto aggirarsi come Belfagor per le sale del Louvre, oppure a dormire su un libro nella biblioteca della Sorbona; lo hanno rivisto tra le piccole sale del Quartiere Latino, poi a farfugliare discorsi inconcludenti a tarda notte nelle peggiori bettole dell’Est parigino. Lo hanno anche visto bere a una fontana, ma non era lui.

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