Arcipelago Star Wars Episodio Otto: Gli ultimi Jedi


Quanto raccontato qui non è esente da SPOILER che vogliono essere quanto più innocui possibile. Solo la parte finale, adeguatamente segnalata, non sarà innocua per niente.

Chi siamo e dove andiamo

Siamo una generazione cresciuta con la saga di Guerre Stellari. Qualcuno di noi scrive storie che la riecheggiano, qualcuno di noi le ha raccontate come fiabe ai propri figli. Rian Johnson, regista e sceneggiatore, è del 1973, quasi 1974 (è nato il 17 dicembre, auguri Rian) e magari è stato uno di quei bambini che ha dato forma ai suoi concetti di “buono” e “cattivo” modellandoli sul Lato Oscuro, su come ti attira, su come si può combattere e a volte vincere.

Chissà.

Abbiamo dimenticato la fantascienza americana, ci siamo stufati delle distopie, abbiamo abbracciato l’immaginario giapponese e l’abbiamo integrato nel nostro quotidiano, abbiamo giocato con la coscienza, i robot, la mente e l’universo. E finalmente ci siamo seduti a guardare Episodio VIII di Guerre Stellari.

Cos’è e cosa non è

Jacob Siegal su BGR scrive: “A volte sembra come se Disney avesse dato a Johnson le chiavi della macchina, e lui è andato subito a sbattere contro un muro di mattoni.”
Episodio VIII è un bel film, scritto e diretto da qualcuno che conosce a fondo il fantastico contemporaneo e lo maneggia molto bene. Forse non è uno Star Wars, non come ce lo saremmo potuti aspettare, ma questo alla fine si rivela più un pregio che un difetto. Venire sorpresi, per questo andiamo al cinema. È un film nel quale il tappeto emozionale, relazionale e umano tra i troppi personaggi è stato curato con una precisione mai vista prima nella saga e dove l’ansia di reboot che nel passato ci ha fatto odiare J.J. Abrams viene maneggiata con una sapienza che lo stesso Abrams non ha mai dimostrato di avere.

Dentro e fuori

Il sospetto che questo film sia più colto di quello che vuole apparire viene quando ci si accorge che in moltissime occasioni il film parla di sé stesso, della saga e degli interpreti più che dei personaggi. Così tante che è difficile elencarle tutte. Quando Snoke dice a Kylo Ren di togliersi quella ridicola maschera e il modo in cui lui reagisce, quando qualcuno bacia in fronte Carrie Fisher salutandola per tutti noi, quando Hamill dice di aver fallito proprio perché è Luke Skywalker, quando Kylo Ren dice che bisogna ucciderli tutti, Sith, Jedi, Ribellione, tutti, quando i bambini giocano a Guerre Stellari. Questi momenti colpiscono perché annullano la catarsi e ci fanno “saltar fuori” dalla storia degli ultimi Jedi ma hanno il pregio di metterci in contatto con l’intera saga in senso più ampio, generazionale.

Carrie Fisher

A proposito di Carrie Fisher, la sua straziante presenza sullo schermo è stata trattata con una delicatezza esemplare, facendo così di Episodio VIII il suo bellissimo canto del cigno. Se anche per voi Leia è stata “la” Principessa questo è già un motivo più che sufficiente per andare a vedere il film. Ci sono un paio di momenti molto toccanti e uno è qui sopra.

Donne e uomini

Se Carrie Fisher è rimasta imprigionata nel personaggio di Leia per tutta la vita, pagandone anche conseguenze molto amare e riuscendo paradossalmente a liberarsi solo vicino alla sua morte, la bravissima Daisy Ridley dentro lo schermo (da come appare anche fuori ma non saprei) sembra composta da una sostanza molto più solida. È un’eroina a tutto tondo e un importante role model, un personaggio dal potere infinito ma in contatto con la propria vulnerabilità e con i propri sentimenti.

In generale il maschile esce da Episdio VIII con le ossa rotte: i personaggi maschili sono – appunto – o assurdamente negativi o capaci solo di scelte dalle conseguenze disastrose (o entrambe le cose), mentre i veri fulcri della storia sono tutti femminili. Il mio pensiero va in particolare al Vice Ammiraglio Holdo interpretato da una Laura Dern che esprime un’energia tale da far sentire continuamente la necessità di inginocchiarsi di fronte a lei. E da questo punto vista siamo ad anni luce dalla principessa sedotta a forza dal bullo spaziale, per fortuna.

Egemonia

Il film soffre anche di due gravi difetti che l’allontanano non poco dalla perfezione. Il primo è un problema di sceneggiatura, in onestà difficilmente spiegabile. 50 minuti buoni di pellicola sono sprecati nel raccontare una sottotrama totalmente inutile che non porta da nessuna parte se non a conseguenze tragiche. Se Johnson è stato molto bravo sul piano umano e sentimentale, l’arcipelago di personaggi che si è trovato a manipolare si è rivelato troppo complesso per lui e sembra quasi che questa sottotrama sia stata messa lì per il solo motivo di trovare qualcosa da far fare ad alcuni.

Il secondo difetto ha una portata molto più vasta ed è, riassumendo, una marvelizzazione (inteso come deriva verso un universo simile a quello Marvel) dell’intero immaginario. Questa marvelizzazione si manifesta con un insopportabile e pervasivo umorismo nei dialoghi durante tutto il film che ricorda le ultime uscite degli Avengers o dei Guardiani della Galassia. Un umorismo già spesso fuori luogo nel MCU e che qui diventa un inutile calco che funziona una volta su dieci e irrita le altre nove.

La marvelizzazione si manifesta, soprattutto, nell’evoluzione della natura stessa della Forza che a molti è piaciuta (me compreso) ma che ha fatto arrabbiare moltissimo i puristi più duri, comprensibilmente. Il tono generale dell’opera è esso stesso indice di una egemonia di scrittura e di regia che non ci piace e che non vorremmo vedere mai più.

Adam Driver

Ringraziamo Leo Ortolani per la più perfetta delle definizioni.

Non c’è modo di capire se Adam Driver sia il peggior attore che abbia mai calcato le scene di tutto mondo o se sia un autentico genio. Sta di fatto che per la povera Ridley recitare con lui deve essere stato un incubo: che farà adesso? frignerà? romperà di nuovo la maschera? mi combatterà con la strafichissima spada a tre laser? si innamorerà di me? si inginocchierà? soffocherà qualcuno a caso? Non c’è mezza scena in cui compare nella quale sia possibile prevedere la sua reazione. Diciamo che è un genio, se non altro lui è difficile da egemonizzare.

Cose a caso

Da qui in poi iniziano gli SPOILER per cui se ne soffrite potete chiudere qui.

  • Numero di volte in cui viene detto “Adesso o mai più“: 3, per una media di uno ogni 50 minuti. (meh)
  • La sequenza in cui Rey si esercita con la spada laser mettetemela a rotazione di fronte al mio letto di morte e siamo a posto così.
  • A PROPOSITO DI SPADA LASER! In lingua originale Luke dice a Rey una cosa tipo “Ma davvero credi che io possa cambiare le cose con una Laser Sword?” (anziché Lightsaber!!!)
  • Mi chiedo come l’hanno tradotto in italiano… Bastoncino luminoso? Adorabile fiammifero? Fatemelo sapere nei commenti.
  • A proposito di egemonia, Kylo Ren ha ovviamente visto Gli Incredibili:

  • Nell’elenco Dentro e Fuori bisogna anche mettere l’albero che brucia e Rey che porta i libri sul Millenium Falcon, se non sono metafore queste…
  • Dunque con la nuova Forza si diventa Paratwa, Tempesta, Neo, Xavier e si ottiene una versione asincrona della Tecnica superiore della moltiplicazione del corpo che suggerisce la possibilità di viaggiare nel tempo, grande fissa di J.J.
  • Tecnica superiore della moltiplicazione del corpo che permette a Rey di incontrare il Simurg. (che scena meravigliosa)
  • Avete notato che Luke non lascia tracce per terra su Crait?
  • Tutto quello che fa Leia è stato per me molto toccante tranne il momento David Copperfield durante il quale mi sarei strappato la carne dalle ossa.
  • Se vi faccio vedere un’immagine di Kagemusha di Kurosawa cosa vi ricorda? (che scena meravigliosa)

  • Ma parliamo della moltiplicazione dei pupazzoni. Passino i Porg che effettivamente mi sono abbastanza simpatici (soprattutto arrosto)…

  • … cosa ne pensiamo dei pecoroni da corsa, dei lamantini da latte verde, delle volpi Swarovski e delle suore batraci?
  • Molto carino BB-9E, l’alter ego cattivo di BB-8, che però apre il baratro della discussione di come mai la tecnologia a volte sia così uniforme nella galassia e a volte assolutamente no.
  • La risposta a quasi tutte le domande è: “Lasciamo perdere”.
  • A proposito, quante altre volte un droide “amico” ha violato nella saga la prima legge della robotica?
  • Voi ci credete che Rey sia figlia di nessuno? Io ho urlato MAGARI! che nel cinema americano i conflitti irrisolti con il padre hanno onestamente rotto le palle stufato.
  • Vorrei solennemente togliere dal capo di Jar Jar Binks la corona di peggior personaggio della serie per impalmare il testone di Benicio del Toro AKA DJ. Senza rancore Benicio, ti voglio sempre un gran bene, ma Johnson ti ha proprio cucito addosso un personaggio totalmente insensato.

Insomma con una gran dose di spiritualità e amore (ma non senza dolore) la torcia Jedi è passata di mano. La saga è adesso pronta a una nuova generazione di avventure, qualcuno è già disperato così, qualcuno è disperato dando per scontato che J.J. rovinerà tutto il rovinabile nel prossimo episodio e qualcuno contro tutte le avversità coltiva ancora una piccola scintilla di speranza.

Star Wars: Gli ultimi Jedi – IMDbWikipedia

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

6 Comments

  1. Nervo
    dicembre 18, 2017

    La risposta alla tua domanda, amico mio, è più buffa di quanto tu possa pensare: “SPADA DI LUCE” XD

  2. AG
    dicembre 18, 2017

    SPADA DI LUCE, nell’adattamento italiano dice “spada di luce” e volevo strapparmi le orecchie, ma se in lingua originale dice quella roba lì allora boh non so cosa pensare.

  3. Miki Fossati
    dicembre 18, 2017

    Amici, mi date un grandissimo dolore ma vi ringrazio per il coraggio. È un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo.

  4. Bradlice Cooper
    dicembre 20, 2017

    L’espressione di Luke è voluta. È volutamente spregiativa dello strumento jedi per eccellenza, che ai suoi occhi è ormai un giocattolo dannoso. Fun fact, sembra che “sword” fosse la parola usata da Lucas nelle prime lavorazioni del film.

  5. bevitilarsenico
    febbraio 2, 2018

    Ma scrivendo “Adam Driver uno dei peggiori attori…” pensate di essere presi sul serio ? Nel senso che siete davvero dei poveracci o fate finta ? La “povera Ridley” imparasse lei invece a recitare…..

    • Miki Fossati
      febbraio 2, 2018

      Non so rispondere alle tue domande perché troppo complesse – soprattutto la seconda davvero troppo amletica – ma posso dire con discreta certezza che sul “sia un autentico genio” contavamo di strappare qualche risata.

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