Proprio come pensate che sia: Assassin’s Creed


Ad un certo punto Michael Fassbender si ritrova su un palazzo alto alto in costruzione. E’ inseguito da cattivi molto cattivi e per scappare si lancia nel vuoto aprendo le braccia come un uccello le ali. Marion Cotillard esclama una cosa tipo “E’ il salto della fede!”. La mia vicina di poltrona si mette a ridere, la guardo un pelo sconcertato, ma accompagno quel momento ilare con un sorriso. Forse lei non sa che nel videogioco quel gesto si chiama proprio in quel modo. Forse la prima cosa che ha un minimo di senso in questa accozzaglia di film. Ma forse non capisco. Forse ride perché suona tristemente male in un film d’azione. Forse ha ragione lei. Forse è solo ridicolo. Passano i minuti e la quantità di “forse” cala drasticamente. Perché, sinceramente, Assassin’s Creed funzionerà bene su console, ma al cinema è un disastro.

Dicasi "Salto della fede"

Dicasi “Salto della fede”

Tratto dalla saga videoludica di Ubisoft, Assassin’s Creed sbarca al cinema con un prodotto filmico diretto da Justin Kurzel (chi?) e con, oggettivamente, un cast potenzialmente fantastico: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling e Michael Kenneth Williams. Grandi nomi che non salvano una pellicola a tratti tecnicamente godibile, ma per lunghi archi enormemente sfiancante, frustrante e imbarazzante. E tutto questo per alcune semplici quanto evidenti ragioni.

Primo capitolo di una potenziale trilogia già programmata, Assassin’s Creed ha l’arduo compito di dover introdurre tutte le caratteristiche fondamentali della saga di videogiochi per immergere l’estraneo spettatore cinematografico in un universo che non conosce. E siccome nemmeno io lo conosco, considerando che ho giocato solo il primo, salvo disinstallarlo poco dopo, ho chiesto a un amico videogiocatore come lo definirebbe. Dopo averlo convinto che non l’avrei derubato della sua proprietà intellettuale a fini di arricchimento, ha esclamato che si tratta di un gioco in cui:

 “i suoi personaggi e paesaggi sono fedeli alla realtà e dove il giocatore impazzisce di fronte a un protagonista campione di parkour”.

Quindi, ricapitoliamo, “parkour”, “paesaggi” e “personaggi storici”. Considerate solo queste tre caratteristiche, Assassin’s Creed sarebbe un film godibile. E invece.

E invece è un pastrocchio di proporzioni colossali. Due ore e venti in cui seguiamo le vicende di Callum Lynch (Fassbender), uomo dal passato tormentato, che viene catturato da una misteriosa organizzazione templare per essere mentalmente spedito indietro nel tempo nella Granada del 1492 con una macchina chiamata Animus e mettersi nei panni di un suo antenato, Aguilar, per scoprire il nascondiglio della Mela dell’Eden, oggetto che contiene il seme del peccato originale. I templari contemporanei vogliono studiare questo seme per eliminare la violenza dal mondo, controllare le menti e sconfiggere la setta degli Assassini. Esatto, la scusa dei cattivi di questo film è che vogliono la pace nel mondo. Due ore e venti di film che andranno a parare esattamente dove pensate che si andrà a parare appena avete letto 1492.

Uh che spoiler.

Uh che spoiler.

Perché se da un lato la sceneggiatura è estremamente prevedibile, impedendo allo spettatore di essere stupito per intero, dall’altro si riserva la possibilità di fornire ai personaggi battute imbarazzanti che si avvicinano molto di più ai luoghi comuni tipo “Non ci sono più le mezze stagioni” che ai dialoghi del cinema contemporaneo. Va bene che la Ubisoft ha dichiarato che l’unico motivo che sta dietro alla trasposizione filmica del gioco sono i soldi, ma magari la prossima volta potrebbe risultare qualitativamente migliore ingaggiare qualcuno che sappia scrivere dialoghi e non uno che per mestiere pare scrivere romanzi rosa della serie Harmony. Non credo sia così, ma l’impressione è questa.

Se la sceneggiatura in fatto di dialoghi e di narrazione deficita altamente, anche per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi non esegue un lavoro migliore. Tante introduzioni, ma nessuno che buchi lo schermo a parte il Moussa di Michael Kenneth Williams. Compaiono tanti personaggi, ma nessuno di cui ti importi davvero. Quindi non rimane che sedersi e tentare di godersi le scene d’azione.

Ah, le scene d’azione ovvero altro giro, altro tasto dolente. Tanti combattimenti, ma nessuno godibile, essenzialmente per rimanere sotto un rating PG-13 e consegnare un prodotto per il giovane pubblico di videogiocatori. Botte che vengono date al buio e in spazi ristretti flagellate da montaggi frenetici che rendono incapaci di capire dove e a chi vadano i colpi. Piccolo punto a favore del film per quanto riguarda le sequenze di parkour/inseguimento che sono un piccolo sospiro di sollievo per gli occhi. Ma è troppo poco in questo mare di indecenza commerciale.

Scene di lotta in cui "ce se capisce e nun ce se capisce" (cit.)

Scene di lotta in cui “ce se capisce e nun ce se capisce” (cit.)

Insomma, concludiamo questa emorragica recensione dichiarando che Assassin’s Creed si tratta di un prodotto senza cuore, senza alcuna volontà di averne uno e in cui nemmeno chi ci recita sembra crederci sino in fondo. Un’occasione sfruttata malamente dalla quale, forse, era impossibile tirare fuori qualcosa di migliore. Noioso e involontariamente comico, il film è così brutto come ve l’aspettavate. Pure le panoramiche letteralmente a volo d’uccello con relativi paesaggi risultano ripetitive e insoddisfacenti alla quarta volta.

Quindi alla fine, purtroppo, aveva pienamente ragione la mia vicina di poltrona. Forse era meglio riderci su e basta.

Giacomo Borgatti
I genitori lo iniziano alla settima arte grazie a operai cassaintegrati inglesi che si spogliano per fare qualche soldo. Da quel momento, il cinema è la sua droga. Amante dell’horror, dei musical (ma quanto sono belle quelle coreografie tutte sincronizzate?) e dei fumetti, crede e spera che Christian De Sica sia un’allucinazione collettiva o una grande burla allo spettatore ormai impossibile da fermare.

One Comment

  1. MatteoZ
    gennaio 2, 2017

    è mai esistito un film tratto da un videogioco che sia riuscito decentemente?

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