Roadmap to Avengers 2 – Age of Ultron: il titolare


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È stata una lunga cavalcata, amici miei, ma finalmente siamo arrivati in fondo. Avengers 2: Age of Ultron è uscito nei cinema e c’è tanto da dire, quindi, bandiamo alle ciance e dedichiamo giusto una foto a uno degli elementi più riusciti del film.

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Le tette di Elizabeth Olsen

Mettiamo subito le mani avanti: Age of Ultron non è quel capolavoro che ci aspettavamo. Non è il film Marvel definitivo che speravamo di vedere. Quando ho finito la prima visione, mi sono ritrovato a pensare che fosse un film denso, pure troppo. Che avesse tantissime cose da dire, ma non riuscisse a dirle tutte e non tutte bene (il primo montaggio era di tre ore e un quarto. Tre. ore. e. un. quarto).

Joss Whedon, sceneggiatore e regista, di nuovo dietro la macchina da presa, aveva detto, ai tempi del primo film, che ne avrebbe voluto fare uno più piccolo, quando sarebbe arrivato il momento di dirigere il due. Ora, ritenete possibile che la Marvel abbia detto “ehi! Abbiamo fatto un sacco di soldi, con il primo film! Sapete che si fa? Facciamo le cose più piccole!”? Ecco.

Age of Ultron riprende i personaggi del primo film e comincia nel mezzo di un assalto a un castello, dentro al quale c’è il cattivo colonnello dell’Hydra che avevamo visto alla fine di Captain America: Winter Soldier. E, nel mostrarcela, fa nuovamente quella cosa che, nel film precedente, era stata dedicata allo scontro finale con i Chitauri: un piano sequenza che mostra i Vendicatori intenti a combattere, ognuno con il proprio stile. Lo dico perché prendere quello che è stato il picco registico del finale del primo film e usarlo all’inizio del secondo, dà l’idea di quanto sia grossa la pellicola.

In linea di massima ci sono tutti gli elementi che hanno funzionato nel capitolo precedente: momenti divertenti (forse pure troppo, la gestione di Thor che diventa battutista quanto gli altri è maldestra e fuori luogo), attimi più drammatici (c’è una bellissima sequenza in cui i diversi personaggi hanno delle visioni che li mettono a contatto con le proprie paure che è notevole), tantissima azione.

Fan service, attenzione, fan service

 

A questi vanno aggiunti i nuovi punti fermi: i personaggi di Scarlet Witch e di Quicksilver, i richiami al mondo Marvel fino a quel momento (i personaggi secondari delle diverse pellicole che compaiono dando, finalmente, l’idea di un unico universo, tipo il tecnico che, in Winter Soldier, si rifiuta di obbedire ai cattivi, che ritrovi promosso a membro dello S.H.I.E.L.D.).

Ci sono momenti di amore fortissimo: Ultron che canta la canzone del Pinocchio della Disney sul burattino senza fili. La vita segreta di Hawkeye che, come dice giustamente Obbody, ha echi fortissimi dello Xander Harris di Buffy, l’ammazzavampiri. Il Bruce Banner di Mark Ruffalo, ancora una volta il migliore in campo. Lo scontro tra Hulk e Hulkbuster che è puro fan service, ma è puro fan service fatto benissimo.

Contemporaneamente, i problemi del film, sono problemi pesanti e che si notano molto: il piano di Ultron, confuso e poco lineare; le troppe cose accennate e che danno l’idea di come i tagli, a livello di tempo, siano stati pesanti (tra cui la famigerata scena di Thor nella caverna, che Whedon ha ammesso essere stato costretto a inserire), alcune scene d’azione in cui la regia è confusa e rende impossibile capire cosa succede sullo schermo. La generale sensazione (confermata dalle ultime interviste di Whedon che, ormai, sembra essere pronto a tagliarsi fuori dal franchise) che sia stata data carta bianca, ma solo con determinate matite e pastelli.

In chiusura viene presentata la nuova formazione degli Avengers, vengono poste le basi per Thor 3, accennate quelle per Captain America 3 e, soprattutto, per Infinity Wars. Ma tutto questo,  avverrà senza il tocco, la creatività e il genio di Joss Whedon e questa, forse, è la delusione peggiore.

Avengers 2: Age of Ultron – WikipediaIMDb

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi “Perché sto guardando Step Up 4?”. La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po’ di importanza ce l’ha, ma sorvoliamo).

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