Non tutti gli anni ’90 sono buoni – 21 Jump Beach ovvero Baywatch


Vuole essere la commedia esplosiva dell’estate, fallendo miseramente. Vuole essere il coronamento di quel personaggio che è Dwayne Johnson (che mi piace) ma riesce solo a renderlo eccessivamente sbruffone, a tratti quasi fastidioso, intrappolandolo in una gabbia di cliché e stereotipi creati dai suoi stessi ruoli in altri film. Vuole proseguire quello stile ripreso da altri film in cui si adattano serie tv culto del passato con toni da commedia come già accaduto con Starsky e Hutch, 21 Jump Street e CHIPs. Ma sbaglia in tutto. Nelle battute, nei personaggi, nel credere che quello spettatore, che negli anni ’90 si guardava delle tette ballare in slow motion a ritmo di musica, sia ancora disposto a farlo. E il box office statunitense lo dimostra. Insomma, Baywatch è in piena corsa per il film più inutile e fastidioso dell’anno.

Adesso attendo con ansia il comico adattamento di questa serie.

La storia è una barzelletta. Nella baia di non ricordo quale nome, Johnson è una leggenda e con il suo team salva grandi e piccini da incidenti marittimi. Fino a quando arriva il giovane ribelle e testardo Zac Efron che metterà a dura prova la pazienza del team. Poi arriva pure la protagonista di Quantico che, accompagnata da due scagnozzi, vuole privatizzare la spiaggia mentre spaccia droga. La conclusione è proprio quella che pensate che sia. Quello che non sapete è che questa trama completamente banale e superflua, priva di qualsiasi colpo di scena, viene usata per un film di due ore. Due maledettissime ore. Lunghissime. Interminabili. Da aggiungere i cameo di David Hasselhoff e Pamela Anderson tanto per strizzare l’occhio a quei fan della serie originale che si sono presi il disturbo di andare al cinema più vicino.

Baywatch vuole essere una commedia, di quelle un po’ rudi che vanno di moda ad Hollywood. Niente in contrario, con questo anzi. Ma, allora, la scrittura diventa fondamentale nel tentare di creare dinamiche particolarmente divertenti, gag e battute. Qui ci si attiene al compitino sino a cadere nel banale: un personaggio che si ritrova a maneggiare il pene di un cadavere e un altro che rimane incastrato con sempre il pene in un lettino da spiaggia. Battute meta-cinematografiche che al massimo strappano un sorriso (The Rock chiama Zac Efron con il soprannome di “High School Musical”) e la classica dinamica dello sfigato che vuole entrare nel team di bagnini per conquistare la bellissima di turno con conseguenti situazioni esilarantissime (NO), salvo riuscirci al termine del film. Baywatch è il trionfo del già visto.

RIDERISSIMO.

Una commedia, ma anche una commedia d’azione. D’altronde la serie tv originale, comunque, prevedeva casi settimanali da risolvere. Priyanka Chopra interpreta una Bond-villain in carriera senza carisma, dal piano strampalato persino per un B-movie anni ’70 e con una motivazione allo spaccio di droga che nell’anno domini 2017 non può più essere utilizzata. Una figura maligna inserita solo per dare una parvenza di trama al film e a motivare qualche scena d’azione. Scene d’azione che sono un’altra delle pecche di Baywatch. Strano, andava tutto così bene fino ad ora, no?

L’azione è per un 70% in slow motion. Vuoi per privilegiare le imprese atletiche e spettacolari che vengono commesse, vuoi come estrema citazione alla serie tv originale, ma al sedicesimo tuffo al rallentatore si comincia a desiderare di avere il telecomando per almeno riportare a velocità normale l’azione. Il tutto realizzato con una computer grafica poverissima: la sequenza dell’incendio di uno yacht al largo della costa è sommersa da fiamme realizzate malamente e popolata da scintille che paiono appiccicate sulla pellicola con poco impegno. Che siano fiamme, che siano schizzi d’acqua, che siano sequenze in moto: tutto è fasullo, tutto sembra eccessivamente posticcio, tanto da non poter nemmeno giustificare l’eventuale scusa della volontarietà.

Perfezione digitale.

Mi sembra di essere stato chiaro. Baywatch non merita nemmeno il cassone dei dvd in offerta nel peggior supermercato del mondo.

Baywatch IMDb Wikipedia

Giacomo Borgatti
I genitori lo iniziano alla settima arte grazie a operai cassaintegrati inglesi che si spogliano per fare qualche soldo. Da quel momento, il cinema è la sua droga. Amante dell’horror, dei musical (ma quanto sono belle quelle coreografie tutte sincronizzate?) e dei fumetti, crede e spera che Christian De Sica sia un’allucinazione collettiva o una grande burla allo spettatore ormai impossibile da fermare.

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This article was written on 31 Mag 2017, and is filled under Scuse per parlare di film.

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