Birdman (che mi è parso soprattutto un’occasione mancata)


Screen Shot 2015-02-09 at 11.40.20Birdman mi è parso soprattutto un’occasione mancata. Avevi lì Michael Keaton come attore e, come personaggio della storia, avevi uno che è stato famoso per i film su un supereroe. Sembrava l’inizio di una brillantissima commedia ironica sulla macchina di Hollywood, la sua capacità di creare mitologie di massa, le tragedie reali che si sono associate al fenomeno – come quando alla prima di Batman, qualcuno è andato davvero alla multisala di Aurora, Colorado, per sparare sul pubblico, uccidendone 12.

Michael Keaton mi era sembrato talmente spiritoso da accettare la parte, una star come lui che ironizza sul proprio successo al punto che già il film mi appariva in tutta la sua possibile grandezza.

In sala mi sono trovato invece di fronte a un protagonista perso e confuso intorno a un tema che non ci posso credere. Un protagonista che blatera su un dilemma sul quale, scusate, nella società di oggi è difficile appassionarsi: lo faccio per l’arte o per i soldi? – è il dilemma del Birdman. Verrebbe da aggiungere: e dov’è la differenza, oggi?

Il resto del film deriva dal problema sfacciatamente insulso: una serie di scene patetiche, una serie di scene dove risuona un vuoto noioso, una serie di scene che non c’entrano nulla, che si susseguono senza un filo logico apparente, se non quello del dramma mesto – come i voli degli uccelli nei cieli di NY, che entrano in sceneggiatura con un taglio surrealista in un film che invece vorrebbe essere realista e sentimentale. Sentimentalismo appiccicoso e datato, peraltro. “E questo ora che c’entra?” – è la reazione più frequente che ho avuto all’apertura di ogni nuova scena del film. Insomma sembra un copione che non sa mai dove andare, che non trova mai il registro giusto, quindi ne prova tanti un po’ a caso. Fa confusione.

Screen Shot 2015-02-09 at 11.41.03

Il camerino un po’ sfigato in cui l’attore si prepara suona falso già dalle prime scene. Non si riesce a provare simpatia per il paternalismo old style del Birdman. Insomma credo che si possa dire tranquillamente che non ce ne frega niente se un vecchio attore che ha fatto i milioni scippando i fumetti di colpo abbraccia la propria senilità molestando familiari e amici, perché d’improvviso vuole fare arte per togliersi di dosso il senso di colpa.

Scusami Birdman, non ci crediamo più.

Questa è l’epoca dei papi che prendono a pugni chi gli insulta le madri, è l’epoca di Catherine Spaak a L’isola dei famosi (sigh e sigh e sigh): se vuoi fare arte, mettiti da parte, verrebbe da parafrasare.

La figlia di Birdman è bellina e tentatrice, anche brava, la scena con Ed Norton sul balcone è magnifica ma del resto Ed Norton è magnifico, sempre e comunque, perfino nelle scene patetiche che questo film gli assegna. Alle quali lui regala però un qualcosa di estraneo, regala un modo di mettere il nascosto sotto gli occhi, che fa lettera rubata di Edgar Allan Poe e gioco di magia della festa di bambini allo stesso tempo. Una meraviglia. Purtroppo il suo cameo non basta.

Non scrivono più The End alla fine dei film, ma in Birdman non si aspettava altro. Sarei uscito dal cinema perfino in mutande, se mi avessero fatto andare via prima.

Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)IMDb –  Wikipedia

Quando bastava soffiarsi il fumo di sigaretta addosso uno con l'altro, e dire di essere stati al cinema per passare i pomeriggi dove ci pareva, fumando ancora e facendola franca coi genitori.

Lascia un commento

Information

This article was written on 09 Feb 2015, and is filled under Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, ,