Come Back to the Five and Dime, Jimmy Dean Jimmy Dean


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I “Five and Dime” erano negozi di un’epoca diversa, dove si trovava di tutto per un dime (10 cents), luoghi di povertà, come oggi i “tutto a 1 euro”. La vicenda si svolge interamente nel negozio, come fossimo a teatro. Il film è pieno di sorprese, cercherò quindi di non spoilerare.

La luce di James Dean, che aveva girato un film a poche miglia di distanza dal paesino del Texas dov’è ambientata la storia, ha illuminato per qualche anno il Five&Dime delle protagoniste, portando fama e (relativo) benessere: si racconta che la commessa fosse stata la prescelta per portare il figlio del divo nel mondo partorendolo e che tutti facessero centinaia di miglia per andare a conoscerla e vedere il bimbo.

Sono passati vent’anni dai tempi d’oro del negozio, le protagoniste si ritrovano per celebrare l’anniversario della scomparsa di James Dean e il loro club di fanzine. Cantano, ballano, piangono, litigano e si parlano, anche a muso duro. Cher era alla sua prima prova da vera attrice, la sua energia è palpabile ancora oggi. Grande prestazione.

Il carattere dei protagonisti è tutto una facciata, ci sono segreti e tormenti e tormenti segreti, eppure la scrittura teatrale è così sensibile, la regia così profonda e nonostante da subito ci venga fornita l’evidenza del gioco delle apparenze e sia nei toni anche molesto e spesso volgare, non si riesce a non provare un affetto caloroso per i personaggi. Si vuole bene perfino all’inacidita Juanita, alla sua morale bigotta, alla sua antipatica e snervante voce stridula.

La narrativa rivela i caratteri poco per volta. È la storia di donne così diverse, che sono riuscite ad andarsene da quel buco di posto dimenticato dagli uomini o che invece hanno fallito nella fuga.Tutte vittime. Tutte legate una all’altra, costrette a vivere nel piccolo paese, ormai quasi deserto. In tempi di povertà, come oggi siamo tornati a essere, sembra più facile comprendere le loro aspirazioni e identificarsi.

Altman, che aveva già curato la regia teatrale dello splendido copione di Ed Graczyk, usa la pellicola con grazia particolare, adattandola alla storia e facendone un capolavoro, nonostante il budget molto limitato – anche per l’epoca – di 850.000 dollari. Ci sono dei passaggi di camera che daranno i brividi agli appassionati.

Brilla Karen Black, protagonista di una prova di memorabile ambiguità, come richiesto dal copione ed è bravissima a imitare con un filo appena accennato d’ironia, una certa eleganza delle attrici hollywoodiane degli anni ’50, secondo quelle che a me sembrano le intenzioni che potrebbe aver avuto Altman (in conflitto con lo studio system). Il personaggio di Karen più di una volta porta lo spettatore sulla soglia delle lacrime. Ciascuno lascerà che sia il proprio carattere a decidere se varcare la soglia o se restarne aldiquà. C’è anche Kathy Bates, eccezionale, agli inizi della sua carriera. E Sandy Dennis, in bilico tra isteria e dramma, rigida e scomposta.

Il film non trovava distribuzione e Altman decise di portarlo ai festival. Io l’ho visto a Venezia nell’82, verso la fine d’agosto. La pellicola uscì poi negli USA a ottobre di quell’anno. È stato un grande amore, anzi grandissimo fin da subito. Poi coltivato nelle sale, come si faceva prima di internet, obbligati al supplizio del doppiaggio, infine rifiorito al tempo di YouTube, che permette di appassionarsi ai capolavori quando vuoi dove vuoi, e in lingua originale.

JimmyDean, il figlio del divo di cui viene evocata la presenza fin dal titolo, e nella storia dal grido della madre che lo cerca inquieta, resta fuori dal negozio per tutto il film, oltre la luce accecante del sole texano, che lambisce la soglia impedendo ogni altra vista, come un richiamo del quale le protagoniste non si sono mai accorte, come una via d’uscita verso l’amore, che nessuna di loro ha saputo vedere preoccupate solo di mantenere le apparenze.

È un film per niente consolante, per niente sentimentale ma dolce e terribile. Un film sulla necessità di andare avanti da soli, e il bisogno sempre delusorio di appoggiarsi a qualcuno. Girato dal meglio di quello che si sarebbe poi chiamato il cinema indipendente di allora. Da vedere.

Come Back to the Five and Dime, Jimmy Dean Jimmy Dean – IMDbWikipedia

Quando bastava soffiarsi il fumo di sigaretta addosso uno con l'altro, e dire di essere stati al cinema per passare i pomeriggi dove ci pareva, fumando ancora e facendola franca coi genitori.

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This article was written on 21 Nov 2014, and is filled under Amarcord, Scuse per parlare di film.

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