DareDevil seconda stagione (ovvero The Punisher 1a stagione)


dd2posterIl diavolo di Hell’s Kitchen è tornato su Netflix. E noi, da bravi ammalati di fumetto/tv/tv che parla di fumetti, abbiamo passato le nostre belle tredici ore incollati davanti allo schermo a soffrire con lui (molto, ma non siamo soli) e con i nuovi personaggi introdotti in questa stagione.

Il post è spoiler-free, ma qualcosa della prima stagione necessariamente trapelerà (a proposito di prima stagione, nel post appena linkato trovate un po’ di riferimenti fumettistici su DareDevil, casomai ce ne fosse bisogno). Nessuno, credo, ha osato non guardare la prima stagione, vero?

A Hell’s Kitchen la mala è in subbuglio. Il vuoto di potere causato dai sucessi di DareDevil sta provocando nuovi conflitti in città e la situazione è molto confusa. Devil passa le notti arrabattandosi tra mille scenari: dal piccolo criminale alla più potente setta segreta di ninja mondiale i nemici sono tutti suoi. Sì perché Hell’s Kitchen è l’ombelico del mondo: se c’è qualche organizzazione criminale il cui scopo è dominare il mondo state certi che cominceranno da lì.

Ma il vero protagonista di questa serie, lo si capisce subito, non sarà necessariamente Devil. I primi tre episodi sono veloci e asfissianti (e a proposito di fiato sospeso, segnaliamo obbligatoriamente la scena delle mazzate sulle scale di DD contrapposta alla scena in prigione di TP, l’una speculare all’altra) e ci introducono con tutta la potenza di fuoco possibile il nuovo nemico da battere se davvero vuoi diventare l’imperatore del male: il Punitore (il bellissimo e bravissimo Jon Bernthal).

punisherAll’inizio del quarto episodio il ritmo cambia bruscamente, arriva Elektra (Elodie Yung) e la stagione entra nel vivo. Combatteranno tra loro, assieme, ancora contro e ancora assieme; provocheranno carneficine dalle quali DareDevil ne uscirà sempre malconcio con un “ma no ma dai ma uffa…” (d’altronde non è davvero un supereroe, ricordo, al massimo è un moltobravoneroe), dovranno fronteggiare un’ennesima escalation del supercattivo (anzi due), reincontreranno personaggi; soprattutto costruiranno le fondamenta del nuovo universo Marvel, da qui in poi non si può più tornare indietro.

Lo confesso, detesto il Punitore personaggio dei fumetti. Come peraltro detesto Jessica Jones personaggio dei fumetti (e Luke Cage, e Iron Fist). Anche in questo caso (come per Jessica Jones e Luke Cage – Iron Fist non so ancora), lo ammetto, lo schermo rende mille volte più interessante il personaggio, regalandogli davvero una terza dimensione fatta di carne e budella ma anche di passioni, tensioni, incertezze e sguardi.

E in questa seconda stagione il vero punto focale è proprio The Punisher, complice anche un DareDevil/Matt Murdock che inanella un’idiozia dietro l’altra, si muove strattonato a destra e a manca senza mai avere un piano preciso (non ce lo aveva nemmeno nella prima stagione, ma qui la situazione è notevolmente più complessa) se non quello di non uccidere per niente al mondo e di cercare di proteggere le persone che gli stanno vicino (come? isolandosi naturalmente).

Insomma tutto quello che Matt sarà in grado di capire è che da un grande potere derivano grandi pimpiripettenusa.

elektra-elodie-yungFortuna che ci sono Elektra e il Punitore, non esenti da qualche scelta bizzarra (soprattutto Elektra) ma più coerenti e decisi nel portare a compimento la loro missione, qualunque essa sia.

Il linguaggio di questa stagione è drasticamente diverso da quello della prima. Là si era andati a cercare di coinvolgere, con successo, anche un pubblico meno avvezzo al mondo dei fumetti Marvel. Qui non si scende a compromessi e si accetta a priori una disaffezione da parte di chi non è abituato a questa forma narrativa: dialoghi più lunghi, situazioni di conflitto sistematicamente risolte a scazzottate, il tema della morte/non morte così caratteristico dei fumetti (nell’universo Marvel di carta la morte morta è un evento abbastanza raro e tutt’altro che ineluttabile), personaggi secondari con grandi potenziali evolutivi, eccetera.

Dove ho già visto questa scena?

Dove ho già visto questa scena?

Certo, manca un contraltare importante come era quello di Kingpin nella prima stagione e l’aver frammentato i nemici (pun intended) e i loro obiettivi non regala lo stesso trepidante senso di sfida che si era vissuto l’anno scorso. In compenso sono presenti atre forme di tensione, quella erotica compresa, che certamente arricchiscono (qualcuno dice fin troppo) lo scenario.

A proposito di personaggi secondari, sia Karen Page (una Deborah Ann Woll sempre più awwww), la segretaria dello studio di avvocati di Matt, sia Foggy Nelson (Elden Henson) suo associato, non sono più secondari per niente e anzi a loro è dedicato un ampio e meritato spazio, e la loro storia contribuisce a creare mistero e sfondo alle vicende del diavolo rosso. Anche Claire Temple (Rosario Dawson), infermiera che ha già salvato la vita qualche milione di volte a diversi supereroi, si mette tanto per cambiare nelle grane e per ora non ci è dato sapere come farà ad uscirne.

karen-brother

Karen Page cosa ci stai nascondendo?

La serie funziona, e lo capiamo dal fatto che ha gettato molte basi e che gli avvenimenti più interessanti di questa stagione avverranno in realtà nella terza. Non solo, noi che conosciamo alcuni degli abissi raggiunti da questi personaggi sulla carta siamo molto preoccupati di come possano evolvere le cose. Cioè non vediamo l’ora.

E adesso un po’ di cose a caso:

  • La tavola più sopra viene da “Il Punitore: Bentornato Frank” scritto da Garth Ennis e disegnato da Steve Dillon da cui le sottotrame che lo coinvolgono nella serie sono esplicitamente tratte. Se proprio proprio dovete leggere qualcosa del Punitore leggete questo.
    frank
  • Nella trama della seconda stagione c’è un enorme buco, questo:
    bucoDevil dice che è profondo più di un palazzo di 40 piani, la sua funzione è misteriosa, dopo la sua scoperta non se ne parlerà più. Se non è un buco questo.
  • Cosa contiene questo CD?
    microForse introdurranno il personaggio di Microchip?
  • Lo dico qui così magari non se ne accorge nessuno, a me Elodie Yung non è piaciuta. È un’Elektra molto diversa da quella che aveva interpretato, malissimo, Jennifer Garner. È più sfaccettata, più affascinante e più intensa. Però non funziona. Sono tentato di dare la colpa alla sceneggiatura ma temo che Elektra sia un personaggio troppo difficile per queste attrici. Per fare Elektra devi essere fortissima, elegantissima, fragilissima, disperata, agilissima, decisa, ammaliante, solitaria e spietata (almeno). Forse è impossibile, o forse c’è speranza, la giovane Elektra che compare a un certo punto interpretata da Lily Chee è perfetta.
  • La nuova maschera di Devil è molto più cool e aderente a quella dei fumetti
    coolmask
  • Il momento che ho amato di più nella mia prima fase preadolescenziale di lettore di fumetti è stato il crossover tra Devil, mio eroe preferito di quei tempi e l’Uomo Ragno sempre in procinto di scalzarne il trono. Anche solo il fatto che questo possa succedere sullo schermo, non so, non so…
    spidey
  • A un certo punto compare il famoso bastone di Devil, quello magico che si divide in due e in mezzo c’è un cavo indistruttibile che gli permette di fare evoluzioni tipo Uomo Ragno, e clicchi un bottoncino e la parte che sembrava arrotolata per sempre su una grondaia ritorna a posto e fa click, e che invece a volte si divide in due e in mezzo non c’è niente, niente cavo, niente, e lo si può lanciare sulla faccia dei cattivi o lasciare intero ed è comunque indistruttibile, una volta un camion si è ribaltato e lui ci ha messo sotto il bastone e non si è rotto. Fichissimo.
    bastone

Marvel’s DareDevil Seconda Stagione – IMDbWikipedia

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

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This article was written on 30 Mar 2016, and is filled under Binge-watching, Non è il mio genere.

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