Difendere il difendibilissimo: Transformers 4


Perché mentre voi gli ridete dietro Michael Bay conta i milioni e spacca il vostro cinema.

(il tutto, con ogni probabilità, durante un party in piscina nella sua villa di Miami con una decina di modelle di Victoria’s Secret. Quelle che gli lascia Di Caprio, perlomeno).

Partiamo dall’inizio: Transformers 4 (“L’Era dell’Estinzione”) è scritto per un pubblico disposto a credere a qualunque cosa, anche a Mark Wahlberg inventore. Ma inventore nel senso di Archimede Pitagorico, con il cane elettrico e il robot maggiordomo lancialattine.

È pieno di buchi enormi: grossi come un dinobot, come l’astronave di Lockdown, come la testa di Kelsey Grammer. Non saprei nemmeno da che parte cominciare quindi scelgo quello che chiude il film: ma se Optimus Prime è in grado di fare voli interstellari coi razzi che ha nei piedi, perché diamine ha bisogno di un’astronave per spostarsi sulla Terra e soprattutto perché per arrivare a Hong Kong deve cavalcare un dinosauro?

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(Perché è Optimus Prime a cavallo di un cazzutissimo tirannosauro cyborg, ecco perché)

È anche un film in cui il numero dei cattivi e le loro improbabili interazioni servono soltanto a giustificare più combattimenti, più spari, più inseguimenti, più edifici che saltano in aria. Oddio, “giustificare”: i robottoni che si abbuffano di mazzate succedono, il perché – se c’è – arriva dopo. Molto dopo.

Nonostante questo, o forse proprio per questo, Transformers 4 è il film più importante del 2014 (rumore di esplosione di Cybertron in sottofondo) e andremo qui a elencarne i motivi.

1) “Realismo ontologico schirivasti?” “Eh?” “PVPPA!”

Scordatevi qualunque pretesa di verosimiglianza dell’oggetto: questo è un film in cui vi si dice esplicitamente “facciamo il cazzo che vogliamo”. Vedete questo mucchio di pixel? Lo chiamiamo Transformium per dargli una (scarsa) attinenza alla sceneggiatura e lo facciamo essere tutto quel che ci salta in mente. Un Minipony, una pistola, un camion, un robottone, UN FILM: possiamo fare tutto solo pensandoci, perché dovremmo ancorarci a una petizione di realismo. Due anni fa Pacific Rim ci ha mostrato robottoni arrugginiti, graffiati, vecchi, per farceli credere possibili, per nascondere l’illusione. Transformers 4 vi svela il trucco, anzi lo spettacolo è il trucco: sono le carte nascoste nella manica, le corde che reggono il prestigiatore volante, la CGI che dà vita ad alieni meccanici camuffati da automobili.

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Ciao, sono Stanley Tucci e maneggio il vostro film

 

 2) Welcome to Texas, please enjoy ur jailbait

(sì questo motivo è un po’ stupidino ma passatemelo)

Avete presente come entrano le protagoniste femminili nei film dei Transformers? No? Eccovi un’efficace infografica:

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Faccia a faccia

Maschilismo! Oggettificazione! Donne inserite solo come richiami sessuali per un pubblico di teen brufolosi in tempesta ormonale! La risposta è: probabilmente sì. Quindi ora apprezzate l’inquadratura di culo di una diciassettenne (nella finzione: Nicola Peltz aveva 19 anni all’epoca) (OLD) e venite a patti col vostro senso di colpa.

(Tra parentesi, la vicenda prende il via da Paris, Texas: non so se vuol dire qualcosa, ma è abbastanza buffo)

3) “Sequels and remakes, bunch of crap”

Sono le parole del vecchio proprietario del cinema dove Cade Jaeger (Mark Wahlberg) trova Optimus Prime. Secondo lui, sequel e remakes sono il motivo per cui nessuno va più al cinema e lui deve chiudere. In altri termini, sequels e remakes sono la rovina del Cinema. Lo dice indicando la locandina di El Dorado e quella di Here come the girls, affermando che quelli sì che erano film.

Ora state calmi, sedetevi e tenetevi forte a qualcosa, perché Michael Bay ha appena cockslappato la kritika (“cockslappare” è termine tecnico, significa “intervenire con pacatezza a sostegno delle proprie ragioni”). E non una, non due, ma tre volte.

Primo: El Dorado stesso è un remake di Rio Bravo (in italiano “Un dollaro d’onore”). Addirittura è un remake di un film dello stesso regista (Howard Hawks), con la stessa sceneggiatrice (Leigh Brackett) e lo stesso protagonista (John Wayne).

Secondo: Arrivano le ragazze è un film del 1953 con Bob Hope e Jane Russell. Bob Hope e Jane Russell che hanno recitato in “Viso Pallido” e ne “Il figlio di Viso Pallido“. Quest’ultimo, come avrete certamente intuito, è un film totalmente diverso salvo avere gli stessi attori, lo stesso regista e personaggi con lo stesso cognome.

Terzo: Cade Jaeger trova un camion – che si rivelerà un Transformer – dentro a un cinema. Con un metaforone, Bay si sta prendendo il suo posto nel cinema: è un posto ingombrante e incongruo come una motrice di autotreno in mezzo alle poltroncine, ma lì è e lì vuole stare. Nel Cinema e nei cinema, perché quello che li riempie è lui coi robottoni, pazienza se la critica e la gente di cultura lo schifano. Hic manebimus Optimus.

4) Utah, ultima frontiera

Sempre perché si tratta di Michael Bay e non va tanto per il sottile, prima cita John Wayne e poi fa nascondere gli Autobots nel posto forse più iconico del cinema americano tutto: la Monument Valley. Come se fossero gli eredi del protagonista di El Dorado (e in effetti Optimus Prime è un Duca in pistoni e lamiera: stessa moralità granitica e manichea, stessa attitudine da leader, stessa abilità con la pistola), trovano la propria casa tra le mesas di Ombre Rosse.

Addirittura, su quelle rocce uno di loro proietta il filmato della morte di Ratchet: un posto classico del cinema diventa il luogo di una proiezione all’aperto.

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Una normale serata al drive-in

Qui non c’è alcun recupero filologico di fotografia sgranata o pellicole rovinate: Transformers non è un omaggio al cinema di intrattenimento coi mostri in stop motion, ne è la naturale evoluzione.

Quindi se pensavate che Michael Bay non conoscesse il significato della parola “meta”, forse vi sbagliavate.

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“Meta!” (no Mark, in un altro senso)

 

5) “Autoquote, roll on!”

(altro motivo stupido)

A un certo punto del film, durante la battaglia a Hong Kong, Bumblebee si scontra col suo clone/derivato/antagonista Stinger: lo distruggerà (oh, spoiler? scusate) facendolo esplodere attraverso un autobus dipinto con la pubblicità di Victoria’s Secret.

Vuol dire qualcosa? In realtà no, se non che Michael Bay è stato regista di svariati spot di VS e che protagonista di Transformers 3 (Dark of the Moon) è stata una modella di Victoria’s Secret. Rende omaggio, si piglia in giro e se ci scappa un po’ di product placement male non fa.

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Costruzione dell’inquadratura, lezione 1

 

6) Michael Bay il liberal

5 anni prima dei fatti di Transformers: l’Era dell’Estinzione ci sono stati i fatti di Transformers: Dark of the Moon, in cui la battaglia tra Autobot e Decepticons per la salvezza della Terra ha devastato Chicago e causato la morte di migliaia di persone.

A seguito di ciò, il governo e l’opinione pubblica americani sono diventati fortemente ostili a qualunque attività aliena, senza alcun riguardo per il ruolo svolto dagli Autobot in precedenza. Pertanto, siano essi Autobot o Decepticons, tutti i Transformers sono braccati dal governo e trattati come invasori, come ospiti sgraditi, come terroristi. Vengono cacciati e distrutti, tanto da suscitare desideri di vendetta anche in coloro che hanno convissuto pacificamente con gli uomini e li hanno sempre considerati amici.

Ora non insulterò la vostra perspicacia dicendo di che cosa potrebbe essere una metafora assai poco nascosta, sono sicuro che ci arrivate.

7)  Quel cinema classico di robot alieni

Non so se avete presente il primo Transformers: tra i robot che erano tutti molto simili e la macchina da presa che si muoveva come impazzita sopra, sotto, attorno e dentro ai loro corpi c’era una qualche difficoltà a capire cosa stava succedendo. Col tempo (e con l’uso delle macchine 3D, più grosse e pesanti) Bay ha cambiato il suo modo di filmare: ora i Transformers sono inquadrati dritti, alla luce e a campo lungo.

Per tornare al confronto con Pacific Rim (che a me piace, beninteso): gli Jaeger sono sempre ripresi a pezzi, di notte, nell’acqua, sotto la pioggia, mentre in T4 i robottoni sono in piena luce, a figura intera, in grandi spazi aperti. Le inquadrature, gli ambienti sono a loro dimensione (partendo dall’enorme, assurdo capannone in cui Mark Wahlberg ha il proprio laboratorio), tanto che sono gli attori in carne e ossa a sembrare fuori luogo, ospiti appena tollerati sul set dei Transformers.

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country road, take me home

8) Hong Kong, patria dei robottoni

Scusate se torno sul confronto con Pacific Rim, ma sembra fatto apposta: l’ultima frontiera della resistenza per la Terra, qui come nel film di Del Toro, è Hong Kong. Sarà perché devono conquistare il mercato cinese (e in effetti tra i principali finanziatori di T:AoE ci sono tre compagnie cinesi), sarà perchè c’è ancora l’esotismo dell’avamposto nel Pacifico, sarà per quel che volete. Ma solo in Transformers 4 Hong Kong diventa un personaggio, un elemento chiave della battaglia: Bay aveva proprio espresso il desiderio di usare la città murata di Kowloon per cimentarsi in uno spazio limitato e verticale (il che acuisce il contrasto con l’ampiezza degli orizzonti del Texas e dello Utah della prima metà del film). Viene anche il sospetto, a un certo punto, che Bay voglia rendere un omaggio alla miglior cinematografia asiatica contemporanea nell’allestire un pazzesco inseguimento in cui Mark Wahlberg e Titus Welliwer saltano da un condizionatore all’altro.

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La location ideale

9) La coerenza morale di Optimus Prime

Optimus Prime spara a un uomo. Sembra una cosa da nulla, ma è enorme: contravviene al suo personale senso dell’onore (quello che gli ha sempre imposto di prendersela con qualcuno della sua taglia, ovvero soltanto i Decepticons), al giuramento di aiutare e proteggere gli esseri umani, persino alla prima legge della robotica. E’ vero che lui non è tecnicamente un automa e che in questo caso la sua azione impedisce a Cade di essere ucciso, ma è la prima volta in 4 film che un Autobot alza le armi contro un essere umano. Per questo deve abbandonare la Terra: lo farà anche per dare la caccia ai suoi supposti “Creatori”, ma sente come dovere quello di allontanarsi, perché non è più il protettore di tutti gli uomini.

10) Trovatemi un lavoro più figo di quello di Michael Bay

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GRRR

 

Transformers 4 – L’Era dell’Estinzione – IMDBWikipedia

 

 

 

Luca Traversa
Passa sull’internet senza lasciare traccia e spera di continuare così. Ha due o tre ossessioni e non fa nulla per tenerle per sé.

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This article was written on 23 Giu 2015, and is filled under Amarcord, Scuse per parlare di film.