Doctor Strange e di come ti st(r)ano il capiscione


Se pensate di poter bollare Doctor Strange cavandovela *solo* con le citazioni di Dark City, Inception, Escher e tutto il cucuzzaro di riferimento che avete sottomano, potete subito andare a farvi un giro a schiarirvi le idee. E non disturbarvi a tornare.

Al limite ve lo possono ricordare negli elementi scenografici, la concessione ve la faccio cari capiscioni. Ma finisce lì perché trovo superficiale archiviarlo come un film dove non c’è niente di nuovo perché è già stato tutto visto nell’Hogwarts di Nolan. Anzi.

Non so se qualcuno abbia fatto già il parallelo ma al limite – se vogliamo scomodare degli esempi – Doctor Strange somiglia a se stesso e poi a una specie di Harry Potter per adulti con qualche deviazione alla psichedelia.

È un luna park intelligente, elegante e divertente con personaggi che partono stereotipati e diventano carismatici. Personalmente starei ad ascoltare le divagazioni filosofiche di Strange per ore con o senza sostanze psicotrope a supporto.

My mandala is better than yours

Il potenziale della dimensione cerebrale è appena accennato (ma evidente nella scena di scontro finale, per nulla scontata) e viene comunicato benissimo dalle fattezze appuntite di Cumberbatch. Spero che venga approfondito altrove (wink wink Ragnarok).

Se le ellissi narrative sono prevedibili nella successione e nella logica della narrazione stessa, non lo sono affatto nello svolgimento. Le botte, i combattimenti, gli scontri, i momenti di distensione con le battute e le scene che ammiccano sono incastrate perfettamente come in un mosaico. Da mandare all’aria appena concluso, manco a dirlo, per poi ricominciarlo con più determinazione di prima.

Da una parte il ritmo del montaggio sottolinea la leggerezza dell’intrattenimento che – se ancora non lo avessimo capito – è il primo obiettivo di un film del genere. Dall’altra il nostro terzo occhio viene stimolato dai colori e dagli ingranaggi dei molteplici mandala fatti di vetro, pietra, edifici, materia oscura, sabbia, aria, fuoco e acqua. Ci vengono svelati i corridoi e le porte che collegano i mondi paralleli nonché le dimensioni mistiche col wi-fi. Shamballa!

I know kung fu

Il micro racconta il macro, il piccolo specchia il grande. Prendiamo il neurochirurgo Stephen Strange: colmo di ego, fighezza e arroganza (per forza è quel gran patatone di Benny) si capotta con la sua Lamborghini per aver gestito supponente del banale acqua-plan. Gli elementi non si dominano, si devono conoscere. Finisce incazzato come una biscia perché nessuno, compreso lui stesso, riesce a sistemare i danni alle mani. Terminate le risposte scientifiche a disposizione non resta che sondare l’insondabile.

Allora si va in Nepal sulla scorta di un paziente “guarito” con la volontà. Si va a farsi maltrattare dall’Antico (splendida ed epica bitch face Tilda Swinton) che lo mena con un fendente divino mentre gli scamazza il corpo astrale e gli mostra le giostre divine nascoste dietro le porte della percezione. Forse solo Speed Racer aveva così ben trasposto in immagini un trip. Si finisce a far la lotta con Mads Mikkelsen che basta la sua faccia a dire sono gli intellettuali cacchi tuoi adesso, dottorino.

Pure io

Si capisce che siamo su un altro piano narrativo anche dalle piccole cose che raccontano le grandi, ricordiamolo. Rachel McAdams (la pseudo fidanzata) quando lo rivede nella doppia versione fisica+ancestrale non si mette a fare troppe domande cretine ma prende atto semplicemente della cosa. E il suo comportamento fa da cassa di risonanza alla nostra voglia di credere alla magia. Sim sala bim.

E dunque cosa ci insegna Doctor Strange? Di smetterla di farci bilioni di domande e paranoie inutili ora che le porte del multiverso sono aperte perché non resta che varcarle.

Doctor Strange – IMDbWikipedia

E ora una piccola serie di lo sapevate che:
– Esistono ancora delle persone che dopo i primi titoli di chiusura escono dalla sala.
– Benny ha fatto l’insegnante per un anno in Tibet.
– Joaquin Phoenix, Keanu Reeves, Jared Leto sono stati in lizza per il ruolo di Strange.
– Il cinismo a tutti i costi ha rotto il cazzo dal 1938.
Bonus
Se volete sollazzarvi con le citazioni e tutti i riferimenti presenti nel film c’è qualcuno che lo ha fatto per bene.

 

 

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

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This article was written on 08 Nov 2016, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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