E ora qualcosa di completamente diverso: DOPPELGÄNGER


Che paura!

Che paura!

Che l’Internet sia meravigliosa lo sappiamo, non sapevamo ancora che fosse il luogo dove succede anche questo:

(Ho l’onore di incollare la mail originale) Buongiorno, mi chiamo Gian Guido Zurli e volevo segnalare alla redazione di Gli 88 Folli, il mio film DOPPELGÄNGER, www.doppelganger-movie.com. DOPPELGÄNGER è un lungometraggio indipendente di genere Mystery/Horror, pensato per la distribuzione su Internet attraverso il sito Vimeo On Demand. Il film narra la vicenda di Anna Persico, una ragazza perseguitata da una sosia, Vittoria Clementi, suicidatasi due secoli prima in circostanze misteriose. Gli avvenimenti della storia accadono e si sviluppano contemporaneamente a distanza di duecento anni. Gli eventi si fondono tra loro come se il tempo non esistesse. La storia è ispiratai (sic.) alle atmosfere del libro di Giuseppe D’Agata “Il Segno del Comando” da cui è stato realizzato il mitico sceneggiato RAI negli anni settanta, nonché allo stile dei film di David Lynch, Pupi Avati e Mario Bava e al film a puntate per iPhone “Haunting Melissa”. DOPPELGÄNGER è una storia aperta che prevede la realizzazione di ulteriori capitoli, a cui stiamo attualmente lavorando, per fornire al pubblico altri elementi sui misteri trattati nel primo episodio. TRAMA E’ l’alba del 22 luglio 2017. Anna Persico trova al suo risveglio una scatola rossa. Dentro, solo un cartiglio con simboli indecifrabili. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Poco dopo riceve la telefonata di un’amica che le chiede di raggiungerla: ha bisogno di aiuto. Solo poche e concitate parole per spiegarle che si trova in una villa diroccata nelle vicinanze, prima che la comunicazione si interrompa. Contemporaneamente, il 16 ottobre 1817, il commissario Fosco Oleari indaga sul suicidio di Vittoria Clementi, una ragazza identica ad Anna. Sulla scena vengono ritrovati anche un abito e un bastone macchiati di sangue. La moglie di un medico del luogo risulta scomparsa dal giorno prima. (grassetto mio)

Ebbene, non mi sono fatto intimidire, ho indossato la camicia da film (quella che indosso sempre quando devo guardare qualcosa per gli 88folli), ho scaricato il film da Vimeo grazie a un codice messo a disposizione dallo stesso Gian Guido Zurli e ho investito cinquantotto minuti della mia esistenza per guardare DOPPELGÄNGER che nessuno mi ridarà più indietro.

Il momento più poetico del film (non sto scherzando!)

Il momento più poetico del film (non sto scherzando!)

Ma in questi cinquantotto minuti non sono rimasto passivo, anzi, ho pensato spesso alla mia carriera di autore indipendente sperando di arrivare a una qualche forma di empatia. So bene che non è facile proporsi sul mercato e so bene che l’Internet stesso è più bravo a nascondere che a mostrare. So anche che il cinema è materia complessa, che il neorealismo e gli sceneggiati a basso costo ci hanno illuso di poter in qualche modo semplificare. Non è nemmeno che non mi trovi a mio agio con i “doppi”, con i personaggi sopra le righe, con i misteri fitti, con le narrazioni non compiute, anzi, tutto questo è davvero il mio pane quotidiano. E, chissà, mi sarebbe piaciuto che gli 88folli fosse potuto servire da cassa di risonanza per un progetto piccolo e meritevole.

E purtroppo DOPPELGÄNGER è sì un progetto piccolo ma tutt’altro che meritevole. Già dal trailer salta all’occhio l’estrema approssimazione con cui viene trattata la materia attoriale, con interpreti che con una singola postura e poche parole riescono a sfidare una qualunque sospensione dell’incredulità (inteso come: “non ci si può credere che ci sia gente così poco capace”), tanto da far pensare che DOPPELGÄNGER possa essere il primo film della storia al quale il doppiaggio della Izzo & Co potrebbe aggiungere qualcosa.

Rabbrividisco ma, come dicevo, non mi intimidisco. Il cinema è fatto anche di scrittura, di immagini, di suono. Se gli attori sono così così, certo, è come andare a sentire un’orchestra in cui tutti gli strumenti sono scordati. Però io sono appassionato di storie, magari la storia.

Wow! Lens flare!

Wow! Lens flare!

Davvero non avete notato i due neretti che ho aggiunto alle parole di Gian Guido Zurli all’inizio? Sotto quei neretti si nasconde la trappola. La storia non ha capo né coda, a quanto pare volutamente perché “aperta”, e questo lascia sinceramente molto perplessi. DOPPELGÄNGER non è altro che una giustapposizione di sequenze girate con grande approssimazione, prive di un filo conduttore (e questo sarebbe il meno) e soprattutto completamente prive di pathos, altro che David Lynch. Tutto questo astio contro il buongusto, onestamente, non si spiega.

Attenzione: che la confusione regni sovrana lo dimostra quel “Contemporaneamente”, sintesi suprema di quello che non succede a livello di scrittura. In quale universo possibile il 2017 e il 1817 possono essere “contemporanei”? Contemporaneo allo spettatore? Contemporaneo ai personaggi? Con il tempo non si scherza, manipolarlo è materia sofisticata, è un attimo cadere rovinosamente dalle sue pareti scivolose. E da grande estimatore de “Il segno del comando” non posso che tremare all’idea che in futuro ci possa essere anche un 1917 e contemporaneamente, perché no? anche un 2117.

Whiskey a parte (di cui ho avuto un gran bisogno) una cosa si salva di tutto il film. A dieci minuti dalla fine a Clelia Cicero, interprete (l’unica che a sprazzi si potrebbe definire tale) di Anna Persico nel presente e di Vittoria Clementi nel passato, viene ritratta mentre canta Guilty di Al Bowlly in un bar. Anche se la premessa è allucinante come tutto il resto del film (“ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette EPPURE devo andare a cantare in un locale”), Clelia Cicero è molto bella e molto brava e la sequenza funziona.

Guilty

Guilty

Tutto sommato funzionerebbe molto meglio se non ci fossero le comparse, che nemmeno quello sanno fare (ma non è solo colpa loro, ci sono anche qui – in una scena all’apparenza così semplice – errori di scrittura: nel 2017 evidentemente si potrà di nuovo fumare nei locali e Anna Persico è un’idiota che si porta nella borsetta i misteriosi messaggi cifrati proprio per poterseli far rubare).

Forse, e concludo, la scelta di questo pezzo vuole citare due altre produzioni in cui compare: Il favoloso mondo di Amélie e la S01E04 di Miss Marple, Miss Marple: un delitto avrà luogo o forse, come apparentemente tutto il resto del film, è frutto di una sfortunata coincidenza. (Un film che si intitola Doppelganger, senza la dieresi, c’è già, è del 1993, c’è una Drew Barrimore nel suo periodo difficile e fa abbastanza schifo.) Ribadisco il giudizio:

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

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This article was written on 16 Mar 2015, and is filled under Non è il mio genere.

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