El Orfanato


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Vuoi giocare con me?

Una donna ritorna col marito e il figlio speciale nell’orfanotrofio che fu il luogo nel quale crebbe e visse sino al giorno dell’adozione. La grande casa custodisce segreti inconfessabili e il passato irrompe nella vita degli inquilini con la faccia spiegazzata di una vecchia assistente sociale.

La porta dei ricordi si spalanca su morti accidentali, giochi all’apparenza innocui – un, due, tre: stella! – trasformati in percorsi horror e dolorose, quanto inevitabili, vendette. Una festa di compleanno in maschera porterà la disperazione della scomparsa e la scoperta di un mondo parallelo a quello fisico che si interseca prepontentemente al presente. I rumori della notte sono richieste d’aiuto e le rincorse dei fantasmi, richiami irresistibili.

Prodotto da Guillermo del Toro (quando torna The Strain? muovetevi!), diretto da Juan Antonio Bayona e scritto da Sergio G. Sanchéz, “El Orfanato” si conquista un posto d’onore nell’olimpo dei classici film de paura densi di atmosfere gotiche, case maledette governate dal Giro di Vite e bambini col malocchio.

Ci sono amici immaginari, presenze reali, medium scovate in teatri stile Profondo Rosso, cacce al tesoro al cardiopalma, conchiglie al posto delle briciole di pane delle favole dark. Non vi basta?

Da vedere per goderne senza indugio.

El OrfanatoIMDbWikipedia

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

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This article was written on 12 Feb 2015, and is filled under Non è il mio genere.

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