Franca: Chaos and Creation di Francesco Carrozzini


Franca Sozzani è stata ed è tutt’ora una delle figure più importanti nel panorama costantemente mutevole dell’alta moda.

Se siete piuttosto a digiuno con l’argomento vi basti pensare che era il lontano 1988 quando le fu affidata la direzione della rivista Vogue Italia, carica che ricopre tuttora insieme ad un’altra miriade di posizioni di vertice affini e collegate.

Nella sua vita ha ricevuto moltissime onorificenze e quest’anno a Venezia, nell’ambito della sezione Cinema nel Giardino, è stato presentato un documentario su di lei girato dal figlio, Francesco Carrozzini.

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Già il fatto che a girare sia il figlio dovrebbe chiarire lo scopo e anticipare i risultati del lavoro su Franca Sozzani. Si tratta di un omaggio affettuoso che un figlio fa alla propria madre e in quanto tale non vede mai in chiave problematica ne il lavoro di lei ne il suo rapporto con la gente con cui collabora.

I due si volgiono ovviamente un gran bene e Carrozzini volendo omaggiare la madre riempie il film di gente più o meno famosa che seduta davanti alla telecamera ringrazia Franca Sozzani e dice quanto sia straordinaria la sua figura, quanto sia stata coraggiosa e rivoluzionaria nelle sue scelte e via decantando.

Intendiamoci la direttrice di Vogue Italia vola veramente più in alto del 99% della gente che popola il mondo della moda e nelle sue campagne è stata veramente coraggiosa, riuscendo a far entrare in una rivista di moda temi come l’ecologia, la violenza sulle donne e in generale riuscendo a sganciare dal commerciale puro e semplice una rivista di moda facendola entrare a pieno diritto nel campo dell’arte. Ecco, forse il più grande merito di Franca Sozzani è quello di aver tolto dal tavolo un equivoco: quello per cui se fai moda ti occupi di cose di poca importanza.

Ora, non so se vi sia mai capitato sotto mano The September Issue (2009), il documentario dedicato al lavoro di Anna Wintour che sempre dal 1988 siede sulla poltrona più alta di Vogue nella versione per il pubblico statunitense. In quel documentario si segue la lavorazione che c’è dietro al numero di settembre – il più importante in assoluto – della rivista. Ebbene in quel documentario non c’è una sola persona che dica sorridente quanto Anna Wintour sia fantastica e stupenda. Anzi, tutti sembrano temerla in modo quasi irragionevole, gli stessi stilisti si mostrano supini a qualsiasi suo commento sarcastico e persino Thakoon, il giovane emergente verso cui la Wintour si mostra incoraggiante, appare impaurito dalla direttrice di Vogue.

Intendiamoci a questi livelli ognuno fa il suo lavoro come e più gli piace, quello che contano sono i risultati e da questo punto di vista la Sozzani ne ha portati di straordinari grazie alla fiducia totale concessa ai fotografi di moda che lei ha sempre trattato alla stregua di artisti veri e propri. Solo che Franca: Chaos and Creation piuttosto che mostrarci tutto questo, ce lo dice per bocca di alcuni addetti di settore mentre smitraglia una sarabanda di foto di moda straordinarie.

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Franca Sozzani ha affascinato con la sua intelligenza un mondo dove la bellezza viene data come presupposto e ha conquistato con i denti della caparbietà un pubblico e un’attenzione straordinari verso gli abiti che compaiono sulla sua rivista. Però tutto questo viene posto dal documentario come un dato acquisito mentre invece sarebbe stato molto più ineteressante scoprirlo nel corso della visione, specie per chi non aveva idea di chi fosse e cosa avesse fatto la direttrice di Vigue italia. In fin dei conti il difetto principale di Franca: Chaos and Creation è che è molto carente dal punto di vista del famigerato story telling.

E allora i momenti migliori sono quelli in cui un figlio fa domande personalissime alla sua mamma e che scopre insieme a noi di essere stato concepito quando suo padre – innominato per tutto il film – era ancora sposato. O quelli in cui la Sozzani parla di se stessa lasciando trasparire una umanissima malinconia per un grande amore che ancora non è arrivato. Non è voglia di sensazionalismo, ma l’unico antidoto a una struttura filmica ingessata e che si traduce in un omaggio sincero ma piuttosto funereo a una delle figure più importanti che ha l’Italia non solo in ambito editoriale, ma anche artistico.

Franca: Chaos and Creation – IMDb – Wikipedia

Pilloledicinema
Appassionato di cinema, vivo a Palermo. Per ogni film che vedo scrivo in 140 caratteri una minirecensione su Twitter. A volte non mi contengo e ne vengo a parlare anche qui.

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This article was written on 28 Set 2016, and is filled under Non è il mio genere, Parlo mai di astrofisica io?.

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