Gascoigne è vivo, viva Gascoigne


Raccontare la storia di un personaggio controverso come Paul “Gazza” Gascoigne è sempre un sfida. In particolare se, come abbiamo saputo spesso dalle cronache, il protagonista di questo documentario ha la tendenza a perdersi e scomparire per giorni. E probabilmente non solo fisicamente.

Paul Gascoigne in una scena del documentario

Paul Gascoigne in una scena del documentario

Del resto state leggendo gli 88 folli, se volevate una recensione su “una mamma per amica” avete comunque sbagliato posto.

Ma archiviamo al più presto i dettagli tecnici su questo documentario.

È girato abbastanza male. Spesso le riprese sono fuori fuoco sul viso e mettono invece a fuoco le orecchie di Lineker o di Rooney, spesso compaiono sfumati troppo evidenti e senza alcun motivo narrativo; altrettanto spesso i primi piani, anzi, troppo spesso i primi piani sono così tanto invadenti da infastidire alla vista. Tutto questo pur sembrando un prodotto di discreta qualità visiva, intendo.

Non c’è un particolare lavoro di ricostruzione di archivio, non ci sono musiche notabili e in pratica altro non è che una lunga intervista a Gazza, praticamente irriconoscibile se non nella luce folle dei suoi occhi.

Il produttore Nick Taussig ha addirittura affermato che “in un paio di occasioni non siamo stati sicuri di riuscire a finire il lungometraggio” sia per l’intensità che gazza ha definito “simile ad un rehab” che per il reale rischio di morte del protagonista:

“Last year there was a point when we felt he might die”

Quello in cui invece questo documentario stupisce è la capacità di restituirci con estremo garbo lo spessore umano di un giocatore, un fuoriclasse come è stato considerato universalmente, capace di grandi sofferenze, capace di piangere davanti ad una intero mondo per un cartellino giallo e, in altri contesti (ma questo non lo troverete nel documentario), ammonire lui stesso un arbitro o dire al patron della Lazio “tua figlia grandi tette“, presentarsi al raduno con le extension o staccarsi un dente artificiale e fingere un danno grave dopo un contrasto di gioco con un compagno**.

Ci troverete invece una bella carrellata di commenti alle più famose headline delle quali Paul è stato protagonista per moltissimi anni, in cui qui fa chiarezza e spiega i motivi di alcuni suoi gesti eclatanti, di alcune incomprensioni e di come la pressione dei media l’abbia spesso ingiustamente giudicato.

Gazza è stato infatti per tutta la sua carriera un “PR nightmare” per alcuni comportamenti sufficientemente “estrosi”. Vedere “Gascoigne” non può che farvi tornare la voglia di riguardare mille video su di lui. Qualcuno ve lo lascio qui come questo  in cui traspare indubbiamente una simpatia e una spontaneità che da sempre è stata catalogata come pazzia. E che in fondo è stata diagnosticata, in effetti, anche “grazie” all’evidente attaccamento alla bottiglia.

Gascoigne è la storia di un campione, un campione che non è un vincente, che non ha alzato coppe importanti come molti altri giocatori decisamente più mediocri. Ma è la storia di un uomo da spogliatoio, che ha catalizzato su di sè involontariamente l’attenzione di mezzo mondo, e più veniva distrutto nei suoi comportamenti privati, più illuminava i campi con gesti sportivi di enorme qualità.

Le parole di Gary Lineker, compagno di squadra e amico di Paul Gascoigne riassumono veramente tutto:

“[…] parte del suo genio, della sua magnificenza e grandiosità, risiedono nel fatto che è sempre stato vulnerabile. Senza il suo lato vulnerabile, non sarebbe stato il campione che è stato

Il ritratto di Gascoigne riporta molta umanità nel mondo del calcio degli scandali, delle scommesse e dei terzini spacca-tibie in squadracce di mezzo mondo. È il fascino che manca a tutto lo sport, la capacità di immedesimarsi nell’uomo prima che alla casacca.

Guardatelo  se ne avrete l’occasione e vi assicuro che avrete bisogno di un altro po’ di tempo per rivedervi tutto il materiale disponibile online su Paul Gascoigne. Quasi ogni suo compagno ha un aneddoto da raccontare e, nonostante alcuni scherzi un po’ pesanti, non esiste nessuno che non ne parli con affetto.

via_ http://www.manchestereveningnews.co.uk/sport/football/football-news/gallery-footballer-hairstyles-through-years-5675193

Paul si presenta al campo con le extension via http://www.manchestereveningnews.co.uk/sport/football/football-news/gallery-footballer-hairstyles-through-years-5675193

*sì, il video linkato ha il famoso rutto

** un grazie speciale a FC e LT che mi hanno riportato qualche bell’aneddoto. Ora abbandonatevi pure all’orgia di testimonianze, e se volete segnatecele pure nei commenti.

Gascoigne – IMDb –  Wikipedia 

Satori
Dal 1981, fa molto di questo solo per avere qualche ingresso gratuito.

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This article was written on 14 Giu 2016, and is filled under Amarcord, Scuse per parlare di film.

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