Anche i documentari mentono: El Sicario Room 164


24el-sicario-room-164Una delle scene più divertenti di Sacro Gra, quella del pescatore che legge il giornale, è anche una delle più criticate. Infatti, per quanto il pescatore sia un discreto showman, si vede benissimo che sta recitando. Il fatto è che girare un documentario è difficile quanto catturare un leone e a volte dietro a 2 minuti di montato ci sono 4 giorni a bocconi nella sterpaglia. Una delle intuizioni di Sacro Gra è non dissimulare questa ovvietà e non nascondere i barbatrucchi. Ecco, dunque, che per chi crede al film di Gianfranco Rosi il fuoriscena dell’episodio con il pescatore è: «Facciamogli rileggere il giornale come quella volta che mi ha fatto ribaltare dal ridere».

El Sicario Room 164 è il documentario che Rosi ha girato prima di Sacro Gra ed è l’intervista a un ex sicario messicano al soldo del narcotraffico. Il suo volto è coperto da un pesante drappo nero ricamato e l’intervista avviene nella stanza di un motel di Juarez, città messicana al confine (chi ha detto confine?) con gli Stati Uniti e considerata la più pericolosa del mondo. In quella stessa stanza il nostro torturava e talvolta uccideva le vittime.

Per tutta l’intervista il sicario accompagna il racconto con frenetici disegni di rettangoli, frecce, omini su un quadernone. Ogni tanto lascia il divano per mimare una telefonata o fingere di soffocare qualcuno nella vasca da bagno. Verso la fine del film, spiegando le ragioni che lo hanno indotto a pentirsi, fa scorrere le pagine del quadernone, che ormai sembra lo storyboard di Traffic o di un paio di puntate di Breaking Bad, e comincia a percuotere furiosamente i suoi stessi disegni con la punta del pennarello come se volesse pugnalare il suo passato e i delitti che ha commesso. E proprio quel gesto, ormai fuori dal racconto, stride e colpisce. Stride perché è scomposto ed eccedente e ricorda un po’ certi attori principianti che non sanno controllare i toni e risultano inautentici. Colpisce perché è un gesto sì informe ma anche assai vivo, per quanto (o in quanto) impotente.

Concludendo: con Sacro Gra Rosi ci racconta come ha catturato il leone, con tutti gli annessi e connessi insiti nel racconto e nella fiction che esso presuppone. In El Sicario Room 164, invece, Rosi resta lì, in attesa che succeda qualcosa, e alla fine quella che cattura è una strana bestia. Non è proprio un leone quella lotta fuori tempo massimo col quadernone. Ma potrebbe essere un unicorno.

[Sacro Gra l’ha catturato davvero un Leone, e anche bello grosso! Risate preregistrate.]

El Sicario Room 164 – IMDbWikipedia
Sacro Gra – IMDbWikipedia

Federica Guarnieri
Per lavoro scrivo di viaggi. Nel tempo libero viaggio con i film.

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This article was written on 24 Ott 2016, and is filled under Amarcord, Non è il mio genere.

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