Dobbiamo parlare di Guardiani della galassia 2


Quando ho detto che avrei scritto la recensione del nuovo film di James Gunn, ancora non lo avevo visto. Dopo averlo visto ho ripetutamente offerto l’incarico agli altri Folli (a cui è piaciuto molto più di me), ma nessuno ha raccolto l’invito.
E quindi eccoci qui, a parlare de I guardiani della galassia 2.
Faccio subito una premessa importante: non è un brutto film. Se vi è piaciuto il primo, amerete questa versione, che è come il primo pompato con gli steroidi, per quanto riguarda le battute, i momenti divertenti, la musica old school e le citazioni nerd. Di più: il film riesce a dare a ogni personaggio un suo ciclo, un suo percorso che comincia i primi minuti e finisce con i titoli di coda e lo fa pure in maniera sorprendentemente coerente.
Allora cosa non mi ha convinto, del film?

Innanzitutto il fatto che l’umorismo sia così tanto, ma così tanto che, dopo un po’, ti sorge il dubbio che manchi qualcosa. Si ride, eh? Perché si ride. Ma si ride troppo. Di più: le risate non sono controbilanciate da momenti introspettivi scritti altrettanto bene. È come se lo sforzo maggiore fosse devoluto nel dosare e usare bene i momenti comici, per poi lasciar scivolare via i momenti in cui la trama e i personaggi dovrebbero acquisire un altro spessore.

Ciao, sono una gag divertente

E qui entra in gioco il secondo problema: la trama è così esile che, praticamente, non c’è. Quando vidi i trailer del film, mi resi conto che non sapevo niente della storia. Che avevo riso per delle gag divertenti (vedete?), però non era spiegato nulla della trama. Qualcuno diceva “salviamo l’universo per la seconda volta” e io mi chiedevo “ma da che?”.
Quando arrivi al film le cose non migliorano tantissimo. O meglio: sì, c’è un cattivo e un piano, ma sono entrambi così sottoutilizzati (e l’amore che provo per Kurt Russel mi fa passare in secondo piano questa cosa, ma comunque si percepisce) che difficilmente ti senti in qualche modo preoccupato dalla cosa. Alla fin fine sei più interessato a capire dove andranno a parare i diversi personaggi, piuttosto che al destino dell’universo (che poi sappiamo benissimo che non può finire male, ma a questo giro è difficile persino percepire che qualcosa possa farlo).

Wut?

Infine subentra il terzo problema, che credo sia puramente personale, poiché parlandone in giro nessun altro ha manifestato lo stesso mio disagio, ed è quello dell’addolcimento di tutti i protagonisti. Per chiarire: sappiamo che Yondu ha un debole per Starlord, lo si capiva dal primo film. Sappiamo che Rocket Racoon ha un lato tenero, lo capivamo nel primo film, nel suo rapporto con Groot. Sappiamo che Nebula vive un complesso conflitto con la sorella per l’amore del padre, lo si capiva nel primo film. Tutto questo suggerire, lasciar intendere, mostrare (come diceva Alfred Hitchcock) va perso in questo secondo episodio dove il fatto che, fondamentalmente, sono un branco di canaglie con il cuore tenero, viene esplicitato con alcuni dialoghi che sfiorano spesso l’imbarazzante per arrivare a darci pure un bacino, in un’occasione o due.
Quindi, alla fin fine, i famosi momenti più seri che dovrebbero controbilanciare quelli comici, sono esili quanto le frasi dei Baci Perugina che devono assolutamente raccontare che sono tutti buoni e ti portano ad alzare gli occhi al cielo (se non a sbottare, come è successo a me, durante la rivelazione di Yondu su come usa la freccia).

Ecco, appunto.

Chiarisco di nuovo: non è un film pessimo. Non raggiunge i livelli di bruttezza di Iron Man 2 o Thor 2. Ma, onestamente, non è niente di più di un film divertente che però spreca un sacco di ottime occasioni e rovina molte delle cose buone costruito con il primo.
Mi rendo conto che quanto detto potrà sollevare diverse critiche, ma, oh, io mica scrivo le recensioni con il cervello, le scrivo con il cuore (corre via ridendo come un Folle).

 

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi “Perché sto guardando Step Up 4?”. La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po’ di importanza ce l’ha, ma sorvoliamo).

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This article was written on 09 Mag 2017, and is filled under Scuse per parlare di film.

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