Guardiani della Galassia: Awsome Mix Vol.I


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Ogni volta che qualcuno snobba un film del genere mi viene un tale nervoso che vorrei poter vivere nella realtà il mio personale momento McLuhan. “Mi han detto che è puro enterteinment” (come se fosse una colpa e qualcosa di cui vergognarsi il divertimento al cinema) “Sarà un film leggero” “Preferisco vedere la rassegna di Salcovsky”.

“Aspetta un attimo, caro il mio coltissimo cinefilo della ceppa, ti presento il mio amico James Gunn”.

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James Gunn, uno che faceva il giudice nel mio reality show preferito di sempre, Scream Queens, uno che se avesse LinkedIn avrebbe nella cronologia lavorativa la Troma come datore di lavoro, uno che potrebbe diventare il Peter Jackson che non è diventato Peter Jackson perché troppo occupato a portare sullo schermo il fantasy più letto al mondo. Intendiamoci va bene eh, ma non puoi essere altro se sei assorbito completamente da qualcosa di enorme come il mondo tolkeniano. Il loro background è simile: mentre uno scriveva Tromeo & Juliet, l’altro girava Bad Taste.

James Gunn, dicevo, che dopo Slither ha un po’ cazzeggiato con Zach Snyder e Scooby-Doo continuando a nutrirsi di tutto quello che Guardians of the Galaxy (seppure con i dovuti compromessi del caso essendoci di mezzo la pecunia Marvel) è intriso. Da dove credete che provenga la citazione di Footloose o di Pollock? Da dove pensate che arrivi la capacità di realizzare un film che miscela l’essere cazzoni avariati della galassia un momento e l’esatto secondo dopo fichissimi salvatori di mondi per caso senza mai, dico mai perdere un grammo di credibilità?

Non si mette in piedi una pellicola del genere se non si è ossessionati da tutto ciò che è cinematografia. Musica, oggetti di scena, dialoghi, costumi, scenografie, effetti speciali. Quando dico tutto, dico tutto perché nulla è lasciato al caso. È un film talmente pensato e cesellato che è ancora più miracoloso il fatto che risulti così spontaneo e divertente. Un po’ come vincere la lotteria e continuare a fare la vita di sempre senza sbroccare.

I primi dieci minuti sono Indiana Jones e il Tempio Maledetto con Chris Pratt che entra in scena alla Riddick, balla come Gene Kelly e al posto delle pietre minerali lampeggianti, frega una sfera intarsiata. Poi ogni personaggio chiave interviene col suo personale big moment, il gruppo si forma, arrivano gli antagonisti, i cattivi cercano di distruggere qualsiasi cosa, Glenn Close ha una pettinatura anni cinquanta, John C. Reilly un accenno di panzetta, Lee Pace è tutto blu e grosso. Molto grosso.

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Gamora, Rocket Raccoon, Star-Lord, Groot, Drax

Lasciatemi dire quanto Groot sia pura poesia, Drax un gentile King Kong zigrinato e quanto sia perfetta la scena della fuga dalla prigione mentre la pianificano alla mensa. Manca solo Don’t you forget about me in sottofondo per essere la versione  fantascientifica di The Breakfast Club.

Chiudo senza menarla troppo su quello che succede dopo i titoli di coda ma spero che impazziate anche voi come sono ammattita io per capire cosa hanno fatto fare a Nathan Fillion.

E ricordatevi di usate il nuovo mantra che scaccia sfortuna e tristezza. We are Groot.

Guardiani della Galassia – IMDbWikipedia

Oscar 2015: nomination come miglior trucco

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

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This article was written on 22 Nov 2014, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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