George due-di-spade Lucas: un’analisi sulle light saber nelle due trilogie


  1. Oggi parliamo dei combattimenti in Star Wars. Le spade laser, il suono che fanno, la telecinesi, la morte-suicidio-atto-eroico di Obi-Wan… ma anche Qui-Gon che, di fronte a Darth Maul, si mette a meditare.
    No, aspetta un attimo… sto parlando dello stesso stile? Dello stesso modo di essere Jedi o Sith?
    Ma già “Sith” da dove salta fuori, che nella prima trilogia non esistevano. C’erano solo Jedi buoni e Jedi cattivi (almeno nella mia testa fulminata)? Jedoni e Jedacci, al massimo.
    Insomma, non torniamo sul solito discorso prima VS seconda trilogia. Ma quale prima? Cronologicamente parlando oppuBASTA, TI PREGO, BASTA.

Lucas è da menare, sicuro come l’assicurazione contro i missili stipulata per la Morte Nera.
Ma come lo vogliamo menare a Lucas? Stile prima (quella più vecchia e shut up your fucking mouth from now on) o stile seconda? Perché il modo di combattere, nelle due trilogie, è sostanzialmente diverso.

Nella prima trilogia:
– ci sono solo due tipi di spade, quella rossa e quella azzurra, a un singolo raggio laser, e stop, vai, finisci in fretta il duello e di corsa a raccogliere il fieno, niente carosello e poi a letto presto, che mica pensi che visto che sei uno Jedi allora la vita bella, questa fattoria sull’undicesima luna di Katorze non è un albergo!
– il movimento è rozzo, direbbe qualcuno, ma non essendo nemmeno esistente sotto forma di idea malsana nella testa di un ragazzetto, quando io urlavo estasiato al cinema vedendo Star Wars, non lo prenderemo in considerazione.
Diciamo che le mosse seguono un metodo severo e misurato di pestare duro. Gli jedi non usano a sproposito la forza, né tantomeno la Forza, sono eleganti nell’utilizzo di energia, niente fronzoli, solo legnate devastanti.
Anche perché lo scontro è a livello mentale. Pensate all’epico duello Darth Vader – Obi-Wan, stanchi e ansimanti (vabbe’, Darth Vader lo immagini così sotto la maschera), pallidi, quasi grigi in volto (vabbe’, Darth Vader sempre come prima), i movimenti pian piano si fanno più lenti, fino all’ultima mossa, Obi-Wan che si chiude come in preghiera, lasciandosi ammazzare.
Mi viene di associarli a cavalieri medievali o fantasy (Star Wars è una saga fantBASTA NON NE VOGLIO DISCUTERE STO PARLANDO DI ALTRO), oppure all’arte marziale della spada giapponese (una delle. Non so, tipo il Kendo).
Ovviamente deriva dal fatto che la Forza è un’entità preziosa, sia che se ne attinga senza alcuna cautela, come farà lo Jedi Cattivo, sia che la sia corteggi con leggerezza, come deve fare lo Jedi Buono.
Al limite la Forza la usi come sabbia negli occhi, tavolino rovesciato tra i piedi dell’avversario, eredità di infiniti spadaccini cinematografici, D’Artagnan, Scaramouche, dove tutto il teatro dello scontro è un’arma da utilizzare.
– e ovviamente non c’era ancora stato Matrix, il ritorno del kung-fu sui nostri teleschermi, ormai lo praticano tutti, chi non ha un’infarinatura di arte marziale flamboiante al giorno d’oggi? Che se je fai gira’ le palle pure la Signora in giallo e Derrick t’ammollano un calcio a girare.
Ma all’epoca no Matrix e no CGI: la mentalità cionematografica era diversa, produceva uno stile di combattimento diverso, per forza più efficiente e pratico.

Nella seconda trilogia:
– i tipi di spade iniziano a fioccare, compare quella bilama di Darth-Maul, una sorta di lancia, compare quella color verde, viola, giallo canarino e grigio Avana, si mormora di un’ascia bipenne laser, e del lancio del color ottarino.
– il movimento è veloce, coreografico, iper-hype, dico a sproposito, superconduttivo (stacce).
A parte alcuni sprazzi di buon senso, come la già citata meditazione di Qui-Gon, ecco che esplode una spada più cinese che giapponese, e ovviamente via di Tigre e Dragone, gente che vola più delle astronavi, ehi, cos’è quel balenar di verde? Un trottolino spaventosamente veloce che frulla e si intorcola sospeso da terra tirando paste a destra e a manca che mi pare una torretta laser?
È Yoda.
Non ci si crede, ma è proprio lui.
A parte il mio palese disgusto, lo stile della seconda trilogia è quindi più grafico, decorativo, è il pavone che fa la coda per intimidire, mostrare più di quello che serve. È la Forza che non è più quell’entità misteriosa e pericolosa, ma un brand, che fa trend, e io mi faccio uno scotch blend. La Forza è uno stile di vita commercializzato in ogni palestra Jedi, fai la tessera annuale a avrai lo sconto sui midi-chlorian pro-capite, o compra le Patatine Mid-O-Chlooo-R-N, garantiti 10 midi-chlorian ogni 100 pacchetti, enjoy-it, diventa Gesù Cristo! E ci abbiamo anche lo spazio per i vostri mini-Jedi nella vasca delle palline colorate, ma rigorosamente bendati, mentre voi vi accattate il vostro droide lavaschiena.
OK, era nuovamente il mio disprezzo per la seconda trilogia che parlava, il bastardo è una fottuta spia.

Comunque, trascurando il fatto che se uno segue la cronologia gli viene da dire: ma com’è che anni fa erano tutti fighi, mosse da urlo, gente che fa tripli tolup nell’aria e affetta due cocomeri in bilico sulla vetrinetta di mammà senza rompere niente, mentre anni dopo sembrano cavernicoli muniti per errore di erogatori laser? Forse l’avvento di Darth Vader li ha fatti tutti cacare nelle brache che si sono imbacchiti?

Lasciando perdere, dicevo, una della tante nella cornucopia di discrepanze che l’avvento della seconda trilogia ci ha regalato, la differenza di stile è ben evidente.
Rettifico: è ben evidente ad ognuno che abbia l’arroganza di definirsi nerd, che al giuorno d’oggi è un riconoscimento che va guadagnato sul campo.

In definitiva, “io amo Lucas, ma che grande delusione il seguito di Star Wars”, no? Come un po’ tutti gli amanti della vecchia trilogia. Per questa delusione procederei volentieri a fargli assaggiare il laser della mia spada. Ma il mio amore per lui mi farà scegliere lo stile armonioso e composto della prima trilogia.

Nella terza trilogia? Vedremo.

Leonardo V.
Pur di non parlare di me di solito nei profili metto un calembour, un paradosso, due cazzate in croce e via che me la cavo così. (<--- sì, è un paradosso)

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This article was written on 07 Nov 2015, and is filled under Amarcord, Arredamenti Kubrick, Scuse per parlare di film.

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