I lutti delle serie televisive


Doveva tornare anche George Clooney per il funerale, con Carol/Alicia, ma non volle oscurare l’uscita di scena del vero protagonista di ER. Mark Greene muore ascoltando Somewhere Over the Rainbow, canzone che per me e per migliaia di persone da allora è un ricordo quasi insopportabile.

C’erano quasi tutti e c’eravamo noi, davanti ai televisori, annichiliti dalla lunga e verosimile rappresentazione della morte per cancro di un medico che rifiuta le cure (“two or three good months, instead of six long months”) per godersi gli ultimi giorni con la famiglia.

E.R., (from left): Anthony Edwards, Alex Kingston, (Season 7), 1994-2009. © NBC / Courtesy: Everett Collection

E.R., (from left): Anthony Edwards, Alex Kingston, (Season 7), 1994-2009. © NBC / Courtesy: Everett Collection

La morte di Ciccio – alias il dottor Greene – è stata per me il primo vero incontro con il lutto letterario, quello che pesa doppio perché ti senti pure scema (e sì, so bene che cos’è un vero lutto, grazie per non averlo chiesto).

Ciccio era per me l’amico bruttino, quello che fatichi a vedere come maschio finché non scopri che a qualcuna piace: nel caso di ER-Medici in prima linea piaceva a Liz, la dottoressa strafica con cui mi immedesimavo assai, cosa che mi aveva fatto rivalutare il potenziale erotico di quello spilungone premuroso. Nel frattempo ero anche cresciuta: la prima puntata di ER l’avevo vista nei miei vent’anni, alla morte di Ciccio ne avevo 35. Crescendo si imparano ad apprezzare gli uomini in modo diverso, ma non si impara – almeno nel mio caso – a distinguere tra fantasia e realtà, perché io Ciccio l’ho pianto a lungo (ok, ho pianto cinque minuti fa, rivedendo la sequenza). Forse perché la fiction è una realtà narrativa, un paradosso che il nostro cervello percepisce in modo assolutamente concreto.

Will-and-Alicia-Elevator Tutt’altra storia nel caso di Will. Will era sesso puro, un po’ perché Alicia, The Good Wife, scopre con lui di stare diventando meno good (e meno noiosa) del previsto, un po’ perché la tensione erotica tra di loro bucava il monitor, un po’ perché passati i 40 cominci a capire il fascino insopportabile degli uomini alti e arguti. L’ho presa male, malissimo. Will viene ucciso in tribunale e non ce l’avevano con lui, Alicia la prende pure peggio (egocentrica) e con noi migliaia di spettatori.

Ora, lo sappiamo: quando muore un personaggio molto amato di solito è colpa dell’attore, non degli sceneggiatori. Il lutto però non conosce ragioni: sei lì, furibonda, con Alicia che non saprà mai cosa Will voleva dirle al telefono e lo sai che non amerai mai più nessuno come Will, almeno finché non arrivi a Matthew, che era non solo tenero ed erotico, ma pure progressista e conservatore insieme. Un ossimoro biondo, praticamente il primo biondo che mi piace da quando ho la patente di guida.

Matthew muore prima di Will in televisione, ma per me è morto un paio di settimane fa e devo ancora riprendermi. Continuo a incontrare persone che hanno smesso di guardare Downton Abbey perché, come me, erano incapaci di gestire il dolore di Lady Mary. Io lo ammetto: sono andata a sbirciare la trama, perché se avessero messo in scena il momento in cui glielo dicevano non ne avrei voluto più sapere.

tumblr_lws8d7WF291r8awhno1_400Matthew e Mary sono un po’ come Candy Candy e Terence, ma al contrario: lui ha gli occhioni e i boccoli, lei è scura scura ma sotto sotto tremendamente romantica. Se dovessi scegliere in chi dei due immedesimarmi potrei impazzire, per questo come coppia erano perfetti.

Io sono pronta per una legge che obblighi gli attori di serie tv ad accettare il loro destino: se sei un Ciccio, un Will o un Matthew cazzi tuoi, ti godi la fama, ti gestisci scazzi e noia, ma non sei più solo, hai migliaia di persone che ti amano sotto altre vesti e il dovere di non farli soffrire.

Er – Medici in prima linea – IMDBWikipedia

The Good Wife – IMDBWikipedia

Downton Abbey – IMDBWikipedia

 

Una che vede sempre un film diverso dal tuo.

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This article was written on 28 Mag 2015, and is filled under Amarcord, Binge-watching, Le storie del cine.

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