Il mio amico Darth


IMG_5959Ferma per strada una come me, una che nel 1977 andava alle elementari: chiedimi una definizione di bene e di male. Non farmi pensare, pretendi una risposta d’istinto e questa risposta sarà che il bene è la Forza, il male è Darth Vader; anzi, Dart Fener, perché eravamo bambini alla provincia dell’Impero, cresciuti senza sottotitoli.

Anche se negli anni ’70 andavamo tutti a catechismo ci sono pochi dubbi sulla vera religione con cui siamo cresciuti, tutti, anche quelli a cui Star Wars faceva schifo. Una religione con visione politica incorporata: il bene sono i ribelli, il male l’impero. Noi no-global siamo stati allevati così, non a caso quando vent’anni dopo ci hanno chiesto pillola rossa o pillola blu non abbiamo neanche preso in considerazione la domanda: aspettavamo da vent’anni che qualcuno ci arruolasse, anche senza spada laser.

Il Male è nero, ha il respiro pesantissimo e strangola con il pensiero chi lo infastidisce. Il Male è il Lato Oscuro, non è certo il diavoletto sulla spalla di Ambra. Il Male ha la Morte Nera, che non è solo superfica, è soprattutto bellissima, perfetta, elegante. Il Male dice di essere tuo padre, e che sollievo poterlo sfanculare per motivi etici senza neanche dover scendere in piazza (altro che click-activism).
Crescere con queste certezze ti dà solidità e anche un certo senso estetico. Le generazioni prima avevano soprattutto paura degli alieni o del diavolo, terrore arrivato al culmine con L’esorcista: Pazuzu ti faceva vomitare bile e si impossessava di te rovinandoti la messa in piega, ma non aveva un briciolo della ieraticità di Darth Vader, il primo cattivo triste (e non sapevamo perché).

Eravamo bambini fortunati: avevamo paura di un dittatore spaziale che aveva scelto il lato oscuro della Forza, un po’ come te quando non riuscivi a non copiare i compiti, ma all’ennesima potenza. Uno spauracchio molto più efficace dell’inferno, almeno per me: se comportarsi male ti riduceva così, molto ma molto meglio comportarsi bene, soprattutto considerando quanto erano fighi i buoni. Tutti i buoni, perché ce n’erano tanti: da bambina ti innamoravi di Luke Skywalker e da grande di Han Solo, anche perché grazie al colpo di scena (o a un buco di sceneggiatura) potevi restare comodamente immedesimata in Leila che sembrava propendere per l’uno ma invece era tutta per l’altro.

Pensate invece alle giovani generazioni di oggi, che enorme fregatura. Come fai a odiare Darth Vader sapendo che era un bambino antipatico con le guanciotte e poi un biondino slavato vittima di una fotografia “Venezia sul lago di Como”? Passi tutto il resto, passi che era il padre, passi che Leila era la sorella, ma come fai a temere e rispettare il lato oscuro della Forza pensando a quel bietolone di Anakin? Come fai a crescere con la schiena dritta se il Male è impersonato da uno vittima della peggiore profezia che si autoavvera della storia, uno che fa sembrare quella di Edipo un esempio di famiglia funzionale? Come faranno ‘sti ragazzini a desiderare di diventare Jedi dopo aver visto troppi combattimenti dove più che cavalieri questi sembrano majorette? Noi avevamo paura dell’Imperatore, loro si devono sciroppare Jar Jar Bin che diventa un riferimento politico; noi siamo cresciute con Han Solo che “ti amo, lo so”, loro con Anakin che la povera Padmé fa una fatica incredibile a non mettere in castigo senza caramelle.

En passant, notate che non riesco, assolutamente non riesco a scrivere “forza” minuscolo; dentro di me c’è ancora la bambina di otto anni senza fiato perché il coso nero aveva tagliato la mano a Luke, che ovviamente a Taranto noi chiamavano Liuch ed eravamo tutte innamorate, anche perché poi la mano gliela ridavano. Forse non siamo poi cresciuti così bene, noi che il bene è la Forza, il Male è Darth Vader. Forse è meglio vedere il lato umano del lato oscuro, ma almeno speriamo che la Forza si risvegli ben riposata e che J. J. Abrams non abbia girato il viale del tramonto delle guerre stellari.

Una che vede sempre un film diverso dal tuo.

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This article was written on 26 Nov 2015, and is filled under Scuse per parlare di film.

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