Maratona M. Night Shyamalan: Il sesto senso


il sesto senso 2Il problema di scrivere per Gli 88 Folli è che, ogni tanto, qualcuno dice la cosa sbagliata e diventa un grosso incidente tipo quando getti il cerino sulla scia di benzina e kaboom! Nella fattispecie, in previsione dell’uscita del nuovo film di M. Night Shyamalan, The visit, ho buttato lì un “Oh raga, ma se facessimo una maratona di tutti i film di quell’imbranato?” e gli altri Folli mi sono venuti dietro. E non è che puoi dire “Oh, ma scherzavo”.

Per dare uniformità alla recensione di film fatti con lo stampino abbiamo, dunque, provveduto a procurarci il fenomenale Shyamal-o-rama, il questionario che ci permetterà di arrivare in fondo a ogni pellicola.

1. Trama in breve.
Uno psichiatra per bambini (wink wink) scampato (wink wink) a un’aggressione di un suo ex paziente impazzito, cerca di aiutare un bambino (wink wink) problematico, apparentemente introverso e con gli occhioni picci, ma in realtà in grado di vedere gli spiriti dei defunti (wink wink). La cosa, come comprensibile, ha in qualche modo sballato la sua esistenza e sarà lo psichiatra ad aiutarlo a capire come gestirla, mentre il bambino aiuterà lo psichiatra a capire cosa fare della sua vita (wink wink).

2. Sono riuscito a vederlo tutto in una volta sola?
Ebbene sì, a parte cinque minuti di pausa dovuti a una telefonata. Confesso che l’ho rivisto per la seconda volta, anni dopo averlo visto al cinema e di averlo trovato invecchiato benino, ma di avere riscontrato un sacco di difetti che la prima volta non avevo notato. La prima parte ha una certa lentezza di fondo, il finale è un po’ affrettato, ma, soprattutto, il famoso colpo di scena che ha lanciato M. Night nell’olimpo dei grandi, rivisto oggi, è una roba che pensi “Ma cosa cazzo…?”.

3. C’è il colpo di scena che non t’aspetti, ma che sai che c’è perché è un film di Shymalamalama?
C’è ed è, ovviamente, IL colpo di scena per antonomasia, quello che ha creato il suo stile, che lo ha spinto a mettercene uno in praticamente ogni film, che ha diviso la platea tra “l’avevo capito!” e “Mai me lo sarei aspettato!”.
Ora, se non avete visto il film, non leggete oltre perché ci saranno spoiler. Folle avvisato…
Rivista la pellicola sapendo cosa ti aspetti, cominci a notare un sacco di cose. Laddove alcune idee non sono male (per esempio: quando vanno al funerale della bambina fantasma, si apre la porta e si vede l’ombra del solo bambino e non quella di Bruce Willis, a indizio che lui è morto), altre cose ti lasciano quanto meno perplesso. C’è una scena in cui il bambino, per esempio, entra in casa e trova la madre e Bruce Willis seduti uno davanti all’altro e lui e noi pensiamo che stessero parlando (del bambino, delle sedute, della vita, dei Chicago Bulls, sappiamo un cavolo). La madre si alza, dice due robe, se ne va in cucina e Bruce e il bambino parlano. Dopo il colpo di scena finale sappiamo che non è così, però ti rimane questa sgradevole sensazione di lei che guarda il vuoto davanti a sé, senza fare nulla, solo per darti l’illusione della chiacchierata e che, quindi, M. Night stia BARANDO e questo non è carino, M., non è carino per nulla.

4. Momento in cui ho pensato “oh mio dio, basta, ti prego, basta”.
In effetti non c’è stato. Come detto, il film è andato via abbastanza bene, però gli devo dare atto che pecca un po’ nella formula finale. Nel senso che non calca troppo dal punto di vista dell’horror, non calca abbastanza per essere un film di paura, non è troppo emotivo, né troppo drammatico. Accontenta tutti, il che significa che, alla fine, non accontenta nessuno.

il sesto senso

“Credimi, Bruce: a noi è andata ancora bene…”

5. Varie ed eventuali.
Battute a parte, Il sesto senso è stato davvero una piccola rivoluzione cinematografica, l’anno d’uscita. Quando era nelle sale se ne parlava tutti e tutti guardavamo questo regista indiano chiedendoci dove era rimasto fino ad allora e che ne sarebbe stato, dopo. La risposta non è bella: M. Night Shyamalan è diventato un po’ lo zimbello del cinema e dell’Internet che odia. Ogni film è stato accolto male, sbeffeggiato e il suo nome è accostato alla definizione di “film pacco” e pensate che quando divenne famoso la frase che sentivi dire più spesso era “è il nuovo Alfred Hitchcock”.
Poi c’è da dire che, come potremo vedere con il procedere di questa delirante maratona, non è che lui abbia fatto molto per evitarlo. Andando avanti con il tempo, ogni sua pellicola sembrava vivere sull’idea che doveva dare al pubblico quello che si aspettava, anziché concentrarsi sul proporre la storia che si aveva da raccontare. Io riesco a salvare Unbreakable e Lady in the water, nella sua produzione finale, assieme a questo film. Per gli altri, l’unica cosa che mi sento di dire, è che per fortuna dovranno rivederli qualcun altro  perché ci sono stati dei film in cui mi sarei ucciso (ricordo The sign, dove mi addormentai in sala per quindici minuti e, al mio risveglio, in quel lasso di tempo, non era successo niente). Quindi, buona fortuna a chi verrà dopo di me, ne avrà bisogno.

Il sesto senso – IMDbWikipedia

 

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi "Perché sto guardando Step Up 4?". La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po' di importanza ce l'ha, ma sorvoliamo).

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This article was written on 05 Nov 2015, and is filled under Binge-watching, Scuse per parlare di film.

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