Interstellar: del perché Nolan ha letto delle cose che voi no (e di come qualche buco nero lo prenda anche lui)


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(ehi, me lo ricordavo diverso, il Texas!)

Ho visto Interstellar. L’ho visto al cinema. Per il sottoscritto, evento molto raro. Adoro i film ma non amo il cinema. Mentre guardo i film mi piace bere, fumare, commentare ad alta voce, andare alla ricerca su internet delle filmografie dei registi e degli attori, imprecare molto (se il film è molto bello o molto brutto), fermarmi, commentare su qualche social network a caso, riprendere, spiegare al/la malcapitato/a tutti i parallelismi che mi vengono in mente, nel momento in cui mi vengono in mente. Insomma, sono un dito al culo.

E grazie a questa dote andrò ora a parlarvi di questo film riempiendo il post di spoiler venefici. Se non avete ancora visto Interstellar, è meglio (per la mia sopravvivenza fisica, quantomeno) che vi fermiate qua.

Premetto subito una cosa: non sono un astrofisico. Per tutti i morettiani del “parlo mai di astrofisica io”, non ci provate neanche. Perché? Perché me ne sbatterò bellamente i Mekong e parlerò comunque di astrofisica. Sono forse io un critico cinematografico del resto? Neppure. E ciononostante vi darò la mia opinione su un film senza essere un regista, né un attore di Hollywood. Stateci e non rompete le palle. La premessa del non essere un astrofisico, del resto, non esime qualunque astrofisico vero dal farmi notare le eventuali corbellerie che dovessi mai scrivere. Andrò solamente a casa sua, per scinderlo nuovamente nei componenti atomici fondamentali, giunti a noi dalla combustione delle stelle di prima generazione.

Fatte queste doverose settecento premesse ora vi spiegherò perché Interstellar è un gran bel film. O meglio, perché è un gran bel film per alcuni di noi e per altri assolutamente no.

Cominciamo a esaminare la messe di simpatici WTF (dove WTF sta per “cosacàspita”, all’incirca, eh) che qua e là costellano il film, per riconoscerli e andare oltre.

WTF DI FISICA

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(Epperò questa visualizzazione dell’ergosfera è una figata, dai!)

 1) Le forze di marea: l’astronave si getta in un wormhole prima e in un buco nero rotante dopo. Verosimilmente le forze di marea dovrebbero disintegrare l’astronave e i suoi passeggeri. Non succede, ma nessuno ci spiega perché (e no: “perché è fantascienza” non è una risposta. O meglio, è una risposta, ma stupida). Questo è uno dei WTF più fastidiosi, perché sarebbe bastato poco, sarebbe bastato l’escamotage dell’intervento delle entità superiori per evitare il problema. Ma nessuno parla della questione, neppure la prende in considerazione, per cui lo spettatore deve, eventualmente, pensarci lui a trovare una via d’uscita a un WTF francamente evitabile. A questo punto c’è sempre uno dal pubblico che alza la mano e se ne esce con una delle due possibili genialate.

 A] LA SOSPENSIONE DELL’INCREDULITÀ

Caro amico, dolce amica, la sospensione dell’incredulità non significa accettare qualunque cosa che contraddica la nostra esperienza dell’universo. Significa solo accettare una spiegazione verosimile del perché, in realtà, l’universo si può comportare in maniera diversa da come sappiamo che dovrebbe fare. Grazie a una spiegazione VEROSIMILE, appunto. Non vera, certo, ma verosimile. Altrimenti è come se il narratore ci dicesse: “le cose stanno così perché l’ho deciso io!”, il che, ne converrai, è un modo veramente fetente di raccontare una storia. Certo, se le basi del mio universo poggiano su di una realtà in cui esistono gli elfi, è certamente più facile raccontare allo spettatore che esistono pure dei nanetti con i piedoni pelosi. Se parto da una realtà scientificamente rigorosa per raccontare un viaggio nello spazio, sarà molto più difficile spiegare perché dentro un sarcofago criogenico dovremmo trovarci un hobbit, o Sauron, al posto di Matt Damon. Questa è la differenza tra sospensione dell’incredulità e incoerente puttanata.

 B] È FANTASCIENZA, NON È UN DOCUMENTARIO DI ASTROFISICA, CARO IL MIO PIERO ANGELA MANCATO

Caro amico, dolcissima amica: la fantascienza NON È STRAFOTTUTISSIMO FANTASY (che peraltro amo moltissimo <3). Esistono naturalmente diversi gradi di “scientificità”. Nella SF in genere la fantascienza estremamente rigorosa dal punto di vista scientifico e in cui la storia si basa sulla natura fisica dell’universo, come nel caso specifico, si definisce HARD SF. E quell'”hard” non è una parola a caso. La coerenza scientifica rende l’hard SF dura da scrivere e spesso dura da digerire per chi non ama particolarmente il genere. Questo è un film di hard SF, il che lo può rendere ostico per chi non ha la passione per la fisica, ma, allo stesso tempo, questo fa sì che l’appassionato si aspetti una fisica coerente al limite della totale aderenza alle leggi fisiche come le conosciamo. Se all’improvviso qualcosa deraglia, l’appassionato si attende una spiegazione. Se questa spiegazione non c’è si sente preso in giro e gli girano le palle. Questo è il motivo per cui, sempre il nostro appassionato, che per altri versi ha amato molto questo film, tempera innumeri peni (fa la punta al cazzo se preferite) riguardo la fisica che gli viene raccontata all’interno del film stesso. Egli, l’appassionato, ha letto centinaia di romanzi in cui l’autore si è fatto il mazzo per trovare delle spiegazioni fisiche coerenti per avvenimenti straordinari (viaggi nello spazio, nel tempo, in altre dimensioni, ecc.) e quindi si chiede perché questo sforzo ce lo si debba aspettare da chi scrive un romanzo, ma non da chi scrive una sceneggiatura.

2) I Saturno V usati per il decollo dalla terra e poi le miccette per decollare da pianeti con 30% di gravità in più: ecco, questo è un altro WTF (anche se, l’ormai inevitabile appassionato, si racconta che magari viene usato un allontanamento a spirale nell’atmosfera per poi attivare, chessò, degli statoreattori che potrebbero portare la navetta alla velocità di fuga, in qualche modo ci prova a crederci). Insomma, un fastidio di logica eh, ma vabbe’.

3) La piaga che distrugge le messi che respira azoto: questo, per me, è un WTF del tutto incomprensibile. Di cui non si capisce veramente la necessità. Poi, non solo non sono un astrofisico, ma neppure un botanico, un chimico, uno xenobiologo eppure mi rimane comunque il dubbio su come possa un essere vivente utilizzare, come base del proprio metabolismo, un gas quasi inerte come il diazoto, ma amen.

4) Un pianeta abitabile vicinissimo a un buco nero e con una gravità del 30% superiore a quella terrestre: è vero che (come si evince dalla diatriba tra i due fisici ovvero quello che ha fatto da consulente alla sceneggiatura e quello che l’ha recentemente criticata, come riportato da diversi giornali italiani e non) il fatto che il buco nero ruoti, estende l’area in cui si può sperimentare una dilatazione temporale come quella che ci viene raccontata nel film ma la probabilità che un pianeta, non solo sia abitabile, ma esista così vicino a Gargantua rimane, a mio avviso, veramente bassa. È un chiaro espediente narrativo, però risulta anche un discreto WTF, senza ulteriori chiarificazioni.

Questa era la parte dei WTF riguardanti la fisica e la spiegazione del perché siamo giustificati a parlarne (e a farci un po’ rodere il culo). Ma passiamo ora a un’altra, forse più grave, categoria del WTF, che colpisce non solo l’appassionato ma anche lo spettatore occasionale:

WTF LOGICI

Questa è una foto presa dall’Internet, se l’Internet non vuole la tolgo!

(Sono Matthew McConaughey cammino sulla superficie dei mondi ma sul red carpet ho qualche problema. Sommato a quelli derivanti dal daltonismo, ça va sans dire)

1) Anne Hathaway, l’orfanella: ma perchéccazzo se l’umanità ha costruito colonie nello spazio, si è dotata di astronavi, usa wormhole gentilmente offerti dai propri discendenti a tasso zero per disperdersi nell’universo, a nessuno è venuto in mente di andare a salvare quella povera crista bloccata sul pianeta nei decenni che il buon Matthew ha passato all’interno del buco nero? Aspettavano lui? Dovevano accumulare i punti Trenitalia? Mah.

2) Il geniale cazzone: Matt Damon viene descritto, costantemente, dagli altri scienziati, come “brillante”, “eccezionale”, “un genio” in ogni occasione in cui si parla di lui. E poi provoca una decompressione esplosiva come l’ultimo pirla Wilcoyote. Mentre intorno a lui lampeggiano le scritte di allarme, mentre computer, robot, astronauti, passanti, spettatori, pure le maschere del cinema (se esistessero ancora), gli urlano: “NON APRIRE QUEL CAZZO DI PORTELLO, DEMENTE!” il geniaccio COSA FA? Preme il pulsante e boooom!

3) Tariffa SMS illimitati, ma niente interurbane: i messaggi vanno in una sola direzione, dalla terra al lontano sistema solare. Questo dovrebbe essere il motivo per cui i nostri eroi possono visionare lunghissimi e strappalacrime filmati che arrivano da casa, ma non possono rispondere. Dato che non si sa come funzioni effettivamente un wormhole, ci potrebbe pure stare. Ma invece no. Perché, come ci spiegano all’inizio del film, alla NASA, indietro riescono a tornare alcuni semplici segnali emessi dalle sonde che ci avvertono che non sono scomparse nel nulla. Ma solo quelli. Ora, che la comunicazione possa avvenire solo in una direzione lo posso accettare. Ma in una direzione sì e nell’altra, no, TRANNE PERÒ QUEL TANTO DI INFORMAZIONI CHE BASTANO A RENDERE SENSATA L’IDEA DI GETTARSI SENZA MOTIVO IN UN WORMHOLE, ecco, questo mi pare molto meno accettabile, pur comprendendo le ragioni della sceneggiatura.

Ce ne sono anche altri di WTF logici o di buchi di sceneggiatura abbastanza inspiegabili (il drone indiano che compare, viene hackerato, smontato, messo sul camion, dopodiché, scompare nel nulla e non serve più a una mazza, ad esempio), ma i principali sono quelli che ho riportato.

Parliamo ora, invece di quelli che NON sono buchi logici anche se molti invece sostengono di sì.

LE COSE CHE NON QUADRANO, MA FORSE, INVECE, SÌ
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(Ciao, sono TARS. Non c’entro nulla in questo paragrafo, ma sono troppo figo per non comparire almeno una volta, pure in una foto un po’ meh)

1) La NASA che opera in segreto: ho letto molti contestare questa cosa come inverosimile, ma ricordo che nel film non si dice che la NASA è diventata una società segreta. Si dice solo che il governo, per evitare reazioni negative della popolazione, ha reso segrete le sue operazioni. Non mi pare così inverosimile, soprattutto pensando, chessò, al Progetto Manhattan e al fatto che si parla di una Terra con (almeno così pare) una popolazione ridotta, a causa degli stenti e del crollo della fornitura alimentare e concentrata solo sul coltivare mais. Le navette spaziali sono le ultime che erano già state costruite, quando poi la NASA ha “ufficialmente” chiuso le operazioni. Un po’ improbabile, certo, ma, di nuovo, non del tutto inverosimile. Anzi, decisamente comprensibile, soprattutto se pensiamo alla eclatante reazione dei commentatori del TgCom24 alla missione Futura di Samantha Cristoforetti (quando si dice che la realtà supera la fantasia ma in peggio).

2) I dati quantici codificati in codice binario nelle lancette dell’orologio: ora, non essendo, appunto, un fisico, non ho bene idea di cosa si intenda per “dati quantici”, che servirebbero per poter mettere a punto il modello fisico unificato che descriva l’universo, la gravità, la fisica quantistica e la relatività, tutto in un colpo solo. Ma, nella mia ignoranza, ho pensato che potessero bastare pochi valori, magari osservati in una realtà differente (all’interno del buco nero), per fornire le informazioni necessarie (che ne so, una diversa costante di gravitazione universale, quella dielettrica nel vuoto, il valore di Pigreco, salcazzocosa). Valori, comunque, che non sarebbe così impossibile tradurre in codice binario. Per cui, essendo abbastanza all’oscuro di cosa si intendesse, questo lo metto tra i WTF forse sì, ma forse no.

3) Il loop temporale: si dovrebbe creare tra i discendenti dell’umanità che mandano indietro nel tempo niente meno che un wormhole utile a salvare l’umanità, permettendo alla stessa, di evolversi, col tempo, sino a diventare essi stessi. È sì un loop temporale, ma non si capisce perché dovrebbe essere impossibile. Numerosi romanzi di SF molto apprezzati ipotizzano situazioni del genere (si pensi solo al ciclo di Hyperion di Dan Simmons o a quello di EON di Greg Bear) e il sospetto è che il concetto ci risulti inaccettabile solo perché la nostra mente è abituata a ragionare in modo causale, in una realtà in cui le cause precedono gli effetti e non viceversa, ma questo non significa che l’universo stesso debba necessariamente funzionare come noi ci aspettiamo che funzioni.

4) Matthew McConaughey che all’interno del buco nero va indietro nel tempo: ho letto alcune critiche basate proprio su questo e sull’uso disinvolto a dir poco che Nolan fa del rapporto tra tempo e gravità. Se è vero che non si capisce perché la gravità dovrebbe trascendere il tempo, è anche vero che se non ricordo male, sarebbe ipotizzabile andare indietro nel tempo attraverso un buco nero rotante, per cui, mettiamola nelle possibilità (almeno sino a che qualcuno non ci dica chiaramente che no, non ha senso).

5) I pianeti orbitano attorno a un buco nero, ma ci vuole un sole perché siano abitabili: in nessuna parte del film si sostiene che non vi sia un sole a illuminare i pianeti che orbitano vicino a Gargantua, si dice solamente che in quel sistema solare è presente un buco nero. Ricordo che esistono sistemi binari e trinari, per cui Gargantua potrebbe trovarsi benissimo in una situazione di equilibrio gravitazionale con un’altra stella (si pensi a BG Geminorum che è una binaria a eclissi che si crede essere composta da una stella di classe K0 che orbita intorno a un buco nero) e, anzi, io ho dato per scontato che quella fosse la situazione di cui si parlava nel film, non potendo ovviamente esistere pianeti abitabili senza un sole che li scaldi.

MA DOPO TUTTA QUESTA TONITRUANTE CAVALCATA ALL’INSEGNA DI ONAN, IL FILM TI È PIACIUTO O NO?
 Anne-Hathaway
(Anne Hathaway, così irritante che la mollano su un sasso per settant’anni)

Ok. Ora abbiamo esaminato fisica, logica, buchi di sceneggiatura. Ma non abbiamo parlato di una cosa fondamentale: è un bel film?

Sì, è un bellissimo film. E lo è perché, come Matthew McConaughey e sua figlia sono gli unici rimasti a guardare le stelle, a osare immaginare qualcosa di più, in un mondo di persone che fissano solo il terreno che hanno sotto i loro piedi, Nolan è forse l’unico rimasto a cercare di creare un film di SF, un VERO, FOTTUTO, MALEDETTO film di SF, addirittura di HARD SF, quando il cinema è da decenni pieno di robottoni, che di fatto non sono altro che personaggi di fantasia, conditi con esplosioni alla Michael Bay, oppure di cagate immani alla Roland Emmerich, in cui, di WTF come quelli di cui ho parlato su, ce n’è uno ogni 10 secondi di sceneggiatura/girato. Ma soprattutto, di fiabe pseudowestern (per quanto amatissime) come Guerre Stellari (amatissime anche da me) o Guardians Of the Galaxy, godibilissime, che però non si pongono neppure il problema di rendere minimamente scientificamente credibili le loro astronavi o le loro spade laser. Quindi, anche solo per questo, a Interstellar va data una chance. Per l’ambizione e per il coraggio, in un mondo cinematografico che, quell’ambizione e quel coraggio, pare averli persi da tempo.

Ok, ma quindi è un bel film solo perché è coraggioso?

No, è un film che riesce (almeno nel mio caso, ci è riuscito e dovevo pure andare in bagno) a tenerti incollato alla poltrona per più di tre ore con un ottimo protagonista e buoni comprimari (sicuramente Matt Damon, bravo, almeno sino alla Mossa di Hokuto del Coglione Cosmico), per quanto fastidiosi (la Hathaway la trovo bombabilissima, ma mi procura sempre un discreto grado di fastidio fisico sullo schermo, diciamo che la trovo perfetta per l’hatesex). Con una storia che, certamente, ha dei difetti prendendosi però il 3000% di rischio, rispetto alla media dei prodotti cinematografici.

Va bene, direte voi, abbiamo appurato che sei un nerd patito di SF e che probabilmente ti ecciti davanti a foto di tizie vestite da vulcaniane, quindi, sicuramente, per te questo film è un capolavoro.

958500_TPol2003(E chiamatemi scemo)

Ecco, no. Interstellar, comunque, non è un capolavoro.

Per questo motivo, a mio avviso, in molti e forse anche i fantomatici appassionati di cui sopra, sono rimasti delusi da questa pellicola (e in questo caso il termine è corretto, essendo stato girato in 35 mm, scelta molto azzeccata, peraltro), perché, visti il regista e i nomi coinvolti, si aspettavano, appunto, un capolavoro.

Interstellar invece non è un capolavoro, non si avvicina neppure a 2001 Odissea nello spazio (benché, è vero, vi siano alcune evidenti citazioni, soprattutto, a mio parere, nelle tute  e nei robot fin troppo umani, nel realismo delle scene spaziali (una delle cose migliori del film) ma soprattutto nella visione “cosmica” che si è voluta dare al film stesso.

Interstellar soffre molto l’aver voluto creare un principio cardine, questo amore che viene, non si sa bene né come né perché, associato a una costante fisica reale. Principio la cui necessaria esplicazione provoca, come inevitabile sottoprodotto, alcuni dialoghi, quelli sì, veramente a livello di WTF radioattivo che lasciano lo spettatore perplesso, senza aggiungere una iota al complesso dell’opera cinematografica. Interstellar è un ambizioso, non sempre perfetto, gran film di fantascienza. Come non se ne fanno più.

Come spero, invece, che se ne ricominceranno a fare d’ora in poi.

Interstellar – IMDb – Wikipedia 

Blogger, flamer, joker, midnight talker, playing my music in the sun, ma soprattutto cretino.

12 Comments

  1. andrea b.
    dicembre 13, 2014

    sottoscrivo al 100 %

    • Ubikindred
      dicembre 14, 2014

      Grazie Andrea, stringiamoci a coorte, ché l’opposizione è forte!

  2. Marok
    dicembre 14, 2014

    Divertente e condivisibile recensione, complimenti.
    Il film è talmente grosso e pieno come un cappone con salsicce olive e castagne, che per prenderlo e parlarne appropriatamente bisogna che qualcuno faccia uno sforzo come l’hai fatto tu.
    Io non ho fatto questo sforzo, né mentre vedevo il film né durante i giorni successivi. Ma ora che a un mese di distanza mi capita di tornarci su, aggiungerei che:
    1. “vedo che hai uno sforzo grande come il mio, complimenti”
    2. Spero che la marea sul primo pianeta non sia condizionata da Gargantua, perché a occhio e croce viste le dimensioni del Gargantua stesso le onde dovrebbero vedersi dalla stratosfera
    3. Per quale motivo il wormhole sta vicino Saturno? Non lo ricordo, ma magari questo servisse a spiegare perché cazzo alla fine del film si vede che il piano A – la stazione orbitante sparata da Terra – sta vicino a Saturno. Occhei, non è un WTF importante. Ma se da lettore di hard SF e di Space Opera come me guardi indietro nei decenni, ti accorgi che si possono trovare qua e là romanzi e perfino testi semiscientifici che spiegano da almeno 40 anni che le stazioni orbitanti è meglio costruirle già in orbita, e non spararle da Terra.
    In sostanza, l’intero motivo di essere del film – cioè quel che spinge avanti la storia dei personaggi fin dagli antefatti – è una cacata dura come la pietra.

    Perdonami ma sto lavorando. Mi verranno in mente altri WTF ma questi mi pare che mancassero nella tua lista aperta. Spero di scriverti ancora

    • Ubikindred
      dicembre 15, 2014

      Ciao Marok, in effetti, sinceramente non ho idea se le onde di marea fossero credibili o meno (in effetti il pianeta potrebbe comunque non essere così vicino a Gargantua dato che il tau estremamente alto sarebbe accettabile a distanze molto più alte di quelle necessarie per ottenere quell’effetto con un buco nero supermassivo non rotante), mettiamolo nei WTF forse che sì forse che no. Per quel che riguarda Saturno, ho pensato (memore di diverse soluzioni simili in tantissimi romanzi di SF letti) che il wormhole non potesse essere posto troppo all’interno del sistema solare a causa di “interferenze” causate dal campo gravitazionale solare. Diciamo che potrebbe starci. Idem per la stazione orbitale (il piano A), dato che, almeno così l’ho pensata io, una volta ottenuti i misteriosi “dati quantici” l’equazione del tutto potrebbe aver dato all’umanità il pieno controllo della forza gravitazionale, rendendo indifferente il problema del campo gravitazionale terrestre e quindi la necessità di costruire la base in orbita invece di farla semplicemente sollevare dalla superficie terrestre (senza contare che la NASA non ha evidentemente più i mezzi per costruire una base spaziale nell’orbita di Saturno, se mai li ha avuti). Anche io spero di leggerti ancora.

  3. Mario Serpe
    dicembre 14, 2014

    L’unicità della pellicola sta nel fatto che sf coi controc.. non se ne fa più. Se penso al film come ad un opera fine a se stessa che non ha la pretesa di spiegare ma di raccontare, allora lo trovo un gran bel film di cui non mi pento d’averlo guardato al cinema. Per il resto fotografia eccezzionale ed interpretazioni molto più che buone, anche se Matt appena scongelato che fa a cazzotti… Condivido le tue conclusioni e tanto per capirci ho adorato Star Trek Enterprise cosa che fa venire l’orticaria ai Trekker duri e puri

    • Ubikindred
      dicembre 15, 2014

      Infatti, il mio punto principale è proprio quello, di SF che non sia una forma mascherata di fiaba o di fantasy (si pensi all’ultimo grande kolossal di SF “per adulti” uscita al cinema, cioè quella ciofeca di Avatar) non se ne vede da tempo immemorabile. Poi, veramente, povero Matt, io mi immagino questo dialogo:
      Nolan: – “Matt, ti voglio assolutamente per il mio ambiziosissimo film di fantascienza, il tuo personaggio è interessantissimo e ricco di sfumature”
      Damon: -“Perdindirindina, Christopher, molto volentieri! Ma dimmi di più, cosa dovrà fare il mio personaggio?”
      Nolan: -“Fondamentalmente il coglionazzo”.
      Quanto a Enterprise, complice anche Bakula ma soprattutto le bocce della Blalock, a me è piaciuta parecchio, a parte la discutibile terza serie con gli Xindi, che ho trovato un po’ meh. L’unica serie di Star Trek che non sono mai riuscito ad affrontare è Voyager, nonostante io credo di potermi definirte comunque un Trekker agguerrito.

  4. Alessandro
    dicembre 15, 2014

    (Giusto per fare i peli, è stato girato in 35 e 70mm. Per il resto condivido.)

  5. Ubikindred
    dicembre 16, 2014

    Sinceramente sapevo solo dei 35mm, non dei 70mm, ma come si suol dire, buono a sapersi, grazie.

  6. Marok
    dicembre 20, 2014

    Ciao,
    ecco che riscrivo.
    Ho trovato questo, ci sono parecchi altri WTF che spero apprezzerai, e altri contestati che hai già citato. Comunque una discussione stimolante.

    Una nota sul primo pianeta visitato, quello con le maree. D’accordo con te, potrebbe essere lontano, ma quanto lontano?
    Considerando che io ho studiato linguistica e logica formale e di fisica non capisco granché (però non sono neanche completamente scemo), mi dico: abbiamo un buco nero supermassivo che, rotante o no, ha un disco di accrescimento di dimensioni paragonabili a quelle di un sistema solare tipo il nostro, o giù di lì; poi abbiamo delle stelle che ancora non hanno raggiunto il disco di accrescimento, ma che sono risucchiate dal buco nero supermassivo, le quali hanno dei pianeti che vi orbitano attorno (come quei dodici del film); e queste stelle (che nel film non ci sono) forniscono l’energia necessaria alla vita, come nel terzo pianeta; io credo che non si possa ragionevolmente supporre che le orbite di questi pianeti siano stabili, nemmeno nel breve periodo, e che, se quindi sono stati strappati ai loro sistemi solari, come minimo dovrebbero avvicinarsi sempre più rapidamente al buco nero, non dovrebbero rotare (nel senso che dovrebbero mostrare sempre la stessa faccia al buco nero) e di conseguenza anche le onde dovrebbero essere ferme.
    Sarebbe interessante intervistare un buon scrittore HARD SF (chesso’, Larry Niven?) per chiedergli quali potrebbero essere le conseguenze per la gravità su uno di questi pianeti, e che tipo di futuro, e su quale scala di tempo, potremmo aspettarci per una colonia ivi trasferita.
    Forse questa è una delle falle più grosse del film.

    Certo, poi c’è sta storia delle radiazioni che dicono i tre tipi nell’intervista, che sterilizzerebbero qualsiasi pianeta vicino a un buco nero…. vabbè va, n’altro WTF

    Ciao e grazie
    Marco

  7. Marok
    dicembre 21, 2014

    Il link, che ieri non ho incollato nel post:

    http://www.space.com/28063-scientists-explain-the-science-of-interstellar-film.html

  8. Ubikindred
    dicembre 22, 2014

    Mah, alla fine io credo che una posizione stabile di qualche tipo potrebbero anche trovarla, come riportavo, esistono sistemi abbastanza stabili nel medio periodo (parlando di stelle) in equilibrio con buchi neri. E’ effettivamente più WTF il fatto che le radiazioni provenienti dal disco di accrescimento non sterilizzino tutto quello che incontrino (e, in effetti, un astrofisico vero, mi ha fatto notare un altro problema, ovvero che nel film non si tiene conto del redshift, fenomeno che, di fronte ad un tale delta gravitazionale da elevare Tau, dovrebbe esserci. Va anche detto che rappresentare il redshift, cinematograficamente, potrebbe essere un po’ pesante :D)

  9. mauro simoni
    gennaio 21, 2015

    Ho i problemi di geometria di mia figlia da svolgere, ma l’inizio e la fine mi piacciono e in mezzo c’è che é un film Stupendo.., sottoscrivo tutto

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