Roadmap to Avengers 2 – Age of Ultron: Iron Man 2


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Ci siamo, sta per arrivare Avengers 2: Age of Ultron, scritto e diretto da Joss Whedon e con tutti i personaggi della prima pellicola, più un paio di nuovi. Qui si parlerà dei film che hanno creato l’universo cinematografico Marvel (da ora MCU) e di luci e ombre di un’operazione che ha cambiato il modo di proporre i super eroi al cinema.

“Uh devo scrivere la recensione di Iron Man 2 per i Folli. Ora lo riguardo, va”
Stacco.
Il sottoscritto è sul divano, in posizione fetale che borbotta cose incomprensibili. L’audace che osasse porgere l’orecchio per identificare le sue parole, percepirebbe un’antica maledizione azteca che recita “la fissa chi v’a murt'”.

Dopo un Iron Man e un Hulk che, tutto sommato, divertivano, intrattenevano e ponevano le basi, ci stava lo scivolone, dai. Diciamocelo. Dai. Su. Dai. Eh? Su. Dai.
Il problema è che quando lo scivolone è QUESTO, a te un po’ rimane il dubbio che ti stiano prendendo per i fondelli. Le prime perplessità le ho avute quando hanno cominciato a circolare le notizie sul film, su Mickey Rourke che faceva Whiplash, il cattivo di questo episodio. Era il periodo di grande rilancio di Rourke, Rourke era ovunque, andavi al bar a prendere cappuccino e cornetto e chi te lo serviva? Mickey Rourke. Tornavi a casa e trovavi la tua donna a trombare con qualcun altro e chi era? Era Mickey Rourke. Ti infilavi sotto le coperte per trombare la tua donna e invece chi ci trovavi? Ecco.

Insomma, siccome il cattivo del film è un russo che è stato nelle prigioni russe, Mickey Rourke decide che il metodo Stanislavskij è la strada (e ce lo immagino, che biascica una cosa tipo “metodo Stranil…Stanikla…Starsisk…’fanculo, il metodo Gorbachev, ecco”) e che quindi lui andrà a stare in una prigione russa per calarsi meglio nei panni del personaggio. Ora questa immane stronzata ci è stata raccontata da qualsiasi sito di cinema o giornale che scrivesse del film. E io mi chiedo come accidenti tu possa pensare che, davvero, DAVVERO, qualcuno ci creda. Tant’è che l’unica foto che gira dell’esperienza è Rourke steso su una brandina che ghigna beffardo.
Ecco, la cosa della prigione russa incarna perfettamente il problema di Iron Man 2: la forma sulla sostanza, la necessità di apparire fighi sulla solidità di una pellicola scritta degnamente. Perché, si sono chiesti, cosa aveva funzionato nel primo film? E si sono risposti, ovviamente, Robert Downey Jr., i dialoghi da guerra dei sessi tra Tony Stark e Pepper Potts, il suo ruolo di sciupafemmine incasinato e inaffidabile. Qualcuno, ne sono certo, ha alzato la mano e ha fatto presente che nel film precedente le scene d’azione erano tre, TRE!, e che non è che fossero poi il capolavoro.

Quindi si sono seduti e hanno preparato lo script di Iron Man 2. In quale modo? Hanno preso quello che funzionava e l’hanno moltiplicato all’infinito, fino alla nausea. Hanno preso quello che poteva funzionare meglio, le suddette scene d’azione, e l’hanno lasciato sostanzialmente invariato (quindi ci sono, di nuovo, tre scene d’azione, TRE!, e non è che siano poi il capolavoro). Le cose che funzionavano hanno continuato a funzionare male.

Non c’è molto da dire, su Iron Man 2, a parte che è un film brutto. Ma proprio di quella bruttezza in malafede che ti fa venire il nervoso perché capisci che non c’è stato sforzo, non c’è stato impegno, c’è stata solo la voglia di mungere goffamente la mucca, con fare dilettantesco, disinteressandosi del risultato. Risultato che consiste in due ore di dialoghi fitti in cui non si dice niente, in cui non c’è un momento che non sia noioso, in cui si butta qualche ammiccata all’universo Marvel, così da fare del sano fan service (guarda! C’è lo scudo di Capitan America! Wow!). Arrivi alla fine che sei stremato da un sacco di dialoghi vuoti e dalla netta sensazione che sia tutto andato storto, senza scusanti. Ti guardi la scena post titoli di coda che annuncia il film successivo (Thor, per la cronaca) e pensi “Oh dai, andrà meglio la prossima volta”.

Ecco, spoiler: non molto.

Iron Man 2 – WikipediaIMDb

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi “Perché sto guardando Step Up 4?”. La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po’ di importanza ce l’ha, ma sorvoliamo).

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This article was written on 01 Apr 2015, and is filled under Scuse per parlare di film.

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