Roadmap to Avengers 2 – Age of Ultron: Iron Man 3


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Ci siamo, sta per arrivare Avengers 2: Age of Ultron, scritto e diretto da Joss Whedon e con tutti i personaggi della prima pellicola, più un paio di nuovi. Qui si parlerà dei film che hanno creato l’universo cinematografico Marvel (da ora MCU) e di luci e ombre di un’operazione  che ha cambiato il modo di proporre i super eroi al cinema.

Nell’ambiente dei patiti di film di supereroi, parlare di Iron Man 3 equivale a gettare un fiammifero nella proverbiale polveriera e poi stare a vedere cosa succede. Di solito i casi sono due: o il fiammifero si spegne e l’interpellato dice che sì, dai, non era così male oppure la polveriera esplode e comincia il dramma di qualcuno che, nel migliore dei casi, maledirà la Marvel, Robert Downey Jr. e pure i fratelli Lumière.

Ora, sarebbe sbagliato dire che si tratti di un film perfettamente riuscito o che rispecchia fedelmente quella che è l’idea Marvel di film di super eroi. Ciononostante, rimane un bel successo, specialmente viste le basi da cui parte.

Alla sceneggiatura e alla regia c’è Shane Black. Se non sapete chi sia – a parte che vorrei cambiaste sito, grazie – vi basti sapere che ha dato vita al franchise di Arma Letale (abbandonato al secondo capitolo per divergenze con la produzione che non accettava la sua idea di uccidere Mel Gibson alla fine del film), ha scritto Last Action Hero (più o meno, è stato chiamato a metterci una pezza) e L’ultimo boyscout e che, a un certo punto, era abbastanza ricco da essersi ritirato dal mondo del cinema intorno alla seconda metà degli anni novanta, per ritornare una decina di anni dopo con Kiss kiss, bang bang (con un Robert Downey Jr. pre-ritorno in grande stile).

Black è uno scrittore bravissimo, quando si tratta di hard boiled, di action, di dialoghi. Parliamo di un uomo che, in riferimento al primo Arma Letale, disse di averlo ambientato durante il Natale perché per quanto una storia sia cupa, voleva dargli una nota di speranza. Poi Gary Busey sfonda il salotto di casa Murtaugh con un auto e lui e Riggs si prendono a mazzate sotto la pioggia. Capito il tipo, no?

A questo punto, come potete pensare che sia la persona adatta per un film della Marvel? Cosa avevano in mente, gli studios, quando lo hanno guardato e hanno detto “sì, dai, è perfetto”?
Iron Man 3 parte post Avengers e mostra un Tony Stark in crisi, con attacchi di panico, ossessionato dall’idea di non essere in grado di proteggere chi gli è vicino da poteri più grandi di lui. Stark si ritrova a dover affrontare un nemico inatteso, che arriva dritto dal suo passato, e a dover affrontare il suo lato più fragile, quello umano, privo di armatura.

Shane Black prende i personaggi e li decostruisce, li denuda, li mostra per quello che sono: esseri in carne e ossa che rischiano la morte a ogni passo. Altresì prende le armature di Iron Man e le rende dei pezzi di metallo, delle protezioni e delle armi, spogliandole della loro personalità perché, alla fine, sono solo mezzi attraverso i quali si muove il protagonista (un discorso molto simile a quello che fa John Woo con le pistole, nei suoi film, mutandole da segno di riconoscimento dell’eroe in mezzi di morte perfettamente intercambiabili). È un film che mantiene quello che promette, ma quello che promette e mantiene non è quello che lo spettatore medio forse si aspettava, entrando in sala.

Volendo trovare dei difetti, i cattivi non funzionano, sono poco carismatici, hanno un piano d’azione confuso (che è un po’ il marchio di quasi tutti i cattivi Marvel) e hanno dei poteri che, non essendo tecnologici, un po’ stonano se messi a confronto con le armature di Stark.

La questione Mandarino viene affrontata in modo divertente e inatteso, ma ha fatto infuriare i fan per la gestione di uno dei cattivi portanti del mondo di Iron Man. Inoltre, si respira un po’ di aria di sgombero, poiché si sa che Robert Downey Jr. sta abbandonando la barca e ancora non è ben chiaro che strada prenderà il franchise. Non da ultima, la scena finale post titoli di coda è insignificante e, come tale, ti uccide l’aver dovuto aspettare del tempo per vederla.

Io il fiammifero l’ho gettato. Al resto ci pensate voi.

Bonus track: Shane Black ci spiega come si scrive un film, secondo lui.

Iron Man 3 – IMDbWikipedia

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi “Perché sto guardando Step Up 4?”. La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po’ di importanza ce l’ha, ma sorvoliamo).

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This article was written on 10 Mag 2015, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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