Jurassic World: forza Velocipiccy o dell’uomo che sussurava ai dinosauri


Ho già esaurito la quota ammicca al lettore col titolo e possiamo passare subito oltre.

Amo i dinosauri (sai la novità, come tre miliardi di altre persone) e sono convinta che se avessi avuto un po’ meno di provincia nelle vene sarei diventata un’ottima dinosaurologa (lo sto scandendo come Rain Man scandiva sono un ottimo guidatore) perciò beccatevi l’intro e tutti i colpi di gomito che vi meritate. Sì ho barato dicendo che avrei smesso subito.

Se in un film c’è un dinosauro, ci sono altissime probabilità che sia un film di merda.

da La Teoria del Dinosauro.

Jurassic Park – Uscì nel 1993 ma Spielberg che, come sempre ci vede lungo, già sul finire degli anni ’80 aveva acquistato i diritti cinematografici del libro di Crichton (che conservo come una reliquia) ancor prima che lo pubblicasse. Per la prima volta si faceva un massiccio uso di computer grafica e, soprattutto, nascevano i bestioni in animatronics che risultavano assolutamente credibili. Isla Nublar è la culla dei nuovi dinosauri clonati da un incrocio tra il dna recuperato dal sangue succhiato da zanzare cristallizzate nell’ambra del giurassico e quello di anfibio. Il ricco e visionario magnate Hammond vuole realizzare un parco a tema e fa le prove generali d’inaugurazione con gli scienziati Sam Neill, Laura Dern e il matematico Jeff Goldblum. Jurassic Park ha creato un mondo perduto realistico e fantastico allo stesso tempo. A distanza di 21 anni l’integrazione cgi e attori rasenta ancora la perfezione e non è semplicemente accettabile come quella di Matrix Reloaded e Revolution ad esempio o più recentemente come per il reboot di Spider-Man o l’ultimo Hobbit. Con Jurassic Park la paura e l’attrazione verso mostri mitologici e realmente esistiti era diventata possibile e tangibile seppure per soli 127 densissimi minuti.
Dino-watching: BrachiosaurusDilophosaurusGallimimusParasaurolophusTriceratopsTyrannosaurusVelociraptor.

Quanto mi secca avere sempre ragione – Dr. Ian Malcolm.

The Lost World – Jurassic Park – Esce nel 1997, dirige sempre Spielberg ma non c’è la stessa magia del primo. Ci sono molte cose buone sparse su Isla Sorna, l’isola gemella di Isla Nublar dove sono continuati gli esperimenti. Ci sono i dinosauri piccoli e famelici, torna Jeff Goldblum, compaiono Julianne Moore, Pete Postlethwaite, Peter Stormare. Il realismo delle bestie giurassiche è perfezionato ma pare tutto annacquato dalla necessità di chiudere in positivo il bilancio produttivo, c’è più mestiere che cinema, più voglia di ottenebrare il pubblico con la spettacolarità che intrattenerlo con la fantasia.
Dino-watching: CompsognathusGallimimusMamenchisaurusPachycephalosaurusParasaurolophusPteranodonStegosaurusTriceratopsTyrannosaurusVelociraptor.

Lei aveva ragione e io torto. Se la sarebbe mai aspettata questa frase da me? John Hammond.

Jurassic Park III detto anche metti le mani in una montagna di merda giurassica che suona – Nel 2001 Spielberg si mette alla produzione mentre alla regia c’è Joe Johnston. Stavolta con uno stratagemma gabbano Sam Neill per farlo andare su Isla Sorna a cercare il figlio di Tea Leoni e William H. Macy, scomparso dopo aver fatto kite surfing nelle vicinanze. Massì certo Isla Sorna dovrebbe essere protetta minimo da mura in adamantio e invece ci puoi fare una capatina. Un film irritante dove in ogni fotogramma speri che il carnosauro di turno si mangi i protagonisti come stuzzichini dell’happy hour. La palma del fastidio supremo va alla suoneria del telefono satellitare. Infine, grazie a una stampante 3D prototipo abbiamo anche un fischietto speciale per fare due chiacchiere coi Velociraptor. Allora il sindacato vi ha fatto aumentare il cachet? Sì ma abbiamo dovuto indossare delle piume. In compenso ci pagano anche gli straordinari. Batti il cinque.
Dino-watching: Qualsiasisauro – Grossosauro – Piùgrossosauro – Piùgrossoancorasauro.

Nessuna forza né in cielo né in terra, potrà trascinarmi su quell’isolaAlan Grant.

Una nota sul franchise in generale: al diavolo la rispondenza precisa e maniacale con la realtà perché se è vero che i dinosauri sono documentati e classificati è anche vero che non stiamo facendo un trattato di paleontologia per l’università di Harvard per cui tutte le obiezioni eh ma non è che la pelle del qualsiasisauro è esattamente di quel colore, eh ma il libro era meglio, eh ma il cippasauro viveva nel cretaceo superiore. Ecco, a voi auguro di aver bisogno della toilette presto. Non so nemmeno perché ho dovuto scriverla ‘sta cosa a parte il fatto che avevo bisogno di una scusa per mettere LA foto.

Devo dirti due paroline

Colin Trevorrow ci sta dentro
Ora. Una cosa va detta subito. Colin Trevorrow (ve lo ricordate Safety not guaranteed? Ecco era roba sua) ci sta dentro. Pigliare in eredità un tale reboot può essere l’occasione della tua vita o l’ultima cosa che ti fanno fare a Hollywood. Senza contare la sfiga immane che ti può portare un dinosauro al cine. Ci sta dentro perché riesce a mettere in scena roba onesta (qualche mattana la fa anche lui come la citazione in odore di pretenzìa da Gli Uccelli di Hitchcock però coi Pterodonti ma oh, io gliela perdono un po’ di arroganza, ci stava) e che con tutta probabilità coincide con quello che avrebbe voluto vedere lui in un film di dinosauri. Chiaramente con tutte le ristrettezze decisionistiche del caso. Dico che è un film onesto perché se io vado a vedere dei mostroni giurassici non è che ho voglia di intrecci di trama complicati ma nemmeno di essere presa in giro. E Jurassic World non ti prende in giro. Ripeto, NON LO FA.  È divertente? Sì ma non scemo. È superficiale? Sì ma cosa vogliamo fare un trattato sul comportamento dei Tirannocosi in cattività? Vi vedo lì che mormorate i vostri commentini sì sì mi sono divertito ma sempre con quella punta di snobismo irritante da salotto per cui ok il giurassico riempitivo ma ora mi guardo una retrospettiva di Tom & Jerry e allora sì, che stile, che inventiva che modo di divertirsi intelligente. Vi cascasse una tegola sul coppino.

Chris Pratt, l’uomo che sussurrava ai dinosauri
Saranno anche rumors che lo stiano prendendo in considerazione, ma se dovessero davvero ricominciare Indiana Jones non è che c’è da andare a cercar troppo lontano. È semplicemente stoico sulla moto mentre sgasa amico e rispettoso dei Velocipiccy o mentre dice cose cazzone o mentre mette su espressioni di stupore. Ammicca ma non troppo, ha i bicipiti ma non troppo, non è una macchietta, non dice una parola di più. Possiamo dire che il film ruota attorno a lui come perno umano fondamentale? Possiamo dirlo.

Siamo la coppia pù bella del mondo e ci dispiace per gli altri

Bryce Dallas Howard
Ecco lei sì è simpa, per l’amor di dio e ha anche una piega fantastica sia liscia che mossa, non è stupida ma è evanescente il suo personaggio. Brava eh, ma ricordassi una battuta o una scena sua.

Quota nerd & scienziati
Scarsa. Non ci sono scienziati a raccontarci i vari punti di vista delle implicazioni che può avere il riportare in vita animali estinti tanto, tanto tempo fa. Non ci sono matematici o paleontologi ma piuttosto esperti di marketing. Siamo di nuovo su Isla Nublar con un parco a tema funzionante e che guadagna una montagna di soldi, ma che deve anche spenderne altrettanti. Un magnate indiano se ne occupa commissionando ogni anno una nuova attrazione, ed è così che nasce un incrocio genetico segretissimo che si chiama Indominus Rex. Una specie nuova, una sorta di Golem giurassico e intelligente come settecento faine fameliche e che riesce a scappare dal recinto. Il ruolo del grillo parlante è delegato a un tizio – simpa anche lui eh con la sua maglietta vintage del primo Jurassic Park, ma chi cazz’è? – che dice le cose giuste ma non ha la caratura di un Jeff Goldblum. Ecco se devo proprio dirla bene la cosa più debole in assoluto di Jurassic World – a parte Pratt – è il cast. Una mosceria.

Lo Stronzo
C’è anche Lo Stronzo ed è Vincent d’Onofrio, un signor stronzo (monumentale in DareDevil ma è altra cosa, un altro campionato) ma non è convinto nemmeno lui fino in fondo. È più lì a dar fastidio che a fare il cattivo. Ma tutto questo non è una brutta cosa in relazione al fatto che i veri protagonisti sono loro, i dinosauri.

Dino-watching
Vedere Jurassic World è un po’ come visitare metaforicamente Jurassic Park. Si ritorna sul luogo dove tutto ebbe origine, diventato esso stesso un reperto archeologico esattamente come le nostre sensazioni al cospetto del film del 1993. Le prime sequenze introduttive ci mostrano i dinosauri ad altezza uomo, in soggettiva e allora vedi gamboni, dentoni e code ma solo quando entrano nell’inquadratura. Poi man mano ci si addentra nel parco e nel film, le scene si aprono, l’occhio spazia e così anche le dimensioni e l’eccezionalità delle bestie si palesa. Vien quasi da usare la parola metafisica accostata alla parola esperienza se non fosse che ho paura che mi succeda qualcosa di brutto nello scriverle tutte e due vicine. Non vi faccio l’elenco delle specie che compaiono, vi basti sapere che NON ci sono i Qualsiasisauro fini a se stessi, per cui son tutte buone notizie.

Cucù

Dino’s death match
Se hai a disposizione esemplari di Grossosauro come minimo devi farli interagire – al di là della pura ammirazione per la loro pantagruelica dimensione e presenza scenica. E due sono le scene memorabili costruite al fulmicotone: l’inseguimento con la moto e i Raptor cacciatori ovvero pura adrenalina, si sente l’odore delle palme umide divelte dagli artigli e il rumore dei denti che battono in attesa di avventarsi sulla preda insignita. E poi la scena di mazzate dinosaure finali nella quale ho ritrovato l’entusiasmo provato con i Kaiju e Cerno Alfa.

Non tutto è perduto, amici, non tutto è perduto.

Jurassic World WikipediaIMDb

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

3 Comments

  1. ta
    giugno 12, 2015

    “se dovessero davvero ricominciare Indiana Jones non è che c’è da andare a cercar troppo lontano”

    quando ho sentito il rumor non ho sentito il rumor, ho sentito *Pratt* e *Indiana Jones* nella stessa frase e TUTTO HA AVUTO IMPROVVISAMENTE SENSO

    • Daniela Elle
      giugno 15, 2015
      Daniela Elle

      Ma guarda son proprio daccordo, lo prendessero tipo subito!

  2. […] film di venti anni fa, però con più ritmo, machismo (Chris Pratt, fossi donna ti amerei), denti, velocipiccy, critica alle rose a genetica-militari-corporation ed FX, con bonus addirittura di romance in giro […]

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This article was written on 11 Giu 2015, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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