Il folle e pigro commento dei trailer del San Diego Comic-Con


A un certo punto stavamo guardando i trailer e abbiamo iniziato a parlarne e ci siamo detti (io, Luca, Giacomo e Pilloledicinema) “perché non ammorbare pure i nostri amati lettori?”. Perché sarebbe carino non farlo, direbbe il buon cuore. Ma, si sa, la vita è cattiva e, quindi, eccovi impressioni a caldo, più o meno.

 

Justice League

Fabrizio: io ve lo dico chiaro e semplice, raga: non ce la posso fare. Dopo Man of Steel, Batman V Superman e Suicide Squad sono tipo uno che ha subito la Ludovico Van. E il trailer non aiuta: ci sono Batman, Wonder Woman e una serie di gregari imbarazzanti.

Luca: prima di tutto Cyborg è bruttissimo. Con tutto che hanno un budget superiore al PIL del Paraguay la metà robotica del suo corpo sembra fatta con Paint. Poi ok che torna Superman, ma se dovevano rivelarlo così tanto valeva rifare come con Doomsday. Ah, e la cover di Come Together fa accapponare la pelle, oltre a riuscire ancora più didascalica della colonna sonora di Suicide Squad.

Giacomo: in ordine sparsissimo. Non un grande fan dei film DC: una cosa a caso che odio i loro combattimenti composti da pugno fortissimo, nemico che vola tre chilometri, gente che si rialza e si mette in posizione. Ma questo trailer, anche grazie ad un discreto Wonder Woman, mi fa sperare da un lato e consegna l’ulteriore convinzione che Flash non sarà altro che il Quicksilver degli X-Men della Fox. Da guardare attentamente per scoprire le sequenze in cui il baffo di Henry Cavill è stato rimosso digitalmente. Stop.

Pillole: ehi ragazzi, non stavo nella pelle. Ommioddio il nuovo film tratto dai fumetti della DC che al cinema ha portato solo cose belle e il… Ok dai faccio il serio.  Io i film della DC non li reggo più, li trovo insopportabili, pretenziosi e questa riunione di gente vestita di scuro non mi sembra che abbia grandi novità. E poi chiediamoci se veramente vogliamo un trailer dove la cosa più figa è la citazione di Jurassic Park e non Hulk che si lancia contro una gigantesca faccia demoniaca infuocata.

 

Pacific Rim: Uprising

Fabrizio: credo di essere uno dei pochi che, passata la fotta iniziale, non rinneghi il primo Pacific Rim. Non è un capolavoro, ha un sacco di problemi, ma rimane dannatamente divertente. Questo sembra un direct to dvd con la CGI di un videogame della metà degli anni 2000.

Luca: io invece sono un detrattore della prima ora. Qualche scena divertente non salva un film in cui perfino il discorso di Idris Elba resta lì moscio. Questo ha una serie di immagini in CGI senza una scena di lotta e neanche l’ambizione di Del Toro. John Boyega, licenzia il tuo agente subito.

Giacomo: qui si prende la strada Transformers, non per quanto riguarda l’epicità ma per quanto riguarda un’eventuale linea futura di action figures tutte colorate e tutte bellissime, da fare pum pum con la bocca mentre ci si gioca. John Boyega spero ci creda un pelo di più perché mi hanno convinto più volte a prendere il McMenù grande al posto di quello medio che lui con il suo “Join the Uprising”. CGI da strapazzo.

Pillole: la buona notizia è che vedremo Pacific Rim 2. Quella cattiva è che il merchandising di riferimento saranno i giocattoli da $ 19.99 per ragazzini sotto i tredici anni e non action figures di almeno $ 69.99 per nerdaccioni di ogni sesso e in età da lavoro. Onestamente da questo trailer non si può dire altro. Niente combattimenti, nemici, comprimari. Solo robot in penombra e una colonna sonora che non sembra nemmeno l’ombra di quella del primo. Spero di sbagliarmi di grosso, ma sarà pane per i denti dei ragazzini. Però se avete un nipote sapete cosa regalargli a Natale.

 

Thor: Ragnarok

Fabrizio: ho solo io l’impressione che pure loro non fossero molto sicuri di cosa volevano fare? Cioè, visivamente mi piace molto, sia chiaro, ma per il resto sembra c’abbiano messo I guardiani della galassia (humor compreso), i tocchi di fantasy sf alla giapponese e, ancora una volta, Loki. E com’è che Hulk ora è senziente?

Luca: a me è piaciuto. Thor che ha perso tutto, una squadra da mettere insieme (c’è un montaggio più bello del cinema di quando si mette insieme una squadra?), un’attitudine un po’ cazzona perché tanto sai che nessuno può morire. E poi mi pare che Thor si evolva: nel primo deve tornare Thor, nel secondo ritrova il suo ruolo, in questo diventa un leader.

Giacomo: un mostrone enorme di fuoco. Hulk che parla. JEFF GOLDBLUM. L’atmosfera da anni ‘80 che se ora non la inserisci sei un pezzente. Un Thor più sciolto. Il ritorno di Loki. Una Cate Blanchett che pare divertirsi come una matta. Ma di che stiamo ancora qui a parlare? Non aspetto altro che questa commedia-supereroistica-action-scif-nostalgica ma paracula.

Pillole: il primo Thor non l’ho visto perché un sacco di gente mi diceva che faceva cagare. Il secondo perché non avendo visto il primo mi pareva tempo sprecato. E il terzo? Questo trailer mi ha convinto? Sì, cazzo. Certo, bisogna dirlo (ehm, ripeterlo), sembra più che altro il trailer del terzo film sui Guardiani della galassia, ma davvero frega a qualcuno? Per me oltretutto i supereroi ormai hanno senso solo in chiave cosmica. O in alternativa che almeno siano Marvel.

 

Kingsman 2: The golden circle

Fabrizio: il trailer fa il suo sporco dovere, sembra un more of the same del precedente, ma fatto bene, con alcune scene notevoli e, soprattutto, mi fa morire la presenza di Colin Firth che neanche si mettono a spiegare, ma danno appurato che c’è e amen.

Luca: MADONNA QUANTO E’ FIGO PEDRO PASCAL. Poi gli Statesman che vestono da cowboy con il lasso al posto dell’ombrello sono un’idea bellissima. Mi aspetto un sacco di scambi di battute tra inglesi e americani e spero che Roxy non muoia, è un personaggio che non dovrebbe essere così sacrificato.

Giacomo: che cast, signori. Scene di combattimenti che paiono spettacolari, un inseguimento con il taxi su My Generation dei The Who e, citando Luca, più Pedro Pascal viene inserito nei film contemporanei, più il cinema non ne può non giovare. Non un grande fan del primo ma questo pare possa contenere almeno qualche scena in grado di dare soddisfazione. Non completamente convinto da Julianne Moore cattiva.

Pillole: tutto sembra essere sin troppo uguale al primo Kingsman per essere veramente questa la realtà. Se così fosse avremmo una saga che già dal suo secondo capitolo rinuncia a qualsiasi passo non dico avanti ma almeno laterale per diventare la parodia di se stesso partendo da qualcosa che già urlava fortissimo il suo essere parodia. Sì Sir Elton John, sto guardando proprio lei. Gli ombrelli, l’antagonista che fa l’imprenditore (pardon, l’imprenditrice), le scene action funamboliche, l’inseguimento della moda del completo in giacca e cravatta senza per forza sembrare tuo nonno. Tutto bello, però occhio che tutta sta roba l’abbiamo già vista.

 

Jigsaw

Giacomo: in un’epoca in cui si realizzano reboot nel tempo che passa da un’Olimpiade e l’altra, qualcuno tira fuori le palle: un maledetto sequel a distanza di anni. Gli elementi per ricominciare ci sono tutti, le trappole sembrano tutte notevoli e, soprattutto, pare esserci un po’ di black humor. E’ davvero la volta buona che L’Enigmista torna a riprendersi Halloween. Grazie Jigsaw. Se poi si collegano al finale del settimo capito…

Pillole: parliamoci chiaro, la saga di Saw ha senso solo se con un livello di gore intenso uccidi personaggi cattivi con trappole crudeli. Poi ovviamente i primi capitoli avevano quella sceneggiatura dove tu poi ricollegavi tutto dicevi aaaaaaaah e ti sembrava anche giustificato il fatto che quel disperato venisse smembrato vivo per non aver utilizzato lo scovolino del cesso a casa di suo zio cinque anni prima. Il punto è che senza un casino di sangue e cattiveria Saw è noioso. Voi ne avete visto sangue? Io no. Voi ne avete sentito urla? Io sì, però ho pure sentito una chitarra country del cazzo.

Fabrizio: faccio coming out: ho visto solo il primo capitolo di Saw. Poi mi sono distratto ed erano diventati settordici e non ho mai avuto la pazienza/voglia/tempo/banda di recuperare il tutto. Quindi, niente, alzo le mani e, prima o poi, farò in modo di redimermi (spoiler: no).

 

Leatherface

Giacomo: un prodotto che pare essere concepito per la distribuzione immediata nei cestoni del Mediaworld. Mai dire mai, ovviamente, anche grazie alle aspettative bassine nonostante il sangue pare che scorra a fiumi. Ci spero pochissimo e gli occhiolini ai fan della saga sono tantissimi.

Pillole: da quanto si vede ad occhio e croce bisogna sperare che faccia il suo lavoro e in questo senso il fatto di essere concepito come direct to video non è necessariamente un male, anzi forse per prodotti di questo tipo è la strada più sensata. Di norma però i prequel mi fanno cagare per il loro sbatterti in faccia il brand e poco altro. Qui tutta la roba della motosega e della faccia di cuoio sembra rispondere proprio a questa esigenza, ma in compenso c’è quel ragazzino gracilino con quell’enorme testa di vacca. Punto tutto su di te regazzino gracilino con la testa di vacca, perché tutto il resto mi sembra imbarazzante.

Fabrizio: mah, vi dico, io non è che sia uno di quei puristi che non vuole si tocchino le sacre icone. Ma la domanda che mi pongo è: ma chi se ne frega della nascita di Leatherface? Il trailer non mi pare particolarmente interessante, quindi, oh, se mi passa su Netflix, in un pigro pomeriggio domenicale, posso pure prenderlo in considerazione, altrimenti, no grazie.

 

Bright

Fabrizio: io con Will Smith c’ho il rapporto da “ti amo poi ti odio poi ti amo” e questo mi attirava molto. Dal trailer pare una versione più seriosa di Alien Nation, ma con la magia e quindi, mah, non so, anche perché il setting non è proprio proprio chiarissimo. Vedremo.

Luca: l’importante è che Will Smith faccia il poliziotto e abbia una spalla da prendere in giro. Che poi sia Martin Short o un orco è uguale, ma per favore non fategli più fare il pubblicitario hipster depresso ché mi deprimo anch’io.

Giacomo: il metaforone sul razzismo l’ho notato solo io? Tralasciando questo, un buddy movie con Will Smith ce lo si guarda sempre volentieri e David Ayer ha già dimostrato che sa dirigere brutali polizieschi metropolitani. Piuttosto convinto che sarà il film alternativo del Natale di quest’anno.

Pillole: fermi tutti, mano sul cuore. Bright è l’unico film della lista a non essere un sequel/prequel di qualche altro film e non a caso è l’unico che sembra voler distinguersi. Non a caso lo si vedrà su Netflix invece che al cinema. Il primo dubbio è che, mentre le serie Netflix spaccano, i film Netflix spesso non riescono ad acchiapparmi. Ma il problema vero a ‘sto giro non è che End of Watch incontri Warcraft: lì Ayer potrebbe anche farcela, specie senza gli imbrogli dovuti al PG-13. Il problema vero a ‘sto giro si chiama Max Landis e gli ultimi film che ha scritto vanno dal bruttino all’inutile.

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi "Perché sto guardando Step Up 4?". La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po' di importanza ce l'ha, ma sorvoliamo).

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