La La Land: quattro recensioni e un funerale


Damien Chazelle è un truffatore: vi fa credere di stare guardando un tipo di film ben definito ma a un certo punto vi accorgete che era tutta un’altra roba. Whiplash, per esempio, era il miglior film horror del 2014 (file under: recensioni che non ho mai scritto).

Mi aspettavo quindi che anche La La Land fosse una bestia strana, al punto che ho pensato di chiedere aiuto a quattro amici immaginari per capire da che parte prenderlo.

Deborah, sciampista – Desio

La La Land è il film più romantico del 2016. Prima di tutto è un musical, uno di quelli in cui tutti si fermano e cantano e ballano come se fosse normale fare così. Un po’ come quei vecchi film con Gene Kelly che guardavo da bambina con la mamma e cantavamo le canzoni tutta la sera. E poi c’è una bellissima storia d’amore fra Ryan Gosling ed Emma Stone che già mi avevano fatto emozionare un sacco in Crazy Stupid Love perché sono bellissimi e innamoratissimi. L’ho guardato su un cd piratato che mi ha dato mio figlio e purtroppo a un certo punto il film si è bloccato, subito dopo il bacio al planetario quando si chiude il tondino nero come finivano i film in bianco e nero. Appena posso corro al cinema per vedere come finisce perché loro sono bellissimi e poi ci sarà un sacco di gente che ballerà e io piangerò tantissimo.

Rocco, camionista – Perugia

La La Land è il film più crudele del 2016. Sono andato al cinema con la Gioia che voleva vedere un film d’amore con la gente che cantava e ballava. A lavoro col camion è stata una giornata lunga e poi c’era un sacco di traffico e sono arrivato a casa tardissimo. La Gioia era incazzata nera ma per fortuna il proprietario del cinema ci conosce e ci ha fatto entrare lo stesso. Ci siamo seduti che c’erano due che si baciavano e poi si chiudeva un tondino nero tanto che ho pensato “Dai che è finito!”. E invece no. Però non sembrava un film d’amore e nemmeno tanto un musical: c’erano giusto due canzoni. C’è lui che è uno stronzo e le riempie la testa di parole sui sogni e sul jazz ma poi si mette a suonare la tastiera con un gruppo di fighetti e s’atteggia tutto col fotografo senza andare allo spettacolo di lei a teatro. Giustamente lei lo manda a cacare e poi fa un figlio con un altro e poi finisce che la Gioia era furibonda che non si prende in giro la gente così e non ballava nessuno e sembrava uno di quei tristissimi film francesi che si credono tutti intelligentissimi ma poi sono pezzi di merda e alla fine c’è qualcuno che si suicida. Solo che qui non muore nessuno. Quando esce Baywatch la trascino al cinema, ché anche se non ci divertiamo perlomeno ci sarà un sacco di figa.

Matteo, storyteller – Firenze

La La Land è il film più dolceamaro del 2016. È un film che racconta tutto l’arco di vita di una storia d’amore, la Storia del Grande Amore che a un certo punto, come capita, finisce. L’inizio della Storia del Grande Amore ci viene raccontato come un musical anni 50: colorato, allegro e inarrestabile. È un tripudio di gioia e balli, speranze e sogni che si realizzeranno. La Storia del Grande Amore raggiunge il suo apice al planetario, con i due amanti che si sollevano nel cielo stellato sulle ali della loro invincibile passione. Da quel punto la Storia del Grande Amore inizia a fare i conti con un quotidiano minuscolo fatto di sacrifici, sconfitte e rinunce. Mia decide di seguire il suo sogno di mettere in scena uno spettacolo teatrale da lei scritto, diretto e interpretato. Sebastian decide invece di compromettersi con una band di cui non condivide il percorso musicale per guadagnare i soldi necessari ad aprire il locale jazz dei suoi Sogni. La relazione esplode e si ricompone, ma la vita porterà Mia lontano, e la Storia del Grande Amore finirà. In silenzio. Cinque anni dopo Mia e Sebastian si incontreranno, e sulle note di una straziante City of Stars immagineranno quello che sarebbe potuto essere se tutte le cose fossero andate per il verso giusto, e per un attimo ancora bruceranno del fuoco della Storia del loro Grande Amore.

Lisa, ingegnere – Milano

La La Land è il film più lucido del 2016. Non credete alle sciocchezze che vi dicono: questo film non è una storia d’amore, e Damien Chazelle è uno stronzo. In Whiplash c’è una scena in cui Miles Teller scarica in maniera orrenda la fidanzata nell’ossessione romantica di immolarsi per la musica e diventare il Charlie Parker di stocazzo, però suonando la batteria. Alla fine è più o meno quello che succede in La La Land: la storia di due che si piacciono e chi si amano anche un po’ e che hanno bisogno l’una dell’altro per raggiungere i rispettivi sogni. Mia, dopo anni di porte in faccia, è sul punto di abbandonare il mondo del cinema, ma incontra Sebastian e trova in lui la forza per spiccare il volo. Lui, come tutti i maschi, cincischia e alle parole non fa seguire i fatti: si svende suonando musica di merda con la scusa di metter via i soldi per aprire un locale di jazz. Lei s’incazza, poi crolla. Lui la trascina per i capelli all’ultimo provino. Lei vince tutto e parte. Si lasceranno e si ritroveranno quasi per caso: ciascuno con il proprio sogno realizzato. E nonostante ci sia ancora il tempo per immaginare “chissà come sarebbe stato se”, alla fine ciascuno va per la sua strada senza rimpianti. Perché quando i sogni sono troppo grandi a volte accontentarsi non è sufficiente.

Post mortem

La La Land è il film più bello del 2016 e Damien Chazelle è uno psicopatico.

La madre gli impedisce per lungo tempo di vedere qualunque film con il minimo indizio di violenza. Prima se li fa raccontare dal cugino, poi prova l’approccio “soft” guardando “L’esorcista” a 13 anni. Passerà i successivi 14 giorni con le luci di casa sempre accese.

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This article was written on 17 Gen 2017, and is filled under Scuse per parlare di film.

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