L’assassino è il maggiordomo


Butler

Io lo so che state lì a dire “a noi che ci frega dei maggiordomi, quei due film in croce che li hanno per protagonisti – Quel che resta del giorno e The butler – sono una palla cosmica”. Invece, a parte che se volete ne parliamo con calma dopo perché sono due film bellissimi, ma scommettiamo che riesco a farvi dire almeno cinque volte “ah giusto, c’è anche questo: come ho fatto a non pensarci”?

Strani personaggi, i maggiordomi nel cinema e nella tv: li chiamano quasi sempre solo per cognome, come a scuola (Lurch in La famiglia Addams ad esempio) e di solito chi mette un maggiordomo nella sceneggiatura lo fa con l’obiettivo di attribuire ai personaggi presso cui prestano servizio – per riflesso – un’aura di signorilità d’altri tempi: uno per tutti Coleman di Una poltrona per due, che basta quasi da solo a trasformare Billy Ray da barbone a raffinato signore upper class.

Gough_as_AlfredSempre impeccabili, elegantissimi nei loro completi scuri, discreti, apparentemente privi di sentimenti. A volte ancora più snob dei propri datori di lavoro, come Mister Carson di Downton Abbey. Eppure è proprio quando quei sentimenti ce li mostrano in sottofondo, solidi e sinceri, che si conquistano l’amore incondizionato del pubblico. Spesso grazie a pochissime battute, o nemmeno quelle: lo sguardo di disapprovazione di Hobson che induce Arturo a smettere di fare il bambino viziato nell’omonimo film. Alfred che impartisce lezioni di umiltà nientemeno che a Batman “Riconosca i suoi limiti, Signor Wayne” (Il cavaliere oscuro). Sempre Coleman che regge divertito il chewing-gum di Ofelia mentre lei limona fortissimo con Louis.

Poi ci sono i maggiordomi assurdi e divertentissimi, che prendono per il culo i propri padroni (come Riff Raff del Rocky Horror Picture Show, che si dichiara ironicamente servitore di Frankie, ma poi brasa mezzo cast prima di tornare su Transilvania), Niles nel telefilm La tata, in perenne diedgaratriba con la sprezzante C.C. Babcock, lo sguardo sarcastico di Geoffrey de Il principe di Bel Air o l’impareggiabile Cato de La pantera rosa. E come non citare Higgins di Magnum PI, affiancato dai fedeli Apollo e Zeus, mentre battibecca con Tom Selleck in costume da bagno e infradito? Ok più che altro non si può scordare Magnum, ma l’insieme gli dona, ammettiamolo. E infine ci sono i maggiordomi sempre accusati per primi di qualsiasi delitto commesso (manco fossero il lupus del Dr. House) e poi ovviamente sempre innocenti. Tranne l’invidioso Edgar che cerca di far fuori gli Aristogatti, brutto mostro!

Molti esempi, ma un unico filo conduttore: non è il ruolo a fare piccola una parte. Una buona sceneggiatura, dei dialoghi azzeccati in mano a un bravo attore possono rendere indimenticabile qualsiasi personaggio.

Allora, arrivati a fine post, cosa ne dite: ho vinto la scommessa?

La bio la faccio dopo.

5 Comments

  1. Valerio
    febbraio 24, 2015

    Da te mi sarei aspettato anche la citazione del maggiordomo di Scary Movie 2. (bel pezzo :D)

    • Chiara Bat
      febbraio 24, 2015

      Tra i miei molti difetti c’è quello di non guardare film horror. E nemmeno quelli che li perculano…
      Che tipo di maggiordomo è?

      (Se mi becca la Losini, che scrivo pur sapendone meno dei nostri lettori, mi strappa il tesserino da 88 folle sotto al naso)

  2. Daniela Elle
    febbraio 24, 2015
    Daniela Elle

    Fate pure come se foste a casa vostra, fate

    • Name *
      febbraio 25, 2015

      Gradisci una tazza di the? Limone o latte?

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