Le cinque serie tv comedy che dovete recuperare per non perire all’Inferno


Siete tristi perché vi tocca lavorare anche nel periodo estivo e nelle pause non fate altro che rodervi il fegato quando guardate su Facebook le foto dei vostri amici che sull’isola di (inserire nome random) si stanno godendo il sole tra un cocktail e l’altro?

Siete amareggiati dall’arsura trimestrale che anche nella vostra abitazione non vi concede un momento di scampo ad eccezione di quelle volte che aprite il frigorifero per prendere una birra ed imitare lontanamente i vostri amici che si stanno godendo il sole sull’isola di (inserire lo stesso nome di prima)?

E, soprattutto, siete così stanchi delle repliche di Don Matteo e Ciao Darwin che preferite trascorrere le serate a guardare gif con gattini che si ripetono ogni quattro secondi?

Beh, cari amici, siete capitati sulla pagina giusta di questo meraviglioso sito web riguardante il mondo del cinematografo e dell’intrattenimento seriale televisivo di qualità. Perché se non riuscite a trovare un modo per risollevare il vostro morale in questo periodo dell’anno in cui tutti sembrano allegri, felici e spensierati e ci sentiamo quindi obbligati ad esserlo anche noi o se avete finalmente capito che il modo per accumulare meno sudore sulle parti più indescrivibili del vostro corpo è quello di rimanere immobili sul divano a respirare, queste sono le cinque serie televisive tutte da ridere che sicuramente (o quasi) non avete mai sentito nominare e che dovete guardare all’istante per dare una svolta positiva alla giornata. O altrimenti meritate di perire all’Inferno. E, guardate, che pare che laggiù ci sia veramente caldo.

Garth Marenghi’s Darkplace

Negli anni ’80 una serie televisiva non è mai stata trasmessa dall’inglese Channel 4 e gli spettatori non hanno potuto godere di questa grande (?) opera. Ma ora Garth Marenghi, scrittore, ideatore, regista e attore, è pronto a mostrarvi quelle puntate inedite che si svolgono a Darkplace, un misterioso ospedale costruito su una porta dell’Inferno. Tutto in perfetto stile low-budget anni ’80: effetti speciali imbarazzanti, dialoghi surreali e maschilisti, personaggi stereotipati, bizzarri nemici da sconfiggere e pericolose malattie da scongiurare come una terribile epidemia di broccoli. Avete letto bene. Un meraviglioso mokumentary di sei parti su una serie tv che non è mai esistita e che ora esiste davvero. Per tre ore di grandi risate. E se nemmeno la sigla iniziale della serie vi convince, beh vostro onore, per me la giuria non è attendibile e ne chiedo la sostituzione.

Garth Marenghi’s DarkplaceWikipedia IMDb

Man seeking woman

man seeking woman
Il processo di accoppiamento relazionale dell’essere umano, lo sappiamo, è molto complicato. I caratteri devono essere compatibili, ci sono pericoli dietro ogni angolo, le crisi sono inevitabili e i finali, a volte, non prevedono sequel in cantiere. Lo sa bene Josh Greenberg, il protagonista di Man seeking woman, che si ritrova in un mondo surreale in cui è possibile avere un appuntamento con un troll, fidanzarsi con un’automobile o essere geloso se la propria cotta ha Gesù come ragazzo. Venti puntate genialmente sceneggiate e totalmente imprevedibili suddivise in due stagioni, con una terza in cantiere, nella speranza che le avventure sentimentali di Josh non diventino mai normali.

Man seeking womanWikipedia IMDb

Review

Basta recensioni di film, libri o cibo. Ci vorrebbe qualcosa di nuovo, tipo qualcuno che recensisse esperienze di vita. Ed è proprio il ruolo di Forrest MacNeil in Review, serie attualmente composta da 19 episodi e 2 stagioni con una terza e conclusiva apparentemente in arrivo interpretata dal grande Andy Daly. Volete sapere com’è uccidere una persona? O essere Batman? Oppure cosa si prova a mangiare trenta pancake? E se mettete caso che avete curiosità su cosa si prova ad essere seppelliti da vivi, basta chiedere a Forrest. Lui vivrà in prima persona l’esperienza e ve la recensirà con una valutazione da zero a cinque stelle. Una serie troppo corta che non riesce a smettere di regalare risate e momenti incredibilmente divertenti. Review, una comedy da cinque stelle.

Review with Forrest MacNeil Wikipedia IMDb

Episodes

episodes
Sean e Beverly Lincoln, creatori di una popolare serie inglese, vengono ingaggiati da un canale televisivo statunitense per realizzarne l’adattamento americano con protagonista un pigro, alcolizzato e sessualmente perverso Matt LeBlanc interpretato da se stesso. Ne consegue una enorme critica al modello dell’industria dell’intrattenimento a stelle strisce ed una comedy esilarante: Episodes, composta momentaneamente da quattro stagioni con la quinta conclusiva in arrivo nel 2017, è brillante, avvincente e magistralmente scritta, rendendo impossibile l’attacco della noia sullo spettatore. Da recuperare anche solo per vedere Matt LeBlanc nel suo ruolo migliore dalla fine di Friends ad oggi.

Episodes Wikipedia IMDb

Documentary Now!

documentary now

Nata dalle menti di Fred Armisen, Bill Hader e Seth Meyers, tutti provenienti dal Saturday Night Live, Documentary Now! è una spassosa serie che si diverte a prendere in giro i più celebri documentari della storia del cinema e della televisione. Personaggi stravaganti, situazioni esilaranti e umorismo demenziale la fanno da padroni in questo telefilm presentato dalla premio Oscar Helen Mirren. Si va dalla parodia del famoso Nanuk di Robert Flaherty, in cui un regista incapace si ritrova a far recitare l’unico eschimese che non è in grado di pescare nel ghiaccio o costruire igloo, alla caccia di un cattivissimo quanto imbranato signore della droga sudamericano in perfetto stile reportage alla Vice. Composta momentaneamente da una sola stagione di sette episodi è quello che fa per voi se cercate un recupero veloce e divertente. Se invece non fa per voi, guardatelo comunque perché così, signori miei, non si può andare avanti.

Documentary Now! Wikipedia IMDb

Giacomo Borgatti
I genitori lo iniziano alla settima arte grazie a operai cassaintegrati inglesi che si spogliano per fare qualche soldo. Da quel momento, il cinema è la sua droga. Amante dell’horror, dei musical (ma quanto sono belle quelle coreografie tutte sincronizzate?) e dei fumetti, crede e spera che Christian De Sica sia un’allucinazione collettiva o una grande burla allo spettatore ormai impossibile da fermare.

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