Roadmap to Mission: Impossible Rogue Nation – M:I Protocollo Fantasma


REGISTA: CONFERMATO.
Salve signor Bird,
Mission Impossible ha bisogno di nuova linfa. Le voci sullo spodestamento del signor Cruise dal ruolo di protagonista si fanno insistenti e il pubblico rumoreggia. La situazione è tesa. La sua missione, se deciderà di accettarla, sarà di abbandonare subito gli studi Pixar e realizzare un film che dovrà incassare uno sproposito e accontentare tutti. Se lei dovesse floppare lo studio negherà di essere a conoscenza delle sue idee e lei sarà abbandonato al suo destino e incolpato di tutto.
Questo messaggio si autodistruggerà entro 5 secondi.
Buona fortuna signor Bird!

Sicuramente è così che al nostro caro Brad nel 2011 è stata assegnata la sua reale missione impossibile.
5 anni prima J. J. Abrams aveva messo mano alla saga dell’agente Hunt e il suo intervento (anche in quel caso si trattava di un esordio nel lungometraggio) aveva rispolverato personaggi e situazioni fermi da più di un lustro.
Come piace ad Abrams tirare a lucido i franchise sopiti nessuno mai.
Perché non tornare con un sequel? Del resto c’erano – ci sono ancora – tutte le carte in regola per un pacchetto di avventure potenzialmente infinite.
La Bad Robot resta dietro a tutto, via alla grande scommessa in cabina di regia, che si accenda la miccia e corra la scintilla: Protocollo fantasma non è solo ad oggi il maggior incasso dell’intera saga ma è anche una bomba di spettacolarità, ritmo e inventiva. Cinema d’azione purissimo.
Insomma una goduria.

Ti giuro!

Eh ma, penserà qualcuno, il brand fa tanto e poi torna LUI.
Parentesi: ai tempi dell’episodio di J.J. Tom era reduce da Collateral (!!!) e La guerra dei mondi (!!! per altri motivi) ed era veramente il divo più potente di Hollywood. Erano gli ultimi anni in cui i nomi sul poster facevano davvero metà dell’opera.
Anni dopo le cose erano cambiate. Cruise aveva recitato nel buon Operazione Valchiria di Bryan Singer (passato in sordina) e poi in Innocenti bugie di Mangold che era la versione riveduta e corretta in chiave comedy proprio dei suoi ruoli di agente segreto. Uno Sciarada degli anni 2000 con Cameron Diaz slapstick e Tom gigione. Il film non era affatto male ma si trattò di una sorta di esperimento fuori asse e non ebbe il successo che ci si aspettava. La stella di Tommaso Crociera era entrata in una fase calante.

Prova a ripeterlo.

Prova a ripeterlo. Dai.

Contemporaneamente, con le prime indiscrezioni sul cast coinvolto nel nuovo film, si levò un rumor destinato a rimbalzare ovunque. Come un videoclip di TotalRequestLive al suo ennesimo passaggio in classifica, Cruise sarebbe andato in pensione e Jeremy Renner pre-Occhio di Falco avrebbe preso il suo posto come agente pronto all’eventuale reboot. Articoli, malcontento e curiosità seguirono negli USA fino al Natale 2011.
Da noi in sala c’erano ancora le Vacanze di Natale a Cortina (a scriverlo sembrano passati 20 anni).
Dovevamo aspettare gennaio. Corsi al cinema col panettone ancora in dispensa e l’albero da smontare.
All’uscita sala avevo già in classifica uno dei film più fighi dell’anno, la visione WOW che consigli indistintamente ad amici parenti cugini e che non vedi l’ora di rivedere per gasarti ancora di più.
Perché di momenti da ricordare Bird ne spara a raffica.

LA MISSIONE IMPOSSIBILE (PERCHE’ DIFFICILE SAREBBE UNA PASSEGGIATA)
Basterebbe vedere i titoli di testa sul tema musicale di Lalo Schifrin che fanno un bignami di tutto quello che vedremo: auto, sottomarini, grattacieli, dune, donne, balletti indiani. Il cattivone di turno ha rubato i codici dei missili russi per un attacco nucleare. Il Cremlino esplode, la tensione Usa-Russia si impenna e la colpa ricade ovviamente sui poveri manovali dell’IMF. Il presidente degli Stati Uniti attiva il protocollo fantasma: Hunt e la sua squadra non avranno nessun appoggio esterno per sventare il pericolo e dovranno agire senza copertura per sventare il pericolo atomico.

Il gran pregio di Ghost protocol è l’incredibile leggerezza con cui Bird salta da un ambiente all’altro costruendo sequenze memorabili mantenendo saldissimo il timone. Scene potentissime alternate a dialoghi brillanti si srotolano davanti agli occhi a ritmo folle e fanno correre le 2 ore di visione in un lampo.
Ad esempio, cosa c’è di più sfavillante che aprire il film con una cazzutissima evasione da una prigione di Mosca… sulle note di Dean Martin mentre Cruise fa il suo grande ingresso da silenzioso prigioniero in mezzo a carcerati in rivolta?
E poi torna Simon Pegg: voluto da Abrams nel film precedente, si è rivelato una delle scelte di casting migliori. La sua ossessione per le maschere (SPOILER: non ce ne saranno per tutto il film), le battute fulminanti, il suo physique du rôle. Irresistibile. Più Simon Pegg per tutti.
La quota rosa è garantita da Paula Patton abbagliante e da Léa Seydoux formato algida killer (la gavetta in attesa di rivederla in Spectre è stata fatta).
Renner regge bene la new entry con un personaggio che parte in sordina e cresce con la vicenda (e che no, non diventerà il sostituito di Tom ma gli si affiancherà).
C’è anche Josh Holloway, il Sawyer di Lost, che come la Cucinotta ne Il mondo non basta muore nei primi minuti di film. ZAC.

You are lost.

To lose / lost / lost

Il cuore dell’intera vicenda è l’allegra trasferta a Dubai, nella torre Burj Khalifa.
È il centro del film, sia come minutaggio che come snodo narrativo. Succede di tutto e di più in una matrioska inarrestabile di complicazioni incastrate talmente bene da non crederci. Mezz’ora di salti nel vuoto, doppie identità, incroci, travestimenti mancati, documenti fotocopiati a suon di *blink* con lenti a contatto magiche, mani posticce, diamanti e una catfight bionda VS mora che nemmeno sul palco dell’Ariston. Tutto sparato a mille sulla rampa del montaggio alternato. Cazzotti e applausi scroscianti.

Il biondo NON è proprio un colore caldo

Prima ancora c’era stata un’altra sequenza da manuale, quella del finto corridoio nel Cremlino.
Pegg/Cruise stana coppia di infiltrati in divisa e baffoni alla ricerca di una valigetta, come nella migliore tradizione spionistica, che ingannano la guardia giocando a nascondino dietro un pannello-ologramma. Pazzesco.

Stai facendo un video?

Stai facendo un video?

Tutto viaggia talmente spedito che tra ansia e ghignate ci si dimentica del MEGALOL quando Cruise si fa prestare una penna bic e in 3 secondi si disegna sul palmo della mano un identikit random – tipo due occhi e qualche capello – e Renner lo riconosce SUBITO. Chapeau.

Chiaro.

Chiaro.

LIFE IN CARTOON MOTION
Quello che rende riconoscibilissimo la radice pixariana di Bird, fluidità nella visione a parte, è proprio il rendere Ethan Hunt un perfetto personaggio da cartoon senza sminuirlo mai. Una figura indistruttibile che livello dopo livello si trova davanti ostacoli abnormi, cade e poi si rialza per trovarsi dietro l’angolo degli Oh fuck! ancora più giganti. Tipo la scena simbolo del film, quella che ci ricordiamo tutti e quella che Tom ha voluto fare da solo.
Del resto che senso ha disporre del grattacielo più alto del mondo se poi a lanciarsi nel vuoto deve essere una controfigura col parrucchino?
Ethan indossa i guanti adesivi e si arrampica sui vetri. Una passeggiata.
A me ogni volta che lo riguardo sudano puntualmente le mani.

Batte forte il cuore / 130° piano col guantone

Batte forte il cuore / 130° piano col guantone

Come ogni gadget ACME che si rispetti i guanti si rompono sul più bello. Luce blu stai su, luce rossa stai nella fossa dice Simon Pegg (in originale blue means glue, red means dead).  Ethan in modalità geco diurno resta appeso con una mano sola, sospeso nel vuoto, per raggiungere il server del grattacielo. Ci arriva, primo livello superato.
Dopo non c’è nemmeno da riprendere fiato perché bisogna scendere. Lanciandosi con un cavo (troppo corto).
E guarda da quassù che bel panoram-una tempesta di sabbia in arrivo che investe tutta la città.
La consecutio cartoon ci insegna: sempre più difficile, sempre vittoriosi. E sempre di corsa.

Corri Ethan!

Che dire poi del momento Renner con armatura a levitazione magnetica che battuteggia con Pegg? Oltre a citare meravigliosamente il film capostipite, sembra di vedere una scena degna di Bugs Bunny e Daffy Duck che si punzecchiano in mezzo ai casini.

Quando Tom Cruise e Michael Nyqvist si contendono la valigetta nel parcheggio automatizzato in una lotta coreografata perfettamente (e che ricorda la scena nella fabbrica delle porte di Monsters & Co.) e Seattle sta per essere colpita dal missile, vorremmo avere anche noi un enorme pulsantone rosso davanti da poter pigiare e urlare MISSION ACCOMPLISHED!

L-Wile-E-Coyote-Acme

Struca el boton

Ho rivisto Ghost Protocol una sera di un luglio bollente e non solo scopro che il film è bello come lo ricordavo, ma dato che “come Dio non gioco ai dadi” l’ho trovato curiosamente farcito di dialoghi che potrebbero essere stati scritti l’altro ieri.
Della serie: Simon Pegg dice di volere un travestimento perché  non si sente proprio come Omar Sharif.
E poi scherza su Plutone.

Coincidenze? Io non credo.

Godremo delle nuove avventure dell’agente Hunt e della sua squadra con lo stesso piacere?
La nuova missione, se decideremo di accettarla, è riuscire a fare di meglio.
Vedere se Christopher McQuarrie è riuscito a non farci rimpiangere Bird. Ridere di nuovo con Simon Pegg. Sopravvivere ai macchinari difettosi e superare i limiti della fisica con attacchi tachicardici.
Questo messaggio si autodistruggerà il 19 agosto.

MALEDETTA RETE 3G

MALEDETTA RETE 3G

P.S. Io ho già accettato.

P.P.S. Ho provato a farmi un autoritratto anche io sul palmo della mano. Non mi sono riconosciuto.
IMG_0957

Mission: Impossible – Protocollo fantasma – IMDb – Wikipedia

Uzzo
Nasce a Cavifornia e viene svezzato da Walt Disney e John Hughes. Dopo aver visto E.T. per la prima volta a 8 anni decide di chiedere asilo al videonoleggio. Si ricorda quando a nessuno interessavano le serie tv. Ama saltare a conclusioni affrettate. Nel 2010 diventa farmacista per errore. Parla attraverso le t-shirt.

Lascia un commento

Information

This article was written on 30 Lug 2015, and is filled under Amarcord, Binge-watching, Le storie del cine.

Current post is tagged

, , , , ,