Morti che non muoiono in una notte di mezza estate all’inferno


It’s the late night triple feature picture show, bitches!
Se non amate l’horror e in particolare i crani sfondati, la gente bruciata viva e gli smembramenti meglio fermarsi qua. L’offerta stasera è di tre al prezzo di uno, Midsommar di Ari Aster, The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch e 3 From Hell di Rob Zombie.

Partiamo con Midsommar. Il secondo film (i raffinati direbbero il sophomore movie) di Ari Aster è un incubo delirante lungo più di due ore che dimostra a tutti che no, il regista indie più celebrato dagli amanti dell’horror non ha intenzione di fermarsi dopo Hereditary (miglior spaventone dell’anno scorso per me). Qui c’è una storia alla Wicker Man ambientata nella Svezia rurale, con setta di mistici dalle tradizioni inquietanti tipo che a una certa ti devi buttare da un dirupo (e vai di crani sfondati) o che devi prendere i funghi e vedere le colline e i fiori colorati che ti fanno ciao.

The hills are alive… with the sound of funeral pyres!

Midsommar riesce genuinamente a dare la nausea allo spettatore, ma non è solo una questione di effetti prostetici (abbiamo anche una morte per “blood eagle”, googlate che non ho cuore di spiegare cos’è, una cosa rivoltante con un orso che Inarritu lévati, e un paio di roghi umani parecchio insistiti e parecchio in primo piano). È proprio che non c’è scampo, ti devi puppare a ritmo lentissimo e inesorabile tutta la fantasia malata di Aster. E quindi chapeau, abbiamo trovato uno quasi peggio di Lars Von Trier. Ah, e comunque migliore scena di sesso al cinema di tutti i tempi, vedere per credere.

Seriously, hanno fatto l’action figure dell’orso in gabbia di Midsommar!

Ma passiamo a The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch. Ecco. Intanto non esiste un film brutto di Jim Jarmusch quindi non cagate il cazzo con la storia che Jim Jarmusch ha fatto un film di zombi e che spreco di talento di qua e che noia di horror di là (come se non avesse girato quell’altro capolavoro di Only Lovers Left Alive). The Dead Don’t Die è un film figo. C’è Iggy Pop zombie. C’è Bill Murray (il che rende qualsiasi film figo a prescindere), c’è Adam Driver, Chloe Sevigny, Tilda Swinton nel suo classico ruolo alla Tilda Swinton (vagamente elfica, bravissima con la katana, becchina e scozzese). C’è Tom Waits nell’unico ruolo che ultimamente riesce bene a Tom Waits (l’eremita ipertricotico).

Questo è Hermit Bob: lui sa leggere i segni dell’apocalisse zombi

Poi certo, ci sono anche delle note un po’ meh, tipo una pletora di autocitazioni che diventano anche un po’ intrusive (il personaggio di Driver si chiama Ronnie Peterson, un po’ come Paterson, haha; la Swinton muove la katana come Ghost Dog ed è lei stessa una citazione vivente di Only Lovers Left Alive; Iggy Pop zombie al cervello preferisce il caffè, come in Coffee and Cigarettes… e via citando). Oh, poi non si può dire che il film lesini sugli effetti speciali: la gorefest comincia abbastanza presto e il cannibalismo regna sovrano. In particolare c’è una scena deliziosa con Selena Gomez decapitata.

Helena mark… ehm, Zelda Winston con la katana

Ma alla fine è un film di Jarmusch, quindi molto lento e contemplativo, molto cinico e disperato, con due componenti abbastanza inedite. La prima: una rottura della quarta parete così insistita da diventare quasi parodistica (del tipo “Ma come sai che andrà a finire male?” – “Beh, ho letto la sceneggiatura”). La seconda: un sottotesto politico che è tipico dei grandi film di zombie (Dawn of the Dead su tutti) ma che qui è veramente insistito e “spiegato” per arrivare alla conclusione finale che l’uomo è il cancro del pianeta, più o meno. Cioè se vi piacciono sia i morti viventi che Jim Jarmusch è un film perfetto. Se manca anche solo una di queste due condizioni, temo che vi farà cagare.

Un altro scambio “meta” è: “Questo pezzo è familiare, cos’è?” – “The Dead Don’t Die di Sturgill Simpson” – “E perché la conosco?” – “Beh, è il tema portante del film”.

Infine, vorrei dirvi qualcosa di sensato su 3 From Hell, l’ultimo Rob Zombie che ho visto in due parti nelle ultime due sere (cadevo regolarmente addormentato). Ma appunto, c’è poco da dire se non che mi sono fumato intere sequenze del film dormendo. E non è che non ci sia il solito, esagerato gusto per le gole tagliate, gli sbudellamenti, i proiettili esplosi in faccia, gli strangolamenti di diversi minuti in piano sequenza, le torture, le scritte col sangue, e tutto l’armamentario mansoniano tipico di Zombie.

Ci sarebbe questa scena con Sheri Moon Zombie vestita da grande capo indiano, ma io probabilmente dormivo

Piuttosto è che non si sentiva il bisogno, quasi quindici anni dopo The Devil’s Rejects, di un terzo film sul trio di supercattivi sadici e folli interpretato da Sheri Moon Zombie, Bill Moseley e Sid Haig (che poveraccio è morto poco dopo l’uscita del film e infatti il suo ruolo è poco più di un cameo). L’estetica sgranata e seventies, i fermo immagine, i primi piani sfocati e insistiti sono stati un gioco piacevole nei primi due film. Da un “creativo” dell’horror come Rob Zombie mi aspetto altri tipi di percorso. Lords of Salem, per esempio, è stata a suo tempo una graditissima sorpresa. E quindi, insomma, sanguinolento ma noioso e prevedibile. Peccato. Poi boh, a Kevin Smith è piaciuto tanto, per dire.

“Horror heaven” 😀

MidsommarWikipediaIMDb
The Dead Don’t DieWikipediaIMDb
3 From HellWikipediaIMDb

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