Reypool, un film con Ryan Deadnolds (o anche Deadpool 2)


Deadpool 2 è l’unica risposta plausibile a Infinity War e ora provo a spiegare perché, parlando (anche) di Justice League.

Infinity War rappresenta la summa di dieci anni di paziente, certosina e curatissima costruzione di un universo completo e autosufficiente: ciascuno dei personaggi ha una storia e quindi ognuno di essi ha una motivazione chiara e precisa per agire in un determinato modo. Cioè: non c’è nessun bisogno di chiedersi perché Thor o Capitan America o Iron Man si comportano come si comportano, perché abbiamo assistito alla loro evoluzione nel tempo e conosciamo il loro carattere.

Justice League cerca di costruire un mondo senza una storia, e per quello fallisce clamorosamente (oltre al fatto che ci sono buchi di sceneggiatura, montaggi sbagliati, CGI orrenda e i baffi di Superman).

Sembra uno di quei cartoni animati degli anni ’60 con le tavole statiche su cui si muovevano bocche umane al posto di quelle disegnate.

In JL i personaggi fanno cose e l’unica spiegazione è “perché sì”: dovremmo accontentarci della loro esistenza per considerarlo un mondo con regole proprie, ma l’unico effetto è che ciò che vediamo non suscita nessun sentimento (se non l’orrore di cui sopra).

“Sì, ma cosa c’entra Deadpool?”

Deadpool c’entra in quanto fa esattamente il contrario.

Anziché costruire un universo cinematografico in cui inserirsi, Deadpool ignora i confini tra il nostro e l’opera di fantasia, mischiando i piani e continuando a confondere personaggio, film e attori senza alcun riguardo per la finzione scenica. Per esempio, Deadpool 2 inizia con una scena in cui ‘Pool gioca con un carillon di Wolverine impalato sul tronco di un albero, come alla fine di Logan, e manda affanculo lo stesso Wolverine che ha osato superarlo morendo. Poi si fa saltare in aria, cercando di uccidersi per qualcosa che è successo nel prologo di Deadpool 2 (che, al momento di quella esplosione, non conosciamo ancora; sembra tutto molto confuso, ma in realtà è semplice).

Deadpool non riconosce il Wolverine personaggio – anche se tecnicamente fa parte dello stesso universo – ma riconosce l’esistenza del film di Logan, del suo ruolo di film “adulto” nel panorama attuale dei supereroi e del fatto che ciò ha messo in secondo piano il successo del primo Deadpool come film R-Rated.

La parola(ccia) che sto cercando è “meta”. Deadpool, anche nella sua versione di carta, è sempre stato un supereroe conscio di essere un prodotto di fantasia e ha spesso infranto la quarta parete parlando al lettore o insultando i propri creatori. Nella versione cinematografica le possibilità sono infinite e Deadpool 2 si premura di sfruttarle quasi tutte: ci sono battute sull’attualità (la famiglia Trump), battute sugli universi Marvel/DC, sugli altri attori (il Cable interpretato da Josh Brolin è chiamato Thanos e ci sono riferimenti ai Goonies), sugli X-Men, su Ryan Reynolds stesso (le scene a metà dei titoli di coda!). A un certo punto, addirittura, Deadpool autografa una scatola di cereali (con sopra gli X-Men dei fumetti), naturalmente firmandola Ryan Reynolds.

La quarta parete.

Oltre a tutto ciò, ci sono i soliti titoli di testa autoreferenziali: un profluvio di citazioni e un cameo ENORME (occhio allo Svanitore!) che dura giusto il tempo di sbattere gli occhi. Nonché, ovviamente, l’attesa tonnellata di gag a sfondo sessuale, il linguaggio scurrile, i momenti in cui Deadpool fa ricrescere qualcosa e ne approfitta per fare un po’ più schifo di quanto già non faccia abitualmente (schifo in senso buono, beninteso) e soprattutto il sovvertimento di una delle premesse del trailer che dà vita alla miglior sequenza del film.

Spoiler!

Deadpool 2 è, come il suo predecessore, un film di supereroi classico. Se il primo era una storia di origini e vendetta, questo segue uno schema consolidato nei sequel: c’è un evento che porta Deadpool alla disperazione e a toccare il fondo, seguito dalla ricerca di nuovo senso, con nuovi alleati e nuovi antagonisti.

La differenza col primo è che è fatto meglio. Il regista è David Leitch, ovvero“Lo stronzo che ha ammazzato il cane di John Wick, e il regista di Atomica Bionda, che le scene d’azione le sa fare e si vede: la parte centrale sul camion è eccellente e la resa del superpotere di Domino – l’essere fortunata – si presta ad alcuni momenti da applausi, soprattutto nella battaglia alla Essex House.
(Ovviamente, i poteri di Domino vengono definiti “non cinematografici” da Deadpool)

In generale si vedono il budget più alto e una maggiore attenzione alla parte prettamente supereroistica, soprattutto negli avversari: non che fosse tanto difficile fare meglio di quella specie di punto di accumulazione dell’inutilità che era l’Ajax di Ed Skrein, ma Josh Brolin è Josh Brolin e quello a sorpresa è HOLY SHITBALLS.

Deadpool 2 – WikipediaIMDb

SPOILER – DA QUI IN POI LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO

Tra l’altro Deadpool 2 ha l’ardire di usare prima di Avengers 4 quello che sarà con ogni probabilità il mezzo per sconfiggere Thanos: il viaggio nel tempo. Non credo che sia fatto apposta, ma immagino che nel MCU un po’ di preoccupazione ci sia. Che irriverente questo Ryan Reynolds.

L’irriverenza.

Luca Traversa

Passa sull’internet senza lasciare traccia e spera di continuare così. Ha due o tre ossessioni e non fa nulla per tenerle per sé.

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This article was written on 14 Giu 2018, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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