Di marmotte, campeggiatori, camperisti e campanari: Ricomincio da capo


Ricomincio da capo è uno di quei film che, con il tempo, ha assunto lo status di culto per motivi che sono abbastanza misteriosi. Da un lato, sicuramente, c’è Punxsutawney Phil, la marmotta mascotte di Punxsutawney, Pennsylvania, che ogni anno finisce al centro di una festa celebrativa che funziona così: gli abitanti del paese ballano e bevono come spugne, in mezzo al freddo inverno e prendono la marmotta dalla sua tana.

La marmotta, a quel punto, deve dire se ha visto un’ombra. Nel caso l’avesse vista, sono altre sei settimane d’inverno, in caso contrario, sarà una primavera precoce (sì, è come la festa della Candelora, a Trieste. O come quella Cattolica, ma senza il fastidio delle donne che devono purificarsi dopo il parto).  Quella che è, a tutti gli effetti, un’allegra festa paesana è diventata conosciuta nel mondo grazie a un film.

Una commedia, per la precisione, scritta e diretta da Harold Ramis che vede un Bill Murray che si porta sulle spalle l’intero film, il quarto di libbra di Andie McDowell e tutta una serie di caratteristi di contorno che ci mettono del loro, per dare spessore a una trama leggera leggera, ma che richiede impegno, per essere ben costruita (non per niente, il remake italiano con Antonio Albanese, È già ieri, non è all’altezza dell’originale).

Phil (sì, come Phil la marmotta) è un arrogante metereologo di una TV di Pittsburgh che viene mandato, con la sua troupe, a Punxsutawney, per fare un servizio sul giorno della Marmotta. Si ritroverà bloccato nella cittadina, a livello metereologico (una grossa bufera gli impedisce di partire), ma, soprattutto, a livello temporale, perché si sveglierà ogni mattina nello stesso giorno, il 2 Febbraio, rivivendo in maniera paranoica e parossistica sempre la stessa giornata.

Una cosa che il film fa, molto giustamente, è non spiegare il perché. Certo, è la solita storia da canto di Natale dickensiano, con la persona cattiva che diventa buona, ma non viene mai detto per quale ragione questo succeda a Phil, perché il giorno della Marmotta, perché quell’anno. Nelle prime stesure della sceneggiatura, era previsto che la spiegazione fosse un rituale magico effettuato da una delle ex di Phil, in cerca di vendetta, ma, grazie al cielo, questa parte deve essere finita sul pavimento durante la riscrittura, in un momento in cui l’alcool era finito. L’assoluta mancanza di spiegazione aiuta ancora di più a sentirsi parte della situazione delirante in cui Bill Murray si ritrova, tra compagni di infanzia invadenti, pozzanghere traditrici, Nancy del corso di storia e tutto il resto.

Murray gigioneggia un po’, ma riesce a portare a casa quello che, in definitiva, è un one man show, con grazia e strappando diversi momenti divertenti e diverse risate (c’è anche lo spazio per una comparsata del compianto Ramis). Ma, soprattutto, il giorno della Marmotta è diventato mondialmente conosciuto e ogni 2 Febbraio, esatto, oggi, possiamo trovare in giro blog e siti che parlano della cosa, in attesa del risultato del risveglio di Phil (che, se volete, potete seguire live qui), in quello che è, alla fin fine lo scontro ultimo, il Wrestlemania dell’eterna lotta tra #teamestate e #teaminverno.
Se non avete mai visto Ricomincio da capo, recuperatelo, mentre aspettate di sapere se Phil ha visto o meno la sua ombra. Se l’avete visto, riguardatelo. Oppure ci vediamo al diner, a ingozzarci di dolci, perché non ci preoccupa il colesterolo, l’infarto e la carie.

Ricomincio da capo – IMDbWikipedia

Soffre di bulimia cinematografica e quindi guarda di tutto e la cosa gli piace, tranne quando si ritrova a chiedersi “Perché sto guardando Step Up 4?”. La risposta è che non ha importanza, fino a quando è seduto dentro una sala, al buio, sprofondato in una poltrona (oddio, magari nel caso di Step Up 4 un po’ di importanza ce l’ha, ma sorvoliamo).

Lascia un commento

Information

This article was written on 02 Feb 2017, and is filled under Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, , , , ,