ROADMAP TO AVENGERS 2 – AGE OF ULTRON: THOR THE DARK WORLD


Il primo film di Thor si reggeva, come già scritto su questi schermi (in realtà sarei più tenero nel giudizio rispetto allo stimato Fabrizio, ma io sono tenero nei giudizi praticamente sempre, o quasi), su due elementi: l’imitazione della tragedia shakesperiana su Asgard, poi parodiata da Whedon nel primo Avengers (“Doth your mother know you weareth her drapes?”) e la commedia romantica in salsa Kate & Leopold – ma con i supereroi – sulla Terra. A ciò si aggiungano l’esilio di Thor e la serie di equivoci che nascono dal catapultare un ignaro dio della mitologia norrena in una cittadina del New Mexico e si ha un perfetto esempio di film della “Fase 1” della Marvel: colorato, allegro, spaccone quanto basta, piacevole e memorabile quanto un’alitata di mentina in faccia.

Il secondo Thor, ahimé, non gode degli stessi vantaggi. In breve: dopo gli eventi di New York del film dei Vendicatori, Thor ha recuperato i poteri, si è abituato agli usi di Midgard e deve mettere a posto il casino creato da suo fratello Loki, il quale nel frattempo marcisce nelle segrete del palazzo reale di Asgard. Perciò sta a lungo lontano dalla Terra e da Jane Foster, mentre il padre Odino cerca di dissuaderlo dall’impegnarsi con una semplice debole umana quando c’è la bella Lady Sif che ne vuole tantissimo da lui.

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ops non dovevo dirlo, l’ho fatta arrabbiare

Intanto, però, sulla Terra cominciano ad accadere avvenimenti strani legati a una rarissima congiunzione dei mondi, il che porta Jane, dotata della sua precipua curiosità di scienziata ma anche discretamente stupi ligia alle regole cinematografiche sul come impersonare la damigella in pericolo, a farsi trasportare in una caverna sconosciuta dove libererà una specie di fluido malvagio denominato Etere, che altro non è che l’arma-fine-di-mondo degli Elfi Oscuri.

Gli Elfi Oscuri, per parte loro, sono una razza di tizi cattivi che non hanno in grande simpatia la luce e che erano stati sconfitti dagli Asgardiani molti millenni prima. Tuttavia, il loro capo Malekith all’epoca era riuscito a scappare e si era ibernato in attesa dell’occasione buona per vendicarsi di Odino e riprendersi l’Etere: capirete che tutto ciò comporterà qualche problema per Asgard, anche perché altrimenti non avremmo un film.

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Ha un aspetto così innocuo

Il problema del personaggio di Thor, a mio parere, è che è sempre stato troppo: troppo forte, troppo bello, troppo nobile. Troppo poco umano, in fondo: è un dio principe ed erede al trono di un regno fighissimo, ha un’arma fighissima e dei poteri fighissimi. E’ difficile da trattare come una persona: che problemi può avere uno come Thor?

Nel primo film c’era appunto l’escamotage dell’esilio da Asgard, della perdita dei poteri e del difficile adattamento alla vita quotidiana di un paesello del Nuovo Messico. In questo l’unica possibilità per rendere un minimo interessante Thor (per quanto Chris Hemsworth sia nato per questo ruolo e riesca a dare sfumature da surfista australiano a un dio norreno) è aggiungere roba: più tragedia, più Asgard, cattivi più grossi, più combattimenti, più distruzione,  soprattutto più Loki, che quantomeno è un personaggio sfaccettato, tra la solita ambizione al trono di Odino e quello che pare un clamoroso complesso di Edipo (e poi vabbé, anche perché Tom Hiddleston significa il 50% di pubblico femminile in più).

Da questo punto di vista non c’è molto da lamentarsi: TtDW procede a spaccare tutto con ammirevole dedizione e senza lasciare un attimo di riposo. Gli avvenimenti si susseguono a ritmo serratissimo e prima Asgard e poi Londra subiscono una ristrutturazione abbastanza radicale, datosi che gli Elfi Oscuri tendono a non lasciare i luoghi che visitano nello stesso stato in cui li hanno trovati. Certo, qui e là affiora un po’ di stanchezza, anche perché si sa già che Thor deve apparire nel secondo Avengers e quindi scompare quel minimo dubbio che gli possa accadere qualcosa, lasciando tutta l’ansia sulla sorte di Jane (una Nathalie Portman stranamente sottotono, o forse soltanto svogliata).

Anche alcuni dettagli sono un po’ frusti: per esempio, la primissima battaglia introduttiva su Vanaheim si conclude nella stessa identica maniera della prima battaglia di Troy, le navi asgardiane sono uguali alle barche degli Elfi del Signore degli Anelli e il mondo degli Elfi Oscuri ricorda molto da vicino il Krypton morente di Man of Steel di Snyder. Magari uno sforzo d’immaginazione in più non sarebbe guastato.

Resta l’impressione che tutto il film altro non sia che un gigantesco prologo alla ormai nota sequenza dopo i titoli di coda, in cui si svela che il Tesseratto custodito ad Asgard e l’Etere degli Elfi Oscuri altro non sono che due Pietre dell’Infinito, gettando così le basi per la Fase Tre del Marvel Universe cinematografico e creando il collegamento che OMGOMGOMG

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Taylor ha visto l’epilogo

Alla fine, in attesa di Avengers II, Thor the Dark World funziona come un discreto aperitivo: non deve saziarti, solo prepararti al banchetto del 22 aprile. Se quest’ultimo non sarà più che luculliano mi sentirò in diritto di scendere per strada a bruciare auto. No pressure, Joss.

Thor: The Dark World – imdbWikipedia

Luca Traversa
Passa sull'internet senza lasciare traccia e spera di continuare così. Ha due o tre ossessioni e non fa nulla per tenerle per sé.

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This article was written on 24 Apr 2015, and is filled under Binge-watching, Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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