Shia LaBeouf: ti amo, poi ti odio, poi ti apprezzo


Non so come sia successo, ma mi piace Shia LaBeouf.

Penso che il momento di transizione sia avvenuto a ottobre scorso, quando ero in penultima fila alla conferenza stampa di Fury e il buon LaBeouf faceva gli occhiacci matti e rideva da solo mentre gli altri rispondevano alle domande.

Dalle interviste che ha dato per pubblicizzare il film, è emerso che LaBeouf è forse ancora più fuori di testa di quel che pensavamo. Per interpretare Boyd ‘Bible’ Swan, si è unito alla National Guard, è diventato un cappellano militare, si è fatto battezzare, tatuare, tagliare la faccia e strappare un dente. Per la gioia di David Ayer, Brad Pitt e soci, non si è lavato per quattro mesi.

C’è un punto in cui il method acting sconfina nella follia, e LaBeouf l’ha ampiamente superato.

Ad ogni modo, la sua performance è una delle colonne portanti del film e una delle poche interpretazioni dell’ultimo anno che meriterebbero davvero di vincere dei premi. Ne prenderà? No, e probabilmente neanche nomination, perché si tratta quel matto di Shia LaBeouf.

Shia LaBeouf;Logan Lerman;Michael Pena

Andando indietro di qualche anno si incontra l’interpretazione che sembra segnare una “svolta” nella recitazione di LaBeouf. In Lawless, del 2012, l’attore interpreta un ragazzo tanto buono quanto stordito. Al fianco di Mia Wasikowska e Tom Hardy, tra gli altri, LaBeouf cambia faccia e offre un’interpretazione sofferta e intensa.

In un’intervista ha dichiarato che è stato proprio Lawless e l’incontro con Tom Hardy sul set a fargli cambiare prospettiva. Il consiglio di Hardy, ovvero “non ci perdi niente a studiare un po’”, l’ha spinto ad allontanarsi dal concetto che recitare è tutto istinto.

Nel 2013, l’anno dopo l’uscita di Lawless, LaBeouf comincia a comportarsi in maniera gradualmente sempre più assurda. La sua reputazione raggiunge un livello tale che persino James Franco, uno che di cose strane e discutibili ne ha fatte e ne sta facendo, gli dice di darsi una calmata.

Franco imputa il comportamento di LaBeouf, tra le altre cose, al desiderio di dissociarsi dal proprio lavoro. Potrebbe avere ragione: lo stesso LaBeouf ha dichiarato di sentirsi colpevolizzato in prima persona per il fatto che i vari Transformers facessero schifo (e che lui facesse schifo in essi, potrei aggiungere).

Le trovate di Shia LaBeouf, ad ogni modo, superano la definizione di eccentrico. Il Telegraph riassume in maniera ottima il catalogo delle sue bizzarrie dal 2007 a settembre 2014 in questo articolo.

Da una parte ci sono i problemi legali. Solo tra maggio e giugno 2014 viene bandito da un ristorante dopo aver fatto pipì contro un muro; insegue un senzatetto per costringerlo a dargli il suo pranzo di McDonalds; viene arrestato dopo aver schiaffeggiato degli spettatori a uno spettacolo teatrale.

Dall’altra c’è la nuova carriera da performance artist che inizia dopo che a fine 2013 il suo corto HowardCantour.com viene smascherato come un plagio del fumettista Daniel Clowes.

La sua prima reazione è quella di dichiarare che si “ritirerà dalla vita pubblica”, salvo presentarsi alla premiere di Nymphomaniac a Berlino con in testa un sacchetto di carta con la frase “I am not famous anymore” scritta sopra.

20140208-shia

Pochi giorni dopo debutta a LA il pezzo di performance art #IAMSORRY. Agli spettatori viene chiesto di scegliere un oggetto, entrare in una stanza e interagire con LaBeouf. Mesi dopo, l’attore dichiarerà che una donna è entrata e l’ha stuprato.

A settembre 2014, in eleganti leggings viola, corre 144 volte attorno allo Stedelijk Museum di Amsterdam per rappresentare la “maratona culturale” in cui consisteva la conferenza di 12 ore che si stava tenendo all’interno del museo nello stesso momento.

Le sue ultime uscite sono il risultato, a detta dello stesso LaBeouf, della sua nuova istruzione al “metamodernismo”. La corrente è un’ulteriore risposta al postmodernismo che è stata identificata già a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso.

Con gli artisti Luke Turner e Nastja Säde Rönkkö, ha realizzato una versione curata della serie di email corredate da materiale visuale, che l’attore ha scambiato con Aimee Cliff di Dazed. Dopo che ho visto LaBeouf fare le faccette durante la conferenza stampa di cui vi dicevo all’inizio, lui e la Cliff sono stati seduti a guardarsi per diverse ore in una stanza d’albergo documentando il tutto con un video.

Di recente Shia è protagonista del video per la canzone Elastic Heart di Sia, in cui fa le acrobazie con la ballerina dodicenne Maddie Ziegler. Basta paragonarlo con un altro video che ha protagonista LaBeouf e che è, in alcuni aspetti, stranamente simile a Elastic Heart.

A confronto con Fjögur píanó (parental advisory: c’è Shia LaBeouf nudo) dei Sigur Rós, è facile vedere la crescita di LaBeouf che, come espressione di Sia, spezza il cuore ancor più di quanto faceva nel video del 2012.

Ciò che sembra inconfutabile è che più si associa il nome di Shia LaBeouf alla performance art e alla faccenda dei problemi legali, più la qualità della sua recitazione sembra aumentare. Le sue performance dal 2012 a oggi non hanno niente a che spartire con quello che ha fatto in precedenza.

Per contro qualsiasi cosa sia successa o stia succedendo nella testa di Shia LaBeouf, sta avendo effetti più che nocivi sulla sua salute fisica e mentale e sulla sua reputazione. D’altra parte, ha anche preso il sè child-actor con capacità discutibili e l’ha trasformato in un attore le cui prossime mosse saranno imperdibili.

Fino a qualche mese fa odiavo Shia LaBeouf; non riuscivo a vedere oltre alle sue baracconate e mentre continua a essere un idiota nella vita vera, è impossibile ignorare che sia una delle figure più interessanti e di talento degli ultimi tempi.

Nata a Vicenza nel 1990, si è ricollocata a Londra appena raggiunta la maggiore età. Cura il sito femminista Soft Revolution e scrive di cinema, tv e libri in giro per il web.

5 Comments

  1. Daniela Elle
    gennaio 21, 2015
    Daniela Elle

    Sono rimasta colpita dalla sua presenza nel video di Sia, l’ho trovato così bravo, fisico e disperato che ho avuto subito l’istinto di riprendere dove era rimasto il filo dopo le polemiche che si sta portando in dote. Ti dirò di più: temevo la sua presenza in Nymphomaniac perché il pregiudizio delle cazzate che sta facendo nella vita avrebbero potuto crearmi dell’imbarazzo nel vederlo recitare. E invece è successo il miracolo: è stato talmente bravo, credibile e intenso che ho deciso ok, ci sto. Sei bravo, continua così.

    • Marta Corato
      gennaio 23, 2015

      Basta che non si faccia arrestare e finisca in galera per il resto della sua vita. Nel nome dell’arte, ovviamente.

      • Daniela Elle
        gennaio 27, 2015
        Daniela Elle

        sarebbe la volta buona che si diventa pen-friend

  2. ta
    gennaio 22, 2015

    me lo ricordo in wall street; doveva essere prima della svolta (2010) ma già non mi sembrava male… al momento mi suscita un misto di simpatia e inquietudine, ma nel complesso sono #teamLaBeouf (nonostante l’impossibilità di scriverne in scioltezza il cognome)

    • Daniela Elle
      gennaio 22, 2015
      Daniela Elle

      sul cognome vado di copincolla (lo ammetto)

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This article was written on 21 Gen 2015, and is filled under Binge-watching, Ho un amico per cena, Scuse per parlare di film.

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