Ma parliamo di Sons of Anarchy (spoiler free)


«un club di motociclisti? ma che sei, scema? secondo te io mi dovrei sorbire questa roba di tamarri? che poi le harley mi fanno pure schifo!» (tratto da una storia vera, mese imprecisato del 2008)

SAMCRO

È molto difficile scrivere un articolo su Sons of Anarchy senza che sia un muro di testo composto soltando da “COSA CAMPI A FARE SE NON L’HAI VISTA?”, ma se davvero c’è ancora qualcuno che ha bisogno di essere convinto a iniziare una delle più belle serie TV degli ultimi tempi, le righe che seguono sono un dovere. (È anche molto difficile scrivere un articolo su Sons of Anarchy quando ancora non si è superato il lutto per la sua fine, ma bisogna oltrepassare i propri limiti e puntare a un bene maggiore.)

Quello che ha fatto grande questa serie, benedetta da una scrittura incredibile, è l’insieme dei suoi elementi primari: ambientazioni, personaggi e bagagli personali, ma anche musica, modi dire, fare e vestire, che, messi in scena, hanno creato un mondo intero, fatto della materia di cui è fatta la drammaturgia più appassionante.

Per raccontare Sons of Anarchy, infatti, non c’è bisogno di raccontarla. Basta sbirciare un po’ di questi elementi per farsi un’idea, e farsi convincere a guardare almeno la prima stagione. In fondo, ci troviamo in un posto che si chiama Charming, almeno una visitina non vogliamo fargliela?

Il club

SAMCRO - SONS OF ANARCHY

SAMCRO (Sons of Anarchy Motorcycle Club – Redwood Original) è il club di motociclisti (MC, Motorcycle Club) di cui si racconta la storia. È noto quali siano le occupazioni principali di questo tipo di club: roba illegale. Eppure, come abbiamo amato Tony Soprano, ameremo loro, uno per uno, e tratterremo il fiato ogni volta che quegli stronzi dei poliziotti saranno sul punto di beccarli. Li conosceremo (nelle interpretazioni di un cast spettacolare), ci affezioneremo, entreremo nel club, e siederemo con loro al tavolo delle decisioni. Quando ci accorgeremo che per alcuni aspetti non sono proprio brave persone, sarà troppo tardi, perché li ameremo così tanto che sarà impossibile giudicarli. Probabilmente, al posto loro, avremmo fatto lo stesso.

Jackson Teller

JACKSON TELLER - SONS OF ANARCHY

È il protagonista della storia, figlio di uno dei fondatori del club. È interpretato da Charlie Hunnam, che è bravo esattamente quanto è bello (ed è molto, MOLTO bello). Jax è un personaggio tormentato, in lotta con se stesso e col fantasma di suo padre, morto in circostanze misteriose. È vicepresidente del club, che è presieduto da Clay, un altro dei fondatori, attuale compagno di Gemma, sua madre (qualcuno ha detto “Amleto”?). Jax dovrà capire se stesso, capire cosa vuole dalla vita e dal club, fare i conti col padre, che rappresenta il suo passato ma anche quello di SAMCRO, e quindi costruire un futuro per sé e per i suoi fratelli, i membri del club. È il lavoro di una vita, e sappiamo bene, per esperienza personale di esseri umani e di spettatori, che qualunque sia il suo desiderio, destino e circostanze si opporranno con forza.

Gemma Teller

soa-katey-sagal

Uno dei pochi riconoscimenti ufficiali che questa serie ha ottenuto, a parte il successo di pubblico (FX ha registrato durante tutta la messa in onda record di ascolti storici), è l’Emmy alla performance attoriale di Katey Sagal, moglie di Kurt Sutter e interprete di Gemma, la madre di Jax. Questo per farci un’idea del personaggio che vedremo. Gemma è sui 50, è la matrona del club. Donna stupenda, con evidenti attributi, che non si fa problemi a bestemmiare o tirare fuori le armi quando ce n’è bisogno. Intuiamo che ha sofferto, che ha fatto scelte difficili, e che continua a farle, ma sempre e solo per un unico scopo: proteggere la sua famiglia e il club, che poi sono praticamente la stessa cosa, anche se non sempre. Ufficialmente si occupa di gestire l’amministrazione dell’officina che fa da front business al club, ma una donna del genere, è chiaro fin dall’inizio, di certo non si accontenta di un ruolo del genere. Vi state per caso chiedendo se, come nelle migliori famiglie, è lei che regge i fili? Beh, gli archetipi esisteranno pure per un motivo. Il suo arco narrativo di Madre, Matrona e Old Lady (così si chiamano le donne dei membri dell’MC), è una delle cose più belle di Sons of Anarchy.

Kurt Sutter

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Prima di Sons Of Anarchy, i record di ascolti di FX li aveva fatti The Shield, altra serie per cui vale il muro di testo di cui si parlava più sopra. Indovinate chi ha raggiunto la fama autoriale scrivendo The Shield? Ecco. Sutter ha il talento di saper raccontare i cattivi, e di saperli raccontare in un modo per cui li capisci a un livello umano talmente profondo che alla fine non è che soltanto fai il tifo per loro, ma ti ritrovi a volergli bene, un bene folle, come se queste persone, nella tua vita, esistessero davvero. A un talento innegabile si aggiunge una grande personalità, anche in termini di espansione dell’ego: Kurt Sutter è uno che distribuisce con gioia ai personaggi che scrive le sue fissazioni e fobie (i pappagalli, il terrore delle bambole), e che sfrutta il suo background di attore per partecipare in prima persona, specie se si tratta di personaggi inquietanti (il killer armeno di The Shield e Otto, membro dell’MC molto importante). Ma è anche un gran simpaticone: ha pubblicato finte anticipazioni di sceneggiatura per prendere in giro i fan della serie – per poi dover spiegare lo scherzo a quelli che erano andati nel panico. Quello per cui lo vogliamo ricordare di più, però, è il momento in cui, dopo essersi cancellato da Twitter in seguito a una baruffa con la AMC, scopre che SoA ha superato Mad Men in termini di ascolti e dichiara che preferisce avere un pubblico, piuttosto che essere una serie con più Emmy che spettatori. La madre di tutti gli GNE GNE GNE. Come si fa a non amarlo? (Chiedetelo a Katey Sagal: le ha chiesto di sposarlo fingendo di volere la sua opinione una pagina di sceneggiatura in cui si raccontava una proposta di matrimonio… Era ovvio che fosse anche un incredibile romantico. E si capisce anche nella sua predilezione per i finaloni di stagione – tutti girati da lui – con la musica. Musica che è un altro stupendo elemento della serie: la colonna sonora è sempre ineccepibile.)

The Reaper

«Ho deciso: mi faccio tatuare “WOMAN OF MAYHEM”!» (tratto dalla stessa storia vera di cui sopra, mese imprecisato del 2009)

SONS OF ANARCHY - THE REAPER LOGO

Il marchio di fabbrica di Sons of Anarchy è The Reaper, La Mietitrice, il simbolo del club. Lo ritroviamo sui giubbotti dei membri, decorati con quello e con scritte che ne definiscono grado nella gerarchia e valore conseguito sul campo; lo ritroviamo sui cappelli, sui muri, addirittura sugli indumenti dei bebè. È un simbolo, diciamo un logo, molto credibile, perché rispecchia bene l’estetica dei veri MC, ed è anche un elemento graficamente bello di per sé, che dà il via a un’immagine coordinata dettagliatissima. Sì, certo, l’immagine coordinata di una serie TV è tutto marketing. Ma una cosa sono le tazze coi loghi, e un’altra la creazione di un mondo di riferimento vivo. Sarà marketing la maglietta che si può comprare sul sito FX (o su EMP per noi periferia dell’impero), sarà marketing la possibilità di acquistare, sempre sul sito FX (o altrove cercando bene, semper per noi extra-statunitensi) gli occhiali da sole di Jax, le scarpe da ginnastica di Jax, i jeans di Jax (le mutande! le mutande!). Ma è marketing, quando sei in tangenziale e ti trovi davanti un harleysta che si è fatto il giubbotto come i membri di SAMCRO? È marketing, quando qualcuno entra in un tattoo shop e chiede La Mietitrice? O quando va in viaggio di nozze in California, e fa una deviazione di chilometri soltanto per farsi la foto sotto al cartello “Redwood”? No, o almeno, non solo (ci vuole comunque una certa competenza per farlo bene, il marketing, è che noi siamo abituati male e per questo lo usiamo con fare dispregiativo). The Reaper somiglia molto alla Dharma Initiative di Lost, la prima serie che ha rotto i confini del racconto TV. E quando un mondo vive al di là delle storie che ha raccontato, quando si espande fuori dai supporti in cui è stato espresso, vuol dire che alla sua base c’è un’opera di creazione eseguita con l’anima, credendoci davvero.

E una serie capace di offrirti tutto questo, puoi ricambiarla solo amandola di amore assoluto.

Sons of Anarchy – IMDb – Wikipedia

Signora Maria
Non capisce un cazzo di cinema, figuriamoci di serie TV.

2 Comments

  1. cristinabi
    maggio 13, 2015

    tanto tanto amore

  2. Marco
    novembre 24, 2017

    Bellissime serie, spiace solo che sia finita cosi’.

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This article was written on 13 Mag 2015, and is filled under Binge-watching.

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