Piangi, compra, mangia: la magia del Natale in dieci spot strappalacrime


Coca-Cola Christmas

“Coke time”, quale migliore augurio per Natale.

“Sono già due mesi che sento odore di mandarino e di aghi di pino
e ne ho la nausea, pubblicità del panettone senza pausa,
assediato da nevicate di mandorlato”

(J. Ax, “È Natale ma io non ci sto dentro”, Crime Squad 1993)

C’è in vista una grossa indigestione di melassa, perciò meglio essere preparati. Ecco una bella tonnellata di spot a tema, fatti di musica commovente, buoni sentimenti, storie strappacuore e lacrime, lacrime, lacrime. Perché l’unico modo per liberarsi del Natale è smettere di combatterlo e farsi sopraffare.

Iniziamo in magica armonia (magicaaarmoniaaa), col classico dei classici: gli auguri Coca-Cola. Anche perché, ricordiamocelo, Babbo Natale come lo conosciamo l’hanno inventato loro. Hippies e ragazzi con la divisa da football che, inspiegabilmente, cantano in italiano: questo era il Natale di quando eravamo piccoli, una magia che non aveva bisogno di altro.

Proseguiamo con un altro classico, perché le basi sono importanti: era un tempo migliore, più felice, in cui sentivamo suonare con la diamonica il brano “la pasta Barilla” e i budget per gli spot erano di un altro livello. Lasciamoci trasportare in un bosco innevato, su questa slitta carica di regali, da cui scende uno dei Babbo Natale più belli che si siano mai visti, se non il più bello in assoluto: Paul Newman.

Chiudiamo la tripletta delle origini con i torroni spagnoli El Almendro. Il jingle, che in questo montaggio possiamo apprezzare nei vari arrangiamenti durante gli anni (notare il penultimo spot col picco di budget: l’elicottero, la nave), canta “Vuelve a casa por Navidad”, ovvero “Torna a casa per Natale”, centrando l’essenza delle feste: il ritorno a casa. E via con gli abbracci, le soprese, i pianti. Niente commuove più di un figlio o di un genitore lontano che torna a casa.

Adesso tenetevi pronti, perché iniziano le scorrettezze vere.

Dicevamo di figli e genitori lontani, giusto? Ecco, in questo spot di Hallmark, la multinazionale dei biglietti di auguri, la figlia a casa non ci è tornata. E quindi, il papà, la tradizionale passeggiata della notte di Natale l’ha dovuta fare da solo, o forse no. Perché quando ci si vuole bene, il modo di stare vicini si trova sempre.

E poi ci sono i genitori vicini, ma impossibilitati a passare il 25 in famiglia per lavoro. È a loro che Boots dedica lo spot natalizio 2014, col racconto di una pesante levataccia di tutti, per riuscire a fare la sorpresa alla mamma e festeggiare il Natale insieme, anche quando ormai è il 26 mattina.

Fare qualcosa di inaspettato, incredibile, impensabile, pur di festeggiare il Natale insieme, è il tema dello spot del department store John Lewis dell’anno scorso, protagonisti un orso e una lepre. Maledetti cartoni animati.

Una sorpresa è anche l’idea dello spot Apple 2013, che però risulta piuttosto “telefonato”, e non solo perché pubblicizza l’iPhone (facciamo brutte battute per controbilanciare gli zuccheri, abbiate pazienza). In compenso, il fatto che il finale sia prevedibile già dal decimo secondo, non inficia le lacrime alla fine. Anche i nativi digitali hanno un cuore.

Coca-Cola in una lista come questa non poteva apparire una sola volta, ed ecco lo spot dell’anno scorso e la sua sorpresa: finalmente è Babbo Natale che scrive a noi, per dirci di tenere duro, di continuare a sognare, di non arrenderci, perché anche lui crede in noi. Grazie, Babbo Natale!

Chiudiamo con una micidiale accoppiata sui sogni, dopo la quale nessuna indigestione di torroncini potrà alzarci la glicemia, perché saremo probabilmente già svenuti.

Un bambino, un pinguino, il regalo di Natale più bello che possa esserci per entrambi: è lo spot John Lewis di quest’anno, ed è già stato etichettato come “lo spot che ha commosso il mondo”. Signor John Lewis, se lo faccia dire: lei ha un malvagio talento per queste cose.

Una bambina, una specie di Little Miss Sunshine, la sua lotta contro le piccole avversità quotidiane e la realizzazione del suo sogno: costruire un razzo per andare al Polo Nord, da Babbo Natale. Buon Natale piagnone da JC Penney, e da tutti noi.

https://www.youtube.com/watch?v=W4CBqRdaiik

Signora Maria
Non capisce un cazzo di cinema, figuriamoci di serie TV.

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This article was written on 01 Dic 2014, and is filled under Amarcord, Binge-watching.

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