Stranger things, ovvero: vincere tutto


stranger-things-4

Cosa pensereste, se vi dicessi che c’è un piccolo capolavoro del cinema fantastico anni ’80 che non avete mai visto? Mi prendereste per matto, probabilmente. Impossibile! Li avete visti tutti. Dai più classici, come E.T. o Wargames, ai più strambi e borderline, come Howard e il destino del mondo.
Lo pensavo anche io.
Poi ho scoperto che ne esisteva un altro.
Certo, in realtà è uscito nel 2016. Certo, dura 8 ore o quasi. Certo, non è mai stato proiettato in un cinema. Ma sono tutti particolari.
Stranger things E’ un capolavoro del cinema fantastico anni ’80. Dall’inizio alla fine.
C’è tutto: lo Spielberg di E.T. con Eliott e la sua bici, il cinema di Carpenter (Stranger Things è letteralmente infarcito di omaggi, dai poster alle inquadrature rubate de La cosa, con tanto di spiegazione riguardante gli effetti speciali, fatti con chewingum e microonde), IT e i suoi Perdenti e ancora le passeggiate lungo i binari di Stand by me, tanto e tanto altro. Wargames e gli agenti senza faccia del governo, i piccoli paesi della provincia americana. Insomma, tutto quello che avete amato di un’epoca cinematografica pionieristica, folle e geniale.
Cosa dite? I Goonies? Io i Goonies li odio. Li odio, chiaro?! PERCHE’ VOLETE TIRARE IN BALLO I GOONIES?! Ok, sì, ci sono anche i Goonies, va bene.
Poi, sia chiaro, l’operazione nostalgia è palese. Ma la strizzatina d’occhi è talmente perfetta, geniale, curata in ogni singolo dettaglio, talmente filologicamente precisa, che non si tratta più di una mossa furba, ma di un progetto accurato e, virtualmente, privo di ogni possibile difetto, tanto da non risultare per nulla derivativo, ma innovativo.
Se impadronirsi di stilemi noti e ormai universalmente accettati e storicizzati e farne qualcosa di mai visto prima si può considerare innovazione. E così è, per me.
Gli attori? Una Wynona Rider perfetta nel ruolo della madre isterica, sconfitta dalla vita e relegata ai margini dall’economia dell’america reaganiana (lo so, lo so, pare un’analisi marxista arrivata direttamente da un Linus del 1983, ma se si guarda questo film, perché per me di un film si tratta, non di una serie TV, in controluce, è impossibile non notare una filigrana che parla di economia, di famiglie, di una società in qualche modo frammentata, che lo attraversa dall’inizio alla fine. E, se ci soffermiamo un secondo a pensarci, anche questa è una caratteristica di tutto il miglior cinema americano degli anni ’80).

stranger-things

(Non so se è una citazione da Shining, ma io non le romperei le scatole)

Un David Harbour in stato di grazia (lo ammetto, avendolo visto in The Newsroom, non avevo immaginato che avesse un tale potenziale da protagonista), che raccoglie in sé tutte le caratteristiche dell’antieroe anni ’80, un po’ di Arma Letale e un po’ di Die Hard, stanco, sofferente, arreso, ma in grado di offrire al mondo un ultimo, grandioso, colpo di coda.
I ragazzini, perfetti, tutti, tra cui spicca una Millie Brown che riesce a dar vita a un personaggio come Eleven, dolcissima e commovente.

maxresdefault

(Piccy! <3)

Gli adolescenti, un po’ Matthew Broderick, un po’ Tom Cruise di Risky business e un po’ il John Cusack di Sacco a pelo a tre piazze (a proposito, avete colto la citazione di questo film?), mischiati alle Molly Ringwald dei film di Hughes.

Stranger Things

(Certo, siamo l’epitome del disagio, mica son gli anni ’80 per niente)

Un villain di razza, interpretato da Matthew Modine, molto più spaventoso del mostrone del Sottosopra.
La cosa spiazzante è che a confezionare questo incredibile pacco regalo per noi vecchi babbioni, sono due ragazzini di merd…DUE GENIALI CINEASTI, che quegli anni ’80 a momenti neppure li hanno vissuti. Il che fa capire, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto il cinema possa essere un grandissimo strumento di indagine della realtà.

30EDDB1A00000578-0-image-a-96_1454743553000

(Bambini prodigio del cazzo!)

Ma identificare Stranger Things esclusivamente come una lunghissima, seppur ben fatta, citazione, davvero, non rende giustizia a un prodotto divertente, appassionante e girato senza una sbavatura.
Se anche tutti questi famosi capolavori degli anni ’80 non li aveste visti, se, per esempio, fino a ieri foste vissuti su Marte o tra gli Amish, Stranger Things vi appassionerà comunque dal primo istante e vi trasformerà in adolescenti con gli occhi spalancati, dall’inizio alla fine.
Perché forse, quel coraggio, quella fantasia, quella sapienza artigianale nel fare film, ci mancavano davvero. E ce ne rendiamo conto solo ora, perché qualcuno ci ha fatto un regalo. Inaspettato. Bellissimo.

Blogger, flamer, joker, midnight talker, playing my music in the sun, ma soprattutto cretino.

One Comment

  1. […] sono state benedette da Snake Plissken; sì si vede anche Flash in un flash; c’è anche David Harbour; la battuta migliore sul film l’ha fatta Kirsten […]

Lascia un commento

Information

This article was written on 19 Lug 2016, and is filled under Binge-watching, Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, , , , , ,