Suspiria o di come ti estetizzo le sinapsi mentre ti faccio la cura Ludovico


Le cose da sapere le sapete: il Suspiria di Guadagnino non è un remake ma un omaggio all’originale di Dario Argento, Guadagnino è un regista molto ambizioso, esteta conclamato ed entusiasta, uomo ossessionato dalla perfezione delle immagini e dai suoi dèmoni.

Dicevi FIL ROUGE?

Il primo piano narrativo si manifesta nei dieci minuti introduttivi dove vediamo un anziano psicologo accogliere una sua paziente delirante (Chloë Moretz). Lui sarà l’archetipo dell’uomo che indaga, colui che mette assieme i pezzi, il testimone e predestinato. Lei, la vittima perfetta che sarà il fil rouge per lo srotolarsi degli eventi.

Siamo nel 1977 a Berlino, il muro delinea i confini di due mondi profondamente compenetrati e distanti. I piani del reale e del demoniaco si intrecciano come i costumi di scena e i capelli delle ballerine che frequentano la scuola di Madam Blanc (Tilda Swinton, che bomba, che attrice, ha ben tre parti NO SPOILER tranquilli). Lei e le sue insegnanti, un nugolo di attrici una più brava e terrificante dell’altra, sono in procinto di effettuare una rievocazione molto importante. Nel mentre, dall’America arriva Susie (Dakota Johnson, bravona assaj) che vuole a tutti i costi entrare nel corpo di ballo e dopo un’audizione molto coinvolgente, riesce a spuntarla. Le metteranno subito le grinfie e gli occhi iniettati di sangue addosso ma il gioco è tra pari.

Stiamo giocando a farfallina, non si VEDE?

Il Suspiria di Guadagnino è un motore diesel che si avvia lentamente per poi viaggiare spedito e determinato verso la meta, una macchina ben congeniata che si prende più tempi dilatati del necessario ma che – quando decide di esplodere – lo fa senza mezzi termini.

Prima di arrivare al climax del sabba, vengono disseminate torture indicibili (la scena della prova del balletto e la malcapitata di turno nella sala degli specchi) regalando quella precisa sensazione di crudeltà affilata da lame taglienti che mi è sempre sembrata la cifra horror del miglior Dario Argento (teste schiacciate, arti spezzati, tagliole ante-Saw di dolorifico stampo medievale) e qui mi par proprio che siamo nel più aperto omaggio al genere spietato delle esecuzioni chirurgiche.

Ciao sono Mia eterna promessa del Goth.

Certi sorrisi sghembi delle attrici, però, mi hanno terrorizzata molto di più della congrega di streghe dalla pelle purulenta, alcuni passi di danza mi hanno fatto digrignare i denti di sofferenza molto di più che i sospiri gelidi delle mater nascoste nei muri, alcuni sguardi folli mi hanno incatenata come Alex il Drugo alla poltrona, molto più dei sacrifici di sangue e delle viscere esposte.

Va da sè che un oggetto peculiare come questo possa far scappare bestemmie (non a caso) circoscritte e circostanziate, ma come è classicamente mio credo da sempre, delle opinioni degli altri mi frega il giusto.

Sono Il Suspiria di Guadagnino e non sono per niente timido.

Suspiria è un film senza timidezze e molto fisico che utilizza i corpi delle attrici come templi dell’odio e dell’amore. Un momento accoglienti, quello dopo cumuli di dolore contrito, che usa gli spazi per intrappolare sensazioni e fotografare l’estetica crudele del dimonio femmina con una tale enfasi amorosa e disperata che risulta impossibile – almeno per un occhio come il mio – rimanere estraniati. Suspiria è un estenuante racconto che sbraga con furore.

 

2 Comments

  1. cidindon
    Gennaio 1, 2019

    Ciao e buon anno! Commento con SPOILER?!?.
    Sempre belle le vs recensioni ma ho visto il film stasera e l’ho trovato coinvolgente e giusto fino al sabba. Lì è il MEH. Un film così estetizzante che toglie ogni mostruosità lasciando l’ansia e la paura a un non visto, alle suggestioni, non aveva bisogno di tutto quel sangue, grand guignol e protesi. Sì lo so che le opinioni degli altri interessano il giusto ma i commenti son qua apposta 😉 e forse non c’erano altri modi per farla la scena ma non so, a me ha dato fastidio, un cambio di registro che non mi aspettavo né ho apprezzato.
    Detto ciò, buon anno a voi!

    • Daniela Elle
      Gennaio 7, 2019
      Daniela Elle

      Io la penso proprio al contrario :), la parte che diremo “trattenuta” è propedeutica (senti che parolona!) alla parte che sbraga con furore, il contrasto l’ho amato moltissimo e me lo sono proprio gustato, ti dirò. Buon anno anche a te 🙂

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