La teoria del dinosauro al cinema: ciao sono il primo post


Dinotopia

Adesso ti spiego i buchi neri di Interstellar

Mettere le mani avanti: enunciai questa teoria per la prima volta nel 2011 per gli amici di Vanity Fair (giusto per sistemare subito la quota name dropping)  e continuo a essere convinta che non solo sia attuale, ma sempre più confermabile. Quindi, con aggiunte e risistemazioni, ve la rifilo così espletiamo anche la pratica primo post de Gli 88 Folli.

Il dinosauro come figura archetipica inserita in una trama cinematografica ha avuto il suo massimo apice e contemporaneamente  l’inizio del decadimento – come succede a tutte le cose perfette – quando è uscito nelle sale Jurassic Park.

Credo di aver avuto tra gli otto/dieci anni quando domandai in regalo un libro che raccontasse scientificamente l’origine della terra. Non fate quella faccia lì. Sono sempre stata un ragazzina molto curiosa e avida di risposte plausibili. Con la religione c’è sempre stato ‘sto problema del doversi fidare per partito preso. 

Così, non ricordo se per Natale o un compleanno, ho ricevuto “L’origine dell’uomo“, tomo che conservo tuttora come The Book Of Kells pur senza avere il leggìo né le volte gotiche del Trinity College.

Mi ricordo a memoria dei passaggi e le foto a corredo esattamente come se le stessi vedendo ora. I concetti appresi che mi hanno formato per sempre sono stati: il fatto che somigliamo alle scimmie, l’australopiteco, le ere zoologiche e geologiche, la Pangea e le pitture rupestri. E poi non prendetemi per arrogante ma anche la scoperta del DNA. C’era questo disegno con le piastrine a forma elicoidale che mi ha ossessionato per un sacco di tempo e volevo in tutti i modi vederlo a occhio nudo. Non ho sezionato nessuno perché mi è bastato tagliare i capelli alla Barbie di mia sorella per soddisfare l’anamopatologo in me.

Ma lo scettro del protagonista dei miei studi e interessi l’avevo subito dato al dinosauro, dove per dinosauro intendo tutti i dinosauri dai procompsognatidi agli stegosauri, passando per lo pterodattilo. Quindi per molto tempo, i dinosauri sono stati i miei migliori amici.

Quando Crichton scrisse Jurassic Park fu come andare in paradiso, quando Spielberg decise di portare al cinema il libro, fu come andare in paradiso per una settimana intera.

Ho vissuto le varie epoche di rappresentazione del dinosauro: dalle illustrazioni, alle foto dei musei, ai musei di storia naturale dal vivo con gli scheletri, fino ai modelli in scala naturale del parco a tema nel cremonese. Sono dei plasticoni a vederli oggi, ma quando ero piccola erano il massimo. Capite bene che il rispetto che ho per la figura del dinosauro è qualcosa di profondamente radicato in me.

Il problema è stato quello che è successo dopo Jurassic Park. L’industria cinematografica pesca senza ritegno nello stagno delle cose che funzionano e da allora ha dragato lo falda dinosauresca fino all’ultima goccia. Il risultato di questa sovraesposizione  si è tramutato in saturazione e poi in lucide constatazioni. Ogni volta che scoprivo il dinosauro in un film o in una serie eran cattive notizie di gomma o in animatronic ma, soprattutto, di sceneggiatura. Novantanove volte su cento eran brutte notizie confermate.

Pensate a Terranova o a Dinotopia (ok, Dinotopia è il punto più basso in assoluto) ma anche ai dinosauri 3D. Il remake Viaggio al centro della terra aveva il dinosauro a tre dimensioni (esce una nuova tecnologia? E testiamola col Qualsiasisauro!), così come Land of the Lost con Will Ferrell, che invece di divertire diventava l’ennesimo film senza idee. Ma col dinosauro. E solo per citare alcuni titoli. Ehi andiamo a vedere il film col mostro! Ma è un tirannosauro! Ridatemi i soldi. Ciò detto un po’ di aspettativa e fiducia per Jurassic World ce l’ho.

Non credo smetterò mai di vederli i film col dinosauro: un po’ perché mi capitano, un po’ perché delle volte mi sciroppo cose che non si capisce per quale motivo non riesco ad abbandonare. Tipo la serie puri anni novanta The Lost World ma devo dire che lì è servito perché la scoperta dei pretoriani  mi ha in qualche modo rialzato il livello di serotonina e fatto passare i Raptor bidimensionali in secondo piano.

The Lost World Season 1 Episode 21 - YouTube

Ciao sono il tuo nuovo migliore amico

Non somigliano moltissimo ai Visitors? Madonna che serie i Visitors e quanto amavo Diana.

Tutta questa menata amici per dirvi che se in un film c’è un dinosauro, ci sono altissime probabilità che sia un film di merda.

Ora che ci penso ve lo potevo dire anche in 140 caratteri. Ma tant’è, avete guadagnato un nuovo migliore amico, ringraziatemi.

 

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

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This article was written on 16 Nov 2014, and is filled under Amarcord, Binge-watching, Le storie del cine.

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