Terminator Genisys


arnie

Sono andato a una proiezione speciale di Terminator Genisys per poterne parlare su Gli 88 Folli. Sono le dieci del mattino, le strade di Londra sono incasinatissime come al solito, fa caldo, molto caldo per i loro parametri. Arrivo presto, mi siedo in quarta fila centrale, inizio a guardarmi intorno. Davanti a me sulla sinistra un gruppo di ragazzotti che mi ricorda subito Misfits: sono vestiti con tute arancioni, sono rumorosi, parlano con un accento difficilmente comprensibile. Dietro di me sulla destra due signori circa della mia età ma enormemente più grassi. Ciascuno occupa due seggiole abbondanti, mangiano da due confezioni di pop-corn XXXL e bevono dai bicchieri di birra più grandi che mi sia mai capitato di vedere. Seduti subito dietro di me altri due signori, più giovani, con in testa il casco che usano ogni tanto i giocatori di rugby che non si toglieranno per tutta la proiezione. Mi sento a casa.

Sarà anche una proiezione speciale ma la mezz’ora di pubblicità non ce la toglie nessuno. Uno dei Misfits, l’unico che riesco a capire senza difficoltà, sta cercando di convincere i suoi amici delle incongruenze delle varie timelines, conosce a menadito tutti i film, sequenza per sequenza, i bloopers, tutto quanto. Gli altri Misfits un po’ lo prendono in giro, un po’ lo ignorano già annoiati dall’attesa. Su tutto regna il ronzio dell’aria condizionata e l’ininterrotto ruminare dei pop-corn XXXL.

Comincia il film. Ci fanno il riassuntone, i due sceneggiatori hanno esperienza di serial TV, devono aver pensato che fosse necessario un Previously on Terminator. Uno dei ruminanti brontola, i riassunti non piacciono a nessuno. Siamo subito nel futuro, quando salta in aria il Golden Gate una risata figlia dell’amicizia che lega inglesi e americani parte spontanea, poi ecco la guerra tra umani e macchine, ecco Kyle Reese (Jai Courtney) che viene salvato da John Connor (Jason Clarke) e ne diventa il braccio destro, Arnie giovane che viene spedito nel passato, Kyle che lo insegue, Dr. Who che come al solito combina guai (non sono io, alla comparsa di Matt Smith sullo schermo TUTTI hanno gridato DR. WHO! DR. WHO!).

who is terminator

Torniamo nel 1984, riviviamo (ed è molto bello) la scena di Arnie che va dai tamarri a prendersi i loro vestiti, solo che adesso la linea temporale è un’altra, non è quella di T1 ma nemmeno quella di T2 (gli altri sequel li ignoro, come d’altronde sembra ignorarli anche la produzione). Sarah Connor pur avendo le fattezze dolciastre di Emilia Clarke è un soldato addestrato e violento, non c’è nessuno da salvare per Kyle Reese perché anni prima una copia di Arnie è comparsa nella vita di Sarah per proteggerla, mandata non si sa bene da chi.

Mi sento a disagio, non funziona. Mi limito a muovermi nervosamente sulla seggiola mentre uno dei ruminanti strilla alcuni improperi, qualcosa riguardante le deiezioni di toro, sì, mi pare proprio che fosse questo che stava gridando. È passato solo un quarto d’ora, le cose non si stanno mettendo bene.

Kyle racconta a Sarah che nel momento in cui è iniziato il trasferimento temporale ha visto John nei guai per colpa di Dr. Who, e che non ci sono molte speranze che sia sopravvissuto all’avvenimento. Sarah dice torniamo a salvarlo. Mi giro nella sedia. Il Misfit enciclopedico balza in piedi, si gira come a cercare conforto, incrociamo lo sguardo, è indignato. Prostituta, mi pare che si sia indirizzato così a Sarah urlando, anche se prendi la macchina del tempo più bella del modo e vai nel fottuto futuro non salverai mai QUEL John!

sarah

Continua a urlare, spiega che ogni salto temporale genera un universo parallelo e distaccato dagli altri, nessuno lo ascolta perchè sullo schermo stanno discutendo se andare a salvare John o saltare a poche ore prima della presa di coscienza di Skynet che adesso chissà perché si chiama Genisys. Ah sì perché nel frattempo Sarah e Schwarzenegger sono naturalmente riusciti a costruire in una cantina una macchina del tempo, cosa che più in là nel film la Ciberdyne con a disposizione tutti i soldi dell’universo non riuscirà a fare.

Sarah reagisce a ogni discussione puntandoti una pistola carica alla tempia, è tutto molto realistico:

  • Sarah forse dovresti mangiare un po’ meno pancakes la mattina.
  • (puntandoti la pistola alla tempia) COSA INTENDI DIRE MENO PANCAKES FIGLIO DI PUTTANA COS’HANNO CHE NON VA I MIEI PANCAKES?

Quindi di discussione civile in discussione civile grazie all’escamotage mai visto prima nell’intera cinematografia americana dello sfruttamento di un conflitto irrisolto con il padre, si arriva alla decisione di saltare nel 2017, a poche ore dal varo di Genisys che Kyle ricorda essere in realtà Skynet e causa prima del Judgment Day. Ricordo proveniente da un universo alternativo di cui lui non dovrebbe avere consapevolezza, ma invece sì per colpa di un nexus spaziotemporale.

Il Misfit a questo punto diventa violento, comincia a strillare frasi incomprensibili, si piazza davanti allo schermo, trasfigurato dalle urla, con due ragazze che cercano di calmarlo. Da sopra cominciano a piovere pop-corn mentre sullo schermo una regia dal puritanesimo imbarazzante si prodiga in capriole tecniche per evitare di inquadrare le nudità dei protagonisti (nel tempo si viaggia nudi, niente storie).

Il resto mi è passato sopra molto più velocemente. Il Misfit è stato accompagnato fuori, i ruminanti hanno finito i pop-corn, John Connor è un’ennesima nuova forma di robot umanoide (si vede nel trailer, non sto spoilerando), bisogna distruggere la Cyberdine prima che lei distrugga noi e chissà se i nostri amabili protagonisti ci riusciranno.

Questo film fa molto riderone!

Questo film fa molto riderone!

Terminator Genisys è una porcata immonda, indifendibile sotto ogni punto di vista. Vedo il tendone che nasconde la porta d’ingresso della sala muoversi, è il Misfit. Non immaginatelo come il ricciolino simpatico della serie TV. È basso, brufoloso, con alcuni peli astratti sul viso che non si configurano assolutamente come “barba” e i capelli estremamente unti. Sta piangendo. Sai cos’ha detto Laeta Kalogridis (la sceneggiatrice assieme a Patrick Lussier)? Ha detto “(Skynet) He’s watched it happen a bunch of different times, and each time he’s seen it there is a different result but the same result.” L’ha visto succedere un po’ di volte (l’ascesa delle macchine e la ribellione degli umani) e ogni volta ha visto diversi risultati ma alla fine sempre lo stesso risultato. E questo, dice sempre piangendo, non è possibile. Non riesco ad accettare che una “semplice” intelligenza artificiale acquisti un potere soprannaturale di questo genere, diventi come Q di Star Trek, e possa avere una visione d’insieme di diverse linee temporali.

La battaglia finale si snoda lentissimamente sullo schermo mentre io sono combattuto se tornare a sedermi o stare con il Misfit. Alan Taylor (il regista) non fa niente per farsi ricordare, rimane tutto assordante e insapore. Succede una cosa, non la svelo, diciamo che Sarah viene ferita in un certo modo, che pensavo venisse discussa ampiamente ma vedo che nessuno le ha dato importanza; io e il Misfit ci siamo guardati con negli occhi la speranza che fosse uno snodo della storia (e invece no, non in questo film), mentre si parla molto della scena che si svolge durante i titoli di coda, tasso di sorpresa MENO UNO. Fermo i due con il casco da rugby che stanno uscendo, gli dico di aspettare la fine dei titoli di coda, loro ci pensano un po’, si consultano, e poi restano. Sono molto grossi, forse sono veramente giocatori di rugby. Alla fine della scena mi guardano entrambi come se volessero picchiarmi e se ne vanno scuotendo la testa.

smile
Esco dalla proiezione speciale di Terminator Genisys un po’ triste. La serie è alla deriva, questo film è quasi più brutto di Prometheus (adesso non esageriamo), certamente altrettanto mal scritto. È talmente brutto che viene quasi da rivalutare il lavoro che J.J. Abrams ha fatto con Star Trek, poi mi calmo e anche questo pensiero assurdo se ne va. Sono l’unico del pubblico che non ha qualche tipo di accompagnatore, il Misfit mi saluta, gli altri con la tuta arancione lo prendono in giro, io faccio una faccia come per dirgli “fregatene” ma lui scuote la testa sconsolato. I due ruminanti hanno ordinato altri due silos di birra, hanno un accompagnatore in divisa. I due giocatori di rugby salgono su un pulmino con su scritto “Special Needs”. Schwarzenegger passa tutto il film a ripetere “Sono vecchio, non obsoleto” e questa frase mi rimbomba in testa. La serie ha bisogno di gente più brava, con più idee, Salvation tra tutti i sequel ha provato a indicare una strada (sbagliata, certo), ma oggi quella voglia di uscire dal canone e provare qualcosa di nuovo sembra definitivamente abbandonata. Questo film nasce vecchio e finisce già obsoleto.

Terminator Genisys – IMDbWikipedia

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

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This article was written on 06 Lug 2015, and is filled under Binge-watching, Parlo mai di astrofisica io?, Scuse per parlare di film.

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