The Knick, aka sesso, droga e chirurgia


Schermata 2015-03-30 alle 23.11.39Erano le idi di marzo del 2011 quando Steven Soderbergh annunciò che avrebbe lasciato il cinema. Disse che “era arrivata l’ora”, che ormai da troppo tempo gli sembrava di girare le solite tre o quattro scene. Poi, come sappiamo, le cose andarono diversamente e solo un mese più tardi accettava di dirigere Magic Mike, tirato dentro da quel birillone plasticato di Channing Tatum, con il quale poi girò anche Effetti collaterali, forse narcotizzato o sotto ipnosi. Quindi si dedicò a Dietro i candelabri, programmato da tempo, e infine arrivò il TV drama The Knick.

Clive Owen, Eve Hewson and Steven Soderbergh seen filming for the new hospital period drama 'The Knick' in New York CityThe Knick è il Knickerbocker Hospital della Lower Manhattan di inizio ’900, quando la chirurgia moderna era agli albori e l’uso di cocaina ed eroina era legale, e i personaggi sono quelli che gravitano intorno all’ospedale, tra i quali spicca il talentuoso e dannato chirurgo John Thackery. Interpretato da un Clive Owen bello come una rockstar, Thackery si cimenta in prodezze chirurgiche mai sperimentate prima utilizzando i pazienti come cavie.

Nel girare le scene nella sala operatoria Soderbergh ha intelligentemente scelto di mantenersi su un livello di realismo medio che lascia intuire la finzione, perciò la vista del bisturi che incide la pelle o delle mani che affondano nelle interiora sanguinolente non risulta mai troppo impressionante. Ciò che raccapriccia – per cui ciò che è il vero focus – è piuttosto l’imperizia macellaia con la quale Thackery & C. massacrano corpi sperimentando sui pazienti tecniche chirurgiche dall’efficacia pari quasi a zero.

La straziante impotenza con la quale lo staff di luminari del The Knick deve combattere entra in gioco fin dal primo episodio con il suicidio del dottor Christiansen, capo e mentore di Thackery, e poi con l’abuso sempre più incontrollato di cocaina da parte di Thackery stesso. Chiariti fin da subito i suoi punti fermi, la prima stagione di questa seppiatissima serie diventa per lo più voyerismo su un’umanità abbastanza infernale.

Voyerismo che tocca l’apice quando, nel sesto episodio, Soderbergh ci mostra quel che, in questo mondo orribile, resta dell’amore: un mostro inguardabile, un’abiezione della mente, il più sfortunato dei Freaks.

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Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando l’amore per Soderbergh aveva questo volto. Ma forse gli episodi di The Knick sono come le videocassette di James Spader, vedremo… (e comunque Sesso, bugie e videotape miglior film di Soderbergh, per me).

Poi c’è un altro filone su cui si muove The Knick ed è quello dello show, del cinema. Le operazioni chirurgiche, difatti, vengono effettuate in un emiciclo sotto gli occhi di una platea di spettatori, e la metafora è ovvia: per Soderbergh anche il cinema (che guarda caso nasceva in quegli anni) è carne da macello, è un corpo esangue e malato, molto vicino alla morte.

E capiamo finalmente che The Knick è il progetto più autentico del regista di Atlanta da quel marzo 2011. E che il suo annuncio era molto più sincero di quel che sarebbe facile pensare. E che qualcosa, negli anni a cavallo del 2010, si è davvero inceppato nel cuore del nostro che fino a pochi anni prima girava film che trasudavano da ogni fotogramma la divertenza dei fuoriscena (a volte, vi dirò, ho trovato che gli Ocean’s fossero fin pornografici per come lasciavano intuire che erano anche filmini tra amici).

E però credo che, pur rispettandone l’opinione, nessuno di noi sia disposto a seguirlo su questo terreno. Altrimenti che cosa ci facciamo qui, sul sito degli 88 folli?

The Knick – IMDbWikipedia

Federica Guarnieri
Per lavoro scrivo di viaggi. Nel tempo libero viaggio con i film.

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This article was written on 06 Lug 2015, and is filled under Arredamenti Kubrick, Binge-watching, Parlo mai di astrofisica io?.

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