The Magnificent Seven 3.0


(l to r) Vincent D'Onofrio, Martin Sensmeier, Manuel Garcia-Rulfo, Ethan Hawke, Denzel Washington, Chris Pratt and Byung-hun Lee star in MGM and Columbia Pictures' THE MAGNIFICENT SEVEN.Ogni novità nel western ci dice qualcosa perché dal western è nato tutto. Benché non pretenda di rivoluzionare il genere, qualcosa ce lo dice anche Antoine Fuqua cui, dopo svariati travagli, è stato affidato il remake dei Magnifici Sette di John Sturges. Di rado si è visto sullo schermo un film, come questo, nel quale il trionfo del bene sul male e la battaglia per la liberazione dal villain di turno (uno psicopatico Peter Saarsgard) abbiano un esito così dimesso, così contrito e, in fin dei conti, così poco liberatorio. Il vero momento di festa, come rileva il prete del paese, è la notte prima della battaglia. Quello che succede dopo, invece, è semplicemente che i sopravvissuti, spossati e quasi ammutoliti dalla ferocia del combattimento, si contano, si ringraziano a vicenda e tornano a casa.

Director Antoine Fuqua on the set of Metro-Goldwyn-Mayer Pictures and Columbia Pictures' THE MAGNIFICENT SEVEN.La trama è grossomodo quella che conosciamo. Fanno eccezione l’incipit con le esplosioni in miniera, che anticipano quello che avverrà di lì a poco anche in paese, e il “branco di randagi” che si arrangia intorno all’ufficiale giudiziario Sam Chisolm, interpretato da Denzel Washington, e che comprende, oltre a lui medesimo, nero, un messicano, un nativo estromesso dalla sua comunità, un irlandese sfaccendato, un sudista, un asiatico non meglio identificato, un vecchio sanguinario fanatico religioso (Vincent D’Onofrio strepitoso), cui si aggiunge, come ciliegina sulla torta, una donna – un aspetto, questo dell’eccentricità dei soggetti coinvolti, che interessa più l’ufficio stampa.

Nel corso del film, poi, si inseriscono altre novità più interessanti. Innanzitutto Fuqua trasforma lo scontro in una vera e propria guerra con tanto di addestramento dei soldati, studio delle strategie, utilizzo di esplosivi e mitragliatrici (il “fiato del diavolo”). Alla prima vigorosa pistolettata in stile western lo dice anche Chisolm: «questo è stato solo l’antipasto». E difatti la battaglia vera è lunga, serrata, disperata anche nei momenti di supremazia. Come se Fuqua sapesse già che in che diavolo di festival del cinema sarebbe capitato: una Mostra dove già Mel Gibson, con Hacksaw Ridge, avrebbe annichilito la platea mostrando scene di guerra strazianti, e dove il documentario Our War avrebbe raccontato la vita e gli ideali dei foreign fighters volontari in Siria a combattere Daesh al fianco dei curdi. Anche i magnifici sette sono foreign fighters, tecnicamente.

Denzel Washington and Chris Pratt star in MGM and Columbia Pictures' THE MAGNIFICENT SEVEN.Un’altra novità consiste nel fatto che Fuqua lascia poco spazio all’eroismo dei singoli: l’eroe in quanto tale era già tramontato con Peckinpah, ma il fatto è che in questo nuovo Magnificent Seven ogni situazione che potrebbe sfociare in un momento di esultazione e sollievo, per quanto fugaci, viene programmaticamente smorzata. Passa sottotono il ritorno di Goodnight (Ethan Hawke), coscienza di questo stato di guerra permanente e sfiancante. E passa sottotono il sacrificio di Faraday (un notevole Chris Pratt), dissimulato dalla sua abitudine a bluffare. Quello che conta è il gruppo, è restare uniti, non c’è spazio per le individualità, e quando lo stesso Chisolm si fa coinvolgere oltre misura rischia di rimanerci.

Ciò che resta sono le tombe, cui va l’ultima inquadratura. Ciò che resta è la fatica di conquistare una libertà che si sa essere fragile perché ormai i tempi sono questi e per gli happy end non c’è più tanto spazio.

The Magnificent Seven – IMDbWikipedia

Federica Guarnieri
Per lavoro scrivo di viaggi. Nel tempo libero viaggio con i film.

Lascia un commento

Information

This article was written on 14 Set 2016, and is filled under Non è il mio genere, Parlo mai di astrofisica io?, Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, , , ,