THX 1138, L’uomo che fuggì dal futuro: ceci n’est pas un Lucas


“Chi è? Cos’è? Cosa mi sta a significare? Chi cazzo bussa al mio convento co’ sto freddo e co’ ‘sto vento, che vuole? Che cosa. Cazzo. Vuole?”

Ecco,  mi succede così.
A me, noto intellettuale in disuso, quando capita di incocciare un “opere del genio e dell’intelletto umano” che punta aldilà del mero intento di distrarre dal tedio quotidiano, scoppia il litigio sul pianerottolo del cranio.
Il piazzista di turno bussa alla porta dell’anticamera del cervello (o per i più teneroni, del cuore), perché vuole venderti la sua profumata verità, o i suoi puzzolenti dubbi, e inizia con lo sproloquio del venditore: “Ma ha visto quest’ultimo ritrovato dello scibile umano?”, “Ce l’abbiamo anche nelle comode versioni per vegetariani, celiaci e anche focomelici!”, “Ehi? Ma c’è qualcuno qui dentro?”.
E no, ovviamente no, non c’è nessuno.
Il mio cervello in quel momento è al cesso a spararsi una se… quenza.
Una sequenza di docce rilassanti.
Le docce non rilassano? Quelle che dico io sì, fidati.

Ma è troppo tardi, stimolo arrivato, cervello punzecchiato, kernel avviato, meno TRE, meno due, meno uno: SCISSIONE.
Da una parte il cervello chiuso nel cesso, dall’altra quello che vuole vendergli le sue intuizioni da intellettuale di sinistra.
E iniziano a litigare.

Quando a quella porta si presentò THX 1138, L’uomo che fuggì dal futuro, nel lontano che ne so (qui cesso, mi ricevete?), su Rai 3, alle 4 di notte circa, successe quindi l’inevitabile.

THXtalk

Da una parte uno smartass brain querulo e cagacazzo, dall’altra un crapper brain imbruttito e in cerca di figa, alcol, droga, al limite sigarette e sonno.

Crapper Brain: Basta, insomma, basta, vai via… vai via cazzo! Ho eseguito le istruzioni alla lettera:
1) studiare;
2) diventare secchione nerd e rimanerci per anni ed anni;
3) infine laurearsi e immediatamente buttare laurea nel cesso.
Fatto. A posto no? La mia sporca libbra di carne all’uman consesso l’ho pagata, ora lasciatemi in pace.
Smartass Brain: No.
CB: Ma poi vedi ‘sto coso, co’ ‘sto filmetto sperimentale, di denuncia, fantascienza, avant guard, che cazzo ti guardi?, ti ho chiesto qualcosa? Che vuole? Chi cazz’è?
SB: Guarda che è George Lucaseh?
CB:  … *il buio, una tempesta di neve, la Barriera, e nessun Guardiano della Notte a presidiarla*
SB: Quello di Star Wars.
CB: Quello di…
SB: Star. Wars.

George Lucas
CB: Ma quello che poi l’avevano rapito gli alieni, (Abduction! Abduction!), che l’hanno rimpiazzato con un clone allevato da una coltura di dna di noci di cocco?
SB: Quello… ma prima che succedesse.
CB: Ah, prima. Prima quando?
SB: Molto prima.
CB: Prima che avvenisse l’imperdonabile atto terroristico alieno? Cioè prima della seconda trilogia (LA PREQUEL TRILOGY POSSINAMMAZZALLI) dici? (Ma quando li attaccano poi sti ‘glieni? Ahò, gli USA, sempre a perdere tempo in Medio Oriente, a giocare coi soldatini e i civilini, invece di pensare alle cose serie, tipo, che so io, la messa in produzione della cabina del teletrasporto, una guerra intergalattica, cose così. Non ci si crede…)
SB: Fai, fai lo spiritoso. Comunque sì, THX è di Lucas, the main George, girato molto, ma molto prima di Guerre Stellari WHATEVER TRILOGY, visto che trattasi di opera prima. O meglio opera quasi-prima (Toh, leggetevi la storia della pellicola su Wiki).
CB: Ma no…
SB: Ma sì. E non si può non notarlo. In THX 1138 troviamo in nuce tutte le tematiche che riprenderà nell’intera sua carriera!
CB: Non eccitarti troppo che sei vecchio, poi devi correre al cesso, ma ci sto io e non ti apro. “Intera sua carriera”, adesso, mo’ non esageriamo. In Star Wars, vorrai dire.
SB: Vabbe’, non sottilizziamo.

 

THX_1138_DC
CB: Ma non diciamo stro… Certo, certo, l’Impero che raddrizza le sorti dell’umanità incapace di interagire naturalmente con la Forza… va’, se non è una cazzata.
SB: Vabbe’, allora l’incomunicabilità? Che viene sdoganata dal regime al punto da diventare la non-comunicazione. Un regime che tra l’altro non si sa bene cosa sia, una politica sgonfia, una religione finta: ogni essere umano è identificato solo da una sigla e subisce, o gode, le stesse regole di ogni altro essere umano. Le informazioni sono tutte proclami, rimbombano dagli altoparlanti, passano sugli schermi, e disinformano, sono tecniche, non hanno succo concettuale. Esistono ancora le coppie, ma solo di convivenza, e ovviamente non comunicano (quando LUH 3417 smette di assumere le medicine anti-emozione che somministra il sistema, non si si sa perché lo fa, lo fa nel totale silenzio, va tutto bene così).
Pure un luogo di discussione eletto come tale dal fantomatico regime, cioè il “tribunale” che decide chi riformare, punire, quanto, come, dalle bastonate in diretta, la gente nei bar che commenta come fosse una partita di calcio, fino ad arrivare a eliminare i devianti dal comportamento accettabile, risulta una semplice “postazione lavorativa”; gli incaricati riescono a parlare tra loro solo se si tratta di pochi dettagli tecnici, di budget, e via con la rapida sentenza.
Tipo il parlamento della repubblica pre-impero, cioè se ci parla uno come Jar Jar Binks… no, ok, mi sono lasciato prendere dai brividi di repulsione.
CB: E tipo cosa allora? L’incomunicabilità padre-figli? Cioè, Darth Vader, Luke, sono tuo padre, cazzo alla buon’ora, per poco gli viene un’ernia al disco per rivelarglielo, e Luke si taglia via una mano pur di sottrarsi al dialogo, ‘sto sedicenne brufoloso… poi Leia, me lo vedo il Darth che scuote il capo nervosamente, “no, no, no! Leia non deve sapere! Meglio lasciarla nell’ignoranza, prima che inizi a chiedermi di brillantini e assorbenti!”. Quando hai finito di dire cazzate, eh?
Secondo me ti sei bruciato il cervello.
SB: Ma pure tu sei il mio cervello.
CB: Ancora coi dettagli inutili, vedo.
SB: No, stammi a sentire: la non-comunicabilità è la stessa che porta al crollo degli Jedi. In THX 1138 è istituzionale e diventa endemica: chi riesce a pensare, poi non riesce a comunicare, non è capace, non c’è più abitudine a discorrere, un po’ come nei social network odierni, gli interlocutori si lanciano in soliloqui.
CB: Bacchettone.
SB: Taci. Seguimi: il protagonista smette di assumere le droghe che abbattono le pulsioni emotive, quindi fa sesso, naturalmente probito dalle leggi perc-
CB: Come nei social network? O come tra consanguinei, tipo Luke e Leia, è lì che vuoi arrivare? Fai schifo. Poi dicono di me che sono un maiale…

 


SB: Ma no, ma no, dicevo, THX inizia a fare sesso con LUH, la sua convivente (unica parvenza di rapporto relazionale che viene permessa), ma il sesso è proibito e irregimentato da macchine masturbatrici (no mungitrice elettrica, bada che ti sento eh?) e assunzione di medicine. Le previsioni di sistema si rivelano esatte: non appena ciò accade THX inizia a pensare. Ma non ne è capace! Lo fa “per opposizione”: “Questo non mi soddisfa, questo non mi piace, dov’è LUH, che fine ha fatto?”, e più in là non riesce ad andare. Sebbene questo basti e avanzi perché lo sbattano in prigione, è evidente frutto della non-comunicatività programmata.
Anche in prigione (una prigione ideata nel verso opposto di una società tutta costruita al chiuso di pareti fisiche e barriere comportamentali di ogni tipo: è una distesa di niente. Bianco, bianco senza fine…), anche in mezzo a questo nulla, i “delinquenti” si incontrano, convivono, ma non-parlano tra loro, non si notano nemmeno quasi. C’è una donna che viene quasi stuprata, un nano, un vecchio, potrebbe esserci un elefante viola a pois rosa, sarebbe lo stesso: come se non ci fosse nessuno. Si lanciano in soliloqui che si fatica a correlare tra loro. THX incontra SEN 5241, l’ultimo dei suoi controllori, pure lui “contagiato” da quanto controllava, e non c’è contatto tra ciò che i due esprimono. Addirittura, cercando di fuggire, incontrano il paradosso anti-comunicativo: SRT, l’uomo che si dichiara l’ologramma di TXH. Sarà vero o una paranoia di SRT, ormai non-comunicazione fatta uomo, che non riesce nemmeno a definirsi a se stesso come unità, ma solo come replica di qualcun altro?

 


CB: Sì, tipo C1P8, che lo capisce solo salcazzochi, poi Chewbacca, e anche quell’altro babbione “Mi comincia giurno maxi okeyday, con buena pappa a colassione, poi bum! Maxi parura”…. ma ti ascolti?
SB: No, non intendevo quello, pensa agli Jedi e il loro interagire con il resto delle forme di vita, un linguaggio rivolto a se stessi, perché ciò che è la Forza non può essere spiegato, ma solo capito.
Così come la forza che anima THX e chiunque riuscisse nuovamente a pensare, è allo stesso modo qualcosa che non può essere spiegato, ma solo intuito.
Anche LUH si scorpora dalle abitudini imposte, eppure scompare. Anche SEN 5241, che arriva addirittura a smascherare Dio (“ma che vuoi da me, sei tu che mi hai fatto così”, sei tu che mi hai dato la capacità di pensare e di non credere, e ora mi vuoi punire e devo pure essere contento della tua incoerenza infantile? Ok, ci sto mettendo un po’ del mio, ma siamo lì), non compie l’ultimo passo, di fronte allo spiffero gelato di una libertà a portata di mano, a un ratto che vive tra i tralicci che reggono dall’esterno l’enorme palazzo del mondo; non ce la fa a fuggire e torna tra i ranghi, pillola blu sì grazie.


CB: No, Matrix e la pillola NO. Giuro che mi faccio saltare con tutti gli ostaggi, eh?
SB: Tranquillo, di Matrix parlerò un’altra volta.
CB: Ecco, aspetta che io sia morto, grazie. Vabbe’, ma ci stai babbiando con ‘sti paralleli tra Lucas di Star Wars e il giovane ribaldo che ha messo insieme questo pamphlet fantascientifico. Tutte seghe mentali: questo è un film di fantascienza stile 1984, con la sola differenza che alla fine il ribelle vince.
SB: E dici niente.
CB: Shht, zitto, fammi finire, dicevo, mentre invece in Star Wars ci sono solo le gran bastonate che si tirano i buoni, appoggiati dalla Forza, e i cattivi, con la parte oscura della Forza. I fighi, diciamocelo.
SB: E Han Solo nel mezzo.
CB: E Han Solo nel mezzo. Che va coi buoni solo perché c’è fregna, se no stocazzo.
SB: E invece no, porcaputtana. In questo film non c’è solo 1984, c’è Brave new world, c’è l’informatizzazione e la robotizzazione dei meccanismi sociali, era avanti anni luce! E riprende tutto in quell’affresco che sarà Star Wars!
CB: Riprende solo che i buoni vincono, sai che palle.
SB: Macché, è come Wittgenstein nella scena finale!
CB: Wittgenstein? E chi minchia? Mai visto in Star Wars
SB: Ma no! Stupido, fradicio robboso! Wittgenstein il film! Alla fine il mondo compare emergendo dalle tenebre del non-sapere, respira, prende aria, vive!
CB: Ehi, nel film, quella scena lì, è quella quando Wittgenstein muore un peletto, farei presente, eh?
SB: Appunto! Anche THX muore! Non è più un numero in un mondo buio e in coma indotto, è finalmente un uomo che prova emozioni, strappando il velo di Maya imposto dalle paure, rivelando che la terra è viva e serena, ancorché deserta e pronta ad accogliere nuovamente l’essere umano rinato!

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CB: Certo, e col genere umano, in omaggio anche i film di Walt Disney, il maccartismo, il maschilismo, l’Africa colonizzata e stuprata… cos’altro? Ah, dimenticavo, magari le garette degli sgusci? O l’inseguimento di motociclette a cuscinetto ad aria nei boschi?
SB: … quello è il Ritorno dello Jedi, e si svolge sulla luna boscosa di Endor.
CB: Ebbene? Non ci piazzi anche qui un bel parallelo con la fuga finale di THX sui prototipi, inseguito dai robot moticiclisti… è perfetto no?
SB: Deficiente.
CB: Saccente rompicoglioni. THX è un bel film, ma che palle tutto ‘sto pensare. Punto. Baste seghe mentali. Via con quelle fisi…
SB: Basta, me ne vado.
CB: OOOHHH! Eccheccazzo, a saperlo prima… addio eh?

N.B Sebbene ogni riferimento a cervelli scissi o a fatti realmente accaduti è puramente voluto perché è la cruda realtà e accade sempre così, e nonché ogni cervello sia stato maltrattato durante la produzione di questo articolo, codesto è solo un artifizio per dire quanto THX 1136 sia un gioiellino inestimabile della Cinematografia, aldilà dei generi, e con la “c” maiuscola, e di quanto al primo impatto “non ce se crede” che l’abbia girato George Lucas, quell’ometto buffo col ciuffo e lo sguardo bovino… ma scusate mi sono spezzato le dita da solo in questo momento, devo chiudere.

THX 1136 – IMDbWikipedia

Leonardo V.
Pur di non parlare di me di solito nei profili metto un calembour, un paradosso, due cazzate in croce e via che me la cavo così. (<--- sì, è un paradosso)

2 Comments

  1. astrid
    marzo 11, 2015

    sempre una bella botta, leggerti !

  2. Leonardo V.
    marzo 12, 2015
    Leonardo V.

    Grazie… I suppose 😛

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