Transparent, la serie originale Amazon che vale due Golden Globes


transparent

Una drammatica rivelazione getta luce sui segreti di una famiglia di Los Angeles dai legami già gravemente deteriorati.

Voi quale segreto nascondete?

Mi pongo spesso questa domanda quando mi aggiro in calzamaglia silenzioso e furtivo per i tetti della mia città. Lo faccio solitamente in estate perché in calzamaglia fa molto freddo, già verso ottobre aggirarsi per i tetti solo con una calzamaglia addosso mi provoca il raffreddore e orrendi dolori alla schiena.

Senza niente da nascondere una vita è davvero interessante?

Le lunghe notti invernali che passo davanti alla televisione aspettando di poter indossare di nuovo la mia calzamaglia a volte riservano gradite sorprese.

Quando scrivo “televisione” sto usando un’astrazione.

Spesso la “televisione” non la guardo attraverso un televisore e spesso, è una novità introdotta da Netflix e di recente copiata da Amazon, non è una produzione televisiva vera e propria, nel senso tradizionale del termine, quella che finisco per guardare (non entreremo nel merito delle domande “Netflix è una televisione?” o “e Amazon instant video?”).

Netflix ci aveva già deliziato con Orange is the new black e, meno secondo me, con House of cards; è questa volta Amazon, attraverso la penna parzialmente autobiografica di Jill Soloway, che riesce a confezionare un piccolo gioiello narrativo.

A partire dal titolo, un gioco di parole di rara bellezza.

Morton, il patriarca della famiglia Pfefferman, ha qualcosa da nascondere da circa tutta la vita. Raggiunta la pensione decide finalmente di diventare trasparente e confessa che è da sempre che si sente donna, è da quasi sempre che in segreto si veste da donna e si comporta da donna e che non è più tempo di fingere, tanto che da ora in poi lo dovranno chiamare Maura e dovranno accettare il fatto che lui sia a tutti gli effetti una donna (non biologicamente, ma è irrilevante).

Il dramma si scatena e molte altre rivelazioni ci attendono dietro l’angolo. L’elemento narrativo più forte è che Maura, interpretata da un bravissimo Jeffrey Tambor, è tutt’altro che credibile come donna: è grande e grossa, abbastanza goffa, con lineamenti decisamente maschili; Maura/Tambor ricorda irrimediabilmente il Peter Boyle di Frankenstein Junior, è un grande elefante nella stanza con il quale i diversi personaggi si relazioneranno in modo differente, ciascuno mettendo alla prova la propria capacità di amare la persona e accettare questo cambiamento. E i cambiamenti che avvengono in loro.

L’interpretazione di Tambor rende Morton/Maura un personaggio drammatico ma tutt’altro che tragico, spesso allegro e sempre molto consapevole. È un’interpretazione da Golden Globe, premio vinto anche dalla serie stessa nella categoria “Best Television Series – Musical or Comedy”.

tambor

Puttin’ on the ritz!

Il peggior difetto di tutta la serie, se si eccettuano alcune imperfezioni in fase di montaggio alle quali le produzioni americane ci avevano disabituato, è che la storia non termina ma si interrompe bruscamente lasciandoci appesi ad aspettare una seconda stagione.

Il miglior pregio è Amy Landecker della quale non conoscevo l’esistenza e ormai senza la quale non posso più vivere.

Occhi a cuore

 

E voi? Ce l’avete un segreto?

Transparent – IMDbWikipedia

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

Lascia un commento

Information

This article was written on 14 Dic 2014, and is filled under Binge-watching.

Current post is tagged

, , , , ,