Tutto può accadere a Broadway, ma pure a Gallarate (solo che fa meno chic)


shesfunnythatwayPeter Bogdanovich, classe 1939, sforna un film che riesce ancora una volta a farci innamorare di New York e di Broadway. Non – questa volta – delle luci sfavillanti del palcoscenico, ma del backstage. C’era già riuscito col teatro inglese nel 1992 girando Rumori fuori scena, straordinario film corale con Michael Caine e un Christopher Reeve ancora sulle sue gambe. 

I protagonisti? Una escort più tenera e ingenuotta che panterona del materasso, un regista con la vocazione da Madre Teresa, sua moglie con regolare apparato di figli, servitù e corna, un giudice in preda ad una crisi di mezza età, una psicologa isterica, uno sceneggiatore depresso, un attore stravagante e strapagato, un investigatore privato che si accolla al figlio telefonandogli venti volte al giorno. Tutto può accadere a Broadway, e se volete vedere cosa diavolo abbiano in comune queste persone dovrete andare al cinema per scoprirlo.

cinalci-tutto-puo-accadere-a-broadway-gallery-2In definitiva tutta la storia ruota attorno all’ennesima wannabe attricetta che si mantiene mentre aspetta la sua grande occasione di sfondare, solo che invece di fare la cameriera è una squillo. Peraltro la domanda sorge spontanea: ma come diavolo si sosterrebbe l’industria della ristorazione americana delle grandi città senza il flusso continuo di aspiranti attori dalle campagne? Un giorno ci scriveranno tesi di laurea e saggi dal titolo altisonante “Un modello multifattoriale di analisi delle migrazioni di massa dalle campagne alle metropoli ai centri urbani tra XX e XXI secolo: tira più il sogno di vedersi un giorno con l’Oscar in mano, o il caro vecchio pelo di f…”. No, in effetti forse no.

Tornando a Bogdanovic, questo film – di cui è anche sceneggiatore – ricorda moltissimo un altro dei suoi grandi capolavori: “Ma papà ti manda sola?” (What’s up, doc?)  del 1972, con i meravigliosi Ryan O’Neal – che, fresco e lacrimoso reduce da Love Story, qui si riabilita completamente in una mise petto nudo e papillon – e Btumblr_m3q7rtazRs1qbtnmzo1_1280arbra Streisand (non credo farò mai pace col fatto che negli anni ‘7o siano riusciti a trasformare Barbra – nasone incluso – in un sex symbol. Bravoni). Due film corali, surreali, dove le coincidenze del tutto implausibili diventano motore di situazioni assurde e divertentissime. Dove qui l’elemento comune è il palcoscenico attorno al quale si ritrovano tutti i protagonisti, là erano cinque valigie identiche, oggetto di furti, scambi e sottrazioni, a determinare l’incontro della più improbabile varietà di personaggi (dallo scienziato interessato alle rocce come strumenti musicali degli uomini preistorici ad una multimilionaria circondata da yorkshire e gioielli di diamanti, da un giudice in preda ad un esaurimento nervoso ad una scapestrata appena sbattuta fuori dall’ennesima università americana: chi non avesse visto “Ma papà ti manda sola?”, vada a recuperarselo, è un consiglio).shesfunnythatway.mp4

Due parole agli attori: Owen Wilson ti amo, ti aspetto al varco con Zoolander 2: non mi deludere, sempre tua *lancio di perizomini sul palco*. Rhys Ifans mi sei piaciuto con le mutande zozze in Notting Hill, come il fratello di Sherlock che si bomba (almeno lui) quel fighino di Joan Watson nel mio amatissimo Elementary, e mi piaci qui, con la sciarpina metrosexual e il canetto sempre in braccio. Imogen Poots sei abbastanza cagna, se questo film non ha fatto faville al botteghino per me è colpa tua: ti aspetto sotto casa se ne vuoi parlare. Jennifer Aniston sei meravigliosa quando fai la parte di quella che sbrocca malamente, infatti in questo film sei meravigliosa tutto il tempo (però io fossi in te protesterei la prossima volta che ti cercano per farti rifare per la milionesima volta la parte di Rachel eh, poi vedi tu). Cybill Shepherd da Moonlighting tutti i pomeriggi in tv a un semplice cameo qui: se vi è un dio, si è scordato troppo presto di te.

Una menzione particolare alla colonna sonora, memorabile, che – forse per la presenza di Owen Wilson – ricorda molto quella dello splendido Midnight in Paris di Woody Allen. Divertente, allegra, frizzantina come questo film.

She’s funny that way – IMDbWikipedia

La bio la faccio dopo.

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This article was written on 14 Dic 2015, and is filled under Scuse per parlare di film.

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