Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenza


PiccioneIo al cinema vado per guardare. Se c’è una storia, bene. Se ci sono dei bei dialoghi, meglio. Ma non sono lì per quello, sono lì per guardare, per perlustrare le inquadrature, per poter fare la voyeur socialmente utile: siamo lì per questo, no? Guardare senza essere visti.

Roy Andersson due film: uno in primo piano e un altro, spesso più interessante, in secondo piano. Sono entrambi noiosissimi, se non ti piace guardare: te lo dico subito. Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenza non è adatto a te se cerchi una storia, dei dialoghi o un qualsivoglia contenuto: è tutto contenitore, è tutto sguardo, è tutto Cinema.

Andersson è come Haneke, uno di quei registi che ami alla follia ma mai e poi mai consiglieresti a qualcuno, poi ogni tanto beccano un premio e tu ti senti meno solo.

Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenzaNon vi parlerò di Beckett, di Von Trier e di Kaurismaki o Vinterberg, perché Andersson fa più una cosa agli Uomini che odiano le donne: mette in scena gli scantinati del senso di colpa nordeuropeo, un particolare caso di Homo Sapiens tanto bello quanto livido, almeno a giudicare dalla loro narrativa e cinematografia. Non a caso io amo la Norvegia e ci torno anche quest’estate perché è come essere in Paradiso (o al Cinema): è tutto bello, sei morto e non devi preoccuparti di fare altro che guardare. Un po’ come davanti al piccione seduto sul ramo che riflette sull’esistenza.

Un uomo parla con una segreteria telefonica davanti a un ristorante mentre in vetrina lei va in pezzi perché viene respinta (o forse lasciata, o forse gentilmente cazziata). Le donne piangono mentre i soldati non più a cavallo sfilano. Lui si inchina agli animali morti mentre lei lo aspetta con i sacchetti in mano. Sono tutti “contenti di sapere che state bene”, voialtri all’altro capo del filo.

Il Piccione che su un ramo riflette sull’esistenza è in secondo piano, se non fuori campo. Sono uscita dal cinema sognando tutti i fuori campo e ripetendo le frasi tre volte, ma con la tentazione di baciare i passanti con lo slancio di Lotta la zoppa, forse l’unica persona viva del film, della Svezia, dell’Europa.

Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenza – Wikipedia – IMDb

Una che vede sempre un film diverso dal tuo.

One Comment

  1. Poppo Chè
    ottobre 5, 2016

    Cara Mafe, il cinema non è solo occhio, ma è orecchie, è cuore ed è memoria.
    Detto ciò, mi rivolgo direttamente alla contraddizione morfologica dell’assurdo enunciato che sarebbe teso a rappresentarti:
    Ma se vedi sempre un film diverso dal mio, allora mi sembra necessario che anche io stia vedendo un film diverso dal tuo (!).

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This article was written on 09 Mar 2015, and is filled under Amarcord, Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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