Wonder Woman: gelato gusto divertimento (e tu testa di ravanello, tu non te lo meriti)


Non vi sarebbe piaciuto da matti un Wonder Woman diretto da Kathrine Bigelow? Sì forse ma non ce l’abbiamo. Vi sarebbe piaciuto un WW diretto da Tarantino? Uhm chissà cosa avrebbe potuto tirarti fuori dal genere (ma ce l’abbiamo già dai con The Bride ha detto tutto quello che poteva sul tema, sveja). Comunque non ce l’abbiamo un WW diretto da Quentin.

Abbiamo però questo Wonder Woman diretto da Patty Jenkins e io direi che ce lo teniamo così perché messo tutto nella precisa lente di inquadramento, funziona. Patty Jenkins ha in carnet Monster con Furiosa (eccola qua un’altra giusta contemporanea) e come si evince dalle ellissi narrative di questa mia introduzione, siamo già nei paraggi dei conti che tornano.

Madonna quanto, quanto ti ho voluto bene mammyna <3

In Wonder Woman ci sono tutti i difetti che sembrano un po’ il marchio di fabbrica DC: lungaggini, ingenuità varie, facilonerie. Ma in WW si percepisce un lavoro più completo, con alcune scene da brivido e alcuni passaggi intelligenti che lo portano a un livello decisamente superiore rispetto alla produzione vista fino a ora. Come se finalmente questo genere si fosse dato delle regole, sovvertendo cliché, sottolineandone degli altri ma alla fine realizzandosi nel reinventare se stesso. E che il personaggio principale sia una donna non solo lo rende ancora più divertente, ma multiforme. Il refrain più ricorrente è “Fatelo fare a lei è più brava”. Certo è Wonder Woman/Diana Prince ma se ci si pensa è roba quasi rivoluzionaria a suo modo anche oggi.

Una delle cose più belle e compiute che si apprezzano di  WW è che non spara le cartucce così a caso, nonostante una terza parte un po’ fracassona e confusionaria – oh ma ci sta siamo sempre nel mondo dei super eroi cosa facciamo un banchetto posh coi finger food? WW se la prende quindi comoda nella parte introduttiva facendoci salire sulla montagna della soddisfazione e prendendosi tutto il tempo che serve per scalarla. Arrivi in cima non senza qualche scivolone e poi BAM. La prima uscita ufficiale di WW è un brivido di purezza epica che ti fa saltare sulla poltrona, il tutto accompagnato dal tema musicale che personalmente trovo fichissimo.

Speriamo di non inciampare cazzarola

La panna di WW è montata bene pazienza se mentre metti la ciliegia affonda un po’, non è che la panna non abbia comunque un buon sapore, giusto? Cosa dite che non bisogna accontentarsi? Avete ragione, lo dico sempre, semprissimo anche io mai farlo. Ma certo che se WW non vi è piaciuto possiamo essere ancora amici, essenziale è che non vi sia piaciuto per le ragioni giuste. Che non sono quelle è poco femminista, è troppo femminista e ha perso la bussola, è ingenuo, è stocazzo-della-critica-militante-frustrata vestita di merda che deve per forza demolire tutto. Cosa dici? Anche io mi vesto di merda? Sì vero, ma meglio.

Laddove i dialoghi inutilmente verbosoni di BvS e le sciarade psycho di Suicide Squad ti arrotolavano le gonadi esasperandoti, WW trionfa nell’inscenare siparietti molto semplici ma efficaci per raccontare con disarmante chiarezza che le ragazze nella Londra degli anni Venti (Londra eh mica il Kazzocosistan di turno) non votano, al massimo fanno le segretarie, scandalizzano se mostrano le gambe. Invece di ricamare menate filosofiche respingenti sulle implicazioni della cultura della sopraffazione – AMICI MASCHI IO VI AMO ma l’avete perpetrata per secoli anzi ricordo anche che alcuni continuano a farlo, pensate al mansplaining che rottura di palle che è, pensate alla shitstorm lanciato sulla Boldrini, la Lucarelli, la Bellocchio mi viene voglia di fare una strage se ci penso.

Io però l’avevo detto di non scazzare eh

Dicevo, WW prende una ragazza magnetica come Gal Gadot con un pedigree da dea e la rende simpatica, un po’ imbranata, intelligente e sciocchina trasferendoti il messaggio che puoi essere tutte queste cose nello stesso momento e andare benissimo così perché quello che conta è che tu vada nel mondo senza paura a far le cose che hai voglia di fare come le sai fare. Ragazza impara, fai esperienze, difenditi, proteggiti, divertiti, conosci gente (il personaggio di Chris Pine è azzeccato e apprezzabilissimo nella sua genuina galanteria mai perniciosa come nelle sue funzioni accessorie mai superflue) ma soprattutto, quando serve tu ragazza meravigliosa, tu SPACCA CULI.

Ma lo avremo chiuso il gas?

C’è un altro aspetto che va sottolineato prima che la situazione fracasso si sublimi nel finale: ovvero il fatto che il villain  lo è ma non lo è. C’è un passaggio notevole dove il climax narrativo si stempera indicando la malvagità come qualcosa che va inteso dentro e non fuori. Lì sì ci sarebbe voluto il coraggio di andare fino in fondo ma vorrei anche ricordare che non è Guerra e Pace ma Wonder Woman, per cui dobbiamo un attimo stare tutti calmi e prendere le cose per quello che sono e comprenderle nella loro più profonda essenza. Ovvero:

 

 

perché la bomba è che ancora oggi tocca OGNI SANTA VOLTA ricordarlo che NOI FEMMINE c’abbiamo un credito enorme da riscuotere. Magari non toccherà a voi ma ai vostri figli spero tantissimo, pure con gli interessi. Io ho un nipote di sei anni ben educato e molto dolce ma all’asilo gli hanno insegnato subito che le femmine di qui i maschi di là, le femmine vestite di rosa i maschi no. Allora io ho detto o bestemmio o mi metto a trovare degli esempi per fargli capire che sono cazzate queste robe qui. Sono cose che succedono nel 2017  e non venite a menarmela con la consapevolezza, che si acquisisce con l’istruzione e una buona educazione. Devono essere raddrizzate subito queste storture. Guarda che roba: in un paragrafo ti ho anche sistemato la questione sociale.

Ma allora tu mi hai scritto un titolo così e poi non mi dici perché sono una testa di ravanello? Eppoi il gelato non mi piace, magnatelo tu. Allora. Vieni qua vicino che stavolta una cosa te la spiego io.

Lo senti quel refolo d’aria tra le chiappe? Ok. Sono tutte le Diana del mondo che ti stanno osservando.

Wonder Woman – IMDbWikipedia

Daniela Elle
Apre il suo primo blog di cinema nel 2004. Dopo averci pensato per almeno tre anni, nel 2014 fonda il collettivo cinefilo de Gli88Folli. Giusto per menarla quanto basta ha scritto e pubblicato un sacco di cose che sono arrivate in Cina e in Russia e voi no.

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This article was written on 30 Mag 2017, and is filled under Non è il mio genere, Parlo mai di astrofisica io?, Scuse per parlare di film.

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