Yesterday, 10 milioni per una cover band


Vedere Yesterday di Danny Boyle dopo Once Upon A Time… In Hollywood di Tarantino dà luogo ad alcune interessanti riflessioni. Yesterday ha dalla sua la curiosità di un film girato da uno dei registi più cinematici (nel senso proprio di movimento) in circolazione e scritto da un campionissimo della british romcom come Richard Curtis. Ora, sgombriamo il campo. Le invenzioni visive e il montaggio allucinato di Boyle ci sono, ma ancora di più ci sono i topoi di Curtis (protagonista davanti alla porta dell’amata sotto la pioggia, grande corsa per fermare il mezzo di locomozione che porterà via da lui l’amata, umiliante dichiarazione pubblica nel sottofinale, afasia, pause, imbarazzanti gilet e gestualità isteriche a malapena trattenute).

 

Imbarazzo, disagio british e maglioncini a collo alto

Insomma, diciamo che Curtis si mangia un po’ Boyle, e il film diventa più commedia romantica risaputa che surreale studio sulla cultura di massa. La storia la sanno anche i sassi, c’è un blackout globale, alcune cose “scompaiono” dall’orizzonte culturale. I Beatles (ma anche diversa altra roba che non dico perché è alla base di tutte le gag più simpatiche del film) non sono mai esistiti. Solo Jack se li ricorda, e tenta il colpo di avere successo suonando le loro canzoni e fingendo di averle composte lui.

Ed Sheeran poveraccio è pure una seconda scelta, Boyle voleva Chris Martin

Nel suo percorso verso il successo mondiale riesce anche ad umiliare il talento compositivo di Ed Sheeran nel ruolo di Ed Sheeran (fa simpatia, Ed Sheeran, comunque, va detto). Insomma, tutto uno showcase di cover dei Beatles che anche basta, poi una nota stonata e un’idea di suspence che viene subito mandata in vacca, ma soprattutto a un certo punto la convergenza con Tarantino. Curtis e Boyle “cambiano la storia” e girano un’intera scena che ha la stessa valenza del finale di OUATIH. Cioè, a livello di meravigliosa illusione di quello che potrebbe essere se… Un “what if” grosso come una casa che però non salva il film dall’essere una graziosa commedia di Curtis con qualche flash fulminante di Boyle.

Manager di peso: un po’ come il music supervisor del film.

Una considerazione a margine la merita il music supervisor Kirsten Errington (che giustamente non avete mai sentito nominare ma che nel suo campo è strafamosa) che ha avuto come è ovvio immaginare il 40% del budget totale del film a sua disposizione per pagare DIECIMILIONIDIDOLLARI per un forfait di 18 canzoni a scelta dal catalogo Apple/Sony. Dieci milioni per fare la cover band dei Beatles. Gli Shampoo si staranno mangiando le mani.

Yesterday WikipediaIMDb

Lascia un commento

Information

This article was written on 09 Ott 2019, and is filled under Ho un amico per cena, Le storie del cine, Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, , , , ,